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amensagemdasestrelas · A MENSAGEM DAS ESTRÊLAS - ASTROLOGIA ESOTÉRICA
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#446 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Dom, 29 de Nov de 2009 5:32 pm
Assunto: "L´ESSENZA DIVINA ILLUMINA SEMPRE L'OSCURITÀ"
moriajoan
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"L´ESSENZA DIVINA ILLUMINA SEMPRE L'OSCURITÀ"

Conferenza sulla Morte ed il Morire, divisa in Tre Parti

 

Di

 

Alexandra B. Porter, Ph. D.

Monte Ecclesia

 Ciclo di conferenze tenute durante la Scuola Estiva Inglese

Agosto, 01- 06- 08, 2002

 

( traduzione dall´Inglese di Sergio De Ruggiero, Associazione A.C.R.O. - Roma)

 

 

Buona mattinata a tutti! Se ognuno di noi è comodo, gradirei cominciare

questa conferenza con una breve preghiera.

 

Dio nostro, Padre e Madre, Dio dell'Universo e Dio dei nostri cuori. Nostro padre che sei

 nei cieli, siamo oggi qui riuniti, per discutere sul tema della Morte e del Morire. Durante

 quest´attività chiediamo la certezza della Tua presenza tra noi. Chiediamo anche,

nel nome di Gesù Cristo, che Tu offra a tutti noi qui riuniti, ed a ciascuno in particolare,

 la conoscenza, la comprensione, e la chiarezza che ciascuno sta ricercando. Ed io

 in qualità d´oratore, sospendo la mia immaginazione ed il mio coscienzioso giudizio,

 auspicando che il più alto bene d´ogni presente, sia oggi rivelato. Ti ringrazio o

mio Dio, per tutte le Tue benedizioni e l'opportunità che mi doni nel poter partecipare a

quest´amoroso servizio. Ringraziandoti con piena fede. Così sia.

 

Il titolo di questa conferenza è la morte ed il morire. Questo tema sarà discusso in tre

parti: Nella prima si discuterà della morte fisica. Nella seconda, si descriverà la nascita

spirituale e le diverse condizioni del dopo vita. Nella terza parte, ci dedicheremo allo

 studio del come introdurci nella nuova vita: "Qui, Ora Ed Oltre Con Cristo" il quale è´

 il tema di questa scuola estiva Inglese.
 Prima Parti
" LA MORTE FISICA " 
  

Il motivo perciò ho scelto questo tema, è perché ho ricevuto una vasta ricchezza

 d´informazioni e desidero condividerle insieme a tutti voi. Ci sono tempi durante la nostra

vita, che Dio comprende che quello che stiamo per provare, è più grande di quello che noi

possiamo sopportare, ed ecco Egli, ci dà una mano. Durante questi momenti di dolore

 profondo, la Sua Essenza Divina Illumina sempre l´Oscurità, perché Lui versa luce nelle

 nostre vite donandoci chiarezza e comprensione. Per molti di noi la morte ed il

 morire di una persona amata, può rappresentare uno di questi momenti. Una delle ragioni

più ovvie che turba la nostra vita, e che siamo colpiti enormemente dall´ignoto. Anche in

 persone che non hanno studiato una filosofia simile alla nostra, ma che spesso sono

molto religiose, c'è sempre paura a riguardo della morte ed al morire. Per la maggior parte

di noi l'ignoto causa sempre paura, e così di tutto ciò che è incomprensibile, alla maggior

parte degli uomini quelle domande oscure, cui pochi sanno dare risposta, riferite alla

 morte fisica ed al morire appare terribile. 

  

Mi permettano di chiedere, con un´alzata di mani, quanti di Loro hanno

 sperimentato la morte di qualcuno? 

  

Che tipo di domanda o domande, si realizzarono nelle

Loro menti in riferimento a quella morte? 

Durante la mia attività fisica, di lavoro giornaliero come operatore sanitario, ho scoperto

che molte persone tendevano a chiedermi sempre le stesse cose in merito alla morte.

Sono "Sei" le domande più comuni che riguardano la morte fisica e queste, conducono

 l´uomo all'incertezza ed alla paura. I quesiti sono i seguente: 

  

1.         Soffrirà l'individuo? 

2.         Dove andrà la persona quando muore? 

3.         L'individuo riceverà le ricompense promesse? 

4.         L'individuo sarà ancora capace di guidare i giovani figli nel modo corretto? 

5.         Tutti i contatti con le persone amate saranno interrotti? 

6.         E ciò che all´individuo piace, sarà eliminato in ogni modo dopo la morte? 

                                                                   

Per tutti voi oggi qui presenti, che possedete una mente aperta, io spero che in queste tre

conferenze possiate scoprire alcune di queste ottime domande.

Quindi permettetemi di cominciare! 

  

Ogni uomo normale, è provvisto al suo interno di una struttura mentale, la nostra società

possiede un suo concetto di quello che è la morte ed il morire. Forse nessun concetto è

 circondato più da superstizioni ed equivoci, in generale. Se c'è una cosa che questo

mondo non conosce e che dovrebbe conoscere, è quel processo con il quale, e per

mezzo del quale un abitante di questo piano di coscienza, abbandona il proprio corpo

fisico, per divenire un abitante del mondo superiore, in altre parole quello eterico. Faccio

 quest´asserzione perché la nostra razza umana non ha ancora scoperto sufficientemente,

ed in gran parte, cosa è la vita e la fonte da dove quest´atomo, che

sviluppa se stesso, sia venuta. 

  

Quanti di voi hanno letto la "Cosmogonia dei Rosacroce" di Max Heindel? 

  

Molti! Ottimo, questo mi conforta, mi dice che posso anche ignorare delle parti,

e Loro saranno in grado di seguirmi esattamente! 

  

Bene, secondo questo libro dal punto di vista Rosacrociano, la morte rappresenta il

passaggio dello Spirito ad una dimensione più grande, una nuova nascita se preferite.

 All´abbandono di questa vita l'Ego, deve assimilare quello che ha sperimentato nella

vita materiale trascorsa, e per estrarre al meglio le sue esperienze, inizia subito col

sopraggiungere della morte fisica. Così la morte, secondo la definizione di Max Heindel,

è il passaggio dello Spirito, Anima Individuale o Corpo Eterico, fuori dalla copertura di

carne. Lo Spirito-Anima effettua questo trasferimento durante i primi tre giorni e mezzo

dopo la sua morte fisica e clinica. La morte di un individuo non è completa finché

questo processo non è portato a termine. 

  

Io credo che questa definizione di morte sia semplicemente naturale. Penso anche che

 sia ancora impossibile per un uomo, comprendere improvvisamente di essere ad un

cambio quando sopraggiunge la morte, a meno che non realizzi prima, che ogni individuo

 possiede una forma di Spirito-Anima composta da atomi eterici, che sono nel momento

 in questione come l´indumento di carne che è visibile e tangibile. Quindi permettetemi

di discutere alcuni punti relativi a questi. 

  

Sono stata rassicurata da coloro che sono più versati nella Fisica di me, che ogni vita

in giù dall'atomo ed oltre, è formata da etere. Noi sappiamo per esempio, che ogni atomo

 di granello di sabbia che forma le sponde degli oceani, che ogni seme di pianta o albero,

 ogni molecola di terra che copre la pietra che costituisce la massa di roccia sterile, e

che ogni goccia d´acqua che fluisce in torrenti, ha forma eterica. Ulteriormente siamo

 certi che attraverso l´etere si porti luce ed elettricità, e tutte le forme di radiazione. 

  

Gli scienziati ci dicono anche, che l´eterico richiede per la propria crescita, che la materia

disgregandosi, abbassi velocemente di per se la propria vibrazione, così come accade per

 il seme piantato nella terra, in quel veicolo esterno la pianta aumenta la sua vibrazione

 eterica giungendo ad uno sviluppo più elevato. Così basandoci su queste scoperte

scientifiche, noi sappiamo che nessuna vita può esistere, secondo la Fisica , fino a

 che non possieda un veicolo appropriato per quello scopo. 

  

Quando con il calore noi frantumiamo l´involucro esterno di un pezzo di carbone,

l´elemento fisico disperde l'energia che contiene, la sua vita, le sue molecole si dissociano

formando sostanza eterica. In altre parole, l'energia o forma di vita fugge per passare

 da uno stato all´altro. L´esterno dell´involucro, le scorie e la cenere, ritornano da dove

 sono venute, in definitiva, prendono un'altra forma di vita, fino a che col tempo non

si siano di nuovo raffinate, così che manterranno la continuità, perché

possiederanno una nuova parte eterica. 

E così è vero, che quando una forma di vita dissocia le proprie molecole eteriche da

 quelle fisiche che formano assieme al suo involucro esterno la sua forma di vita, non

potrà rimanere più un abitante di questo piano fisico. Questa cosa quando

 accade, noi la chiamiamo morte fisica. 

  

L´uomo alla stessa maniera è parte di uno stupefacente insieme, evoluto dalla vita

 eterica nella massa. Ora a seguito della sua morte fisica, il nostro Spirito-Anima

 rilasciato da quel veicolo esterno che è il nostro corpo denso, diviene un abitante di

un piano, dove tutto è composto da etere. E´ questo mutamento che noi chiamiamo

morte, in altre parole, l'individuo è stato raffinato nel punto dove è riposta la sua

 l'individualità. Permettetemi di ricordarvi a questo punto, che il corpo eterico sente

e tocca ogni cosa, vera e naturale, come quando è venuto a vivere sulla Terra, tutte le

 cose tangibili vibrano, e lo strumento con cui interagisce il corpo eterico è per

 l´appunto, la vibrazione. Ricordando ciò, permettetemi di passare al

procedimento del nostro Spirito-Anima. 

  

E´ stata durante la mia esperienza, nella mia vocazione personale e professionale,

assistendo pazienti divenuti consapevoli della rappresentazione della loro

 imminente morte, che scoprii che questa consapevolezza ci conduce a morire

serenamente. La coscienza di morire è un processo mentale attivo, di preparazione

responsabile alla propria morte fisica. La parola "morire" è usata per definire il

 dinamico ed individuale processo della transizione fisica. Nel caso di una malattia

finale, il morire è un processo che spesso accade col tempo per il malato, anche se

nell´attuale processo di morte egli, è ancora vivo. Le scopo di divenire coscienti

dell´imminenza della morte, o morire consapevolmente, è vivere pienamente finché

 morte non avvenga, essere partecipi di quel processo di morte finché l´individuo

 è cosciente accettando l'assistenza di altri. 

  

Un esempio eccellente di quest´accadimento, lo troviamo nelle "Monografie di

Monte Ecclesia di Max Heindel" e "l'Amicizia Rosacrociana", che furono scritte da

Augusta Foss Heindel. Leggerò dalla II parte di quel libro, una sezione

 intitolata" la transizione di Max Heindel ". 

  

E´ la sig.ra Heindel che scrive. "La domanda fu posta da alcuni amici: `Era o

 no, Max Heindel per quel che possibile, consapevole della sua prossima

morte?´ Nelle precedenti settimane che quest´avvenimento si realizzasse, ognuno

 di noi continuava a svolgere il suo lavoro quotidiano, questa volta stavamo

 calcolando le Effemeridi del 1920, e fino a quel momento avevamo diviso assieme

 il lavoro. Lui calcolava le longitudini mentre io calcolavo le declinazioni, ma Max Heindel

 mi esortò in questo punto, mi chiese di lavorare sulle Effemeridi da sola. Una sera

gli domandai `Caro, perché desideri che io faccia da sola questo lavoro? Pensi di

 lasciarmi?´ Lui rispose, `No, cara; io desidero poter dire alle persone, che Tu

svolgi questo lavoro sulle Effemeridi tutto da sola. Voglio che loro siano

orgoglioso di Te´. Questa sollecitudine e le preparazioni accurate continuarono

per molte settimane prima che lui fosse chiamato, e tutte le sue carte furono

 elencate attentamente e archiviate. 

  

"Due mesi prima che lui morisse, andò a San Diego, per incontrare il suo avvocato a

 riguardo d´alcune carte, e mentre era là, a mia insaputa, lui desiderò fare testamento;

egli beneficiava di tutti i diritti d'autore ottenuti tramite, le sue pubblicazioni, così

 come delle donazioni che erano state effettuate a suo nome, trasferitegli, come atto

 di regalo personale allo scrittore; tutto ciò sarebbe stato utilizzato negli anni, come

 fonte di mantenimento economico per Monte Ecclesia ed Il lavoro dell´Amicizia

 Rosacrociana. Quando il suo testamento fu omologato, si scoprì che la terra era

stata comprata da lui prima che l'Amicizia fosse realizzata. Nell'atto aveva dichiarato,

che egli possedeva questa terra, solo come amministratore dell'Amicizia, ma quando

 l'atto fu aperto ufficialmente, e il Giudice autenticò la sua volontà, affermò

che nessuna società per azioni era stata concretizzata prima dell'uscita dell'atto,

e che pertanto, la terra acquistata per la Rosicrucian Fellowship , sarebbe andata

 alla sig.ra Heindel, sua unica erede. Il testamento fu omologato nel 1919, e nel 1920

 tutti i diritti dello scrittore e tutta la terra andarono all´Amicizia Rosacrociana, ed

 a tutt´oggi, l'Amicizia è giuridicamente in possesso di tutti i cinquanta acri che

 costituiscono la Sede centrale (Monte Ecclesia) ". 

  

Questo mi riporta ad una delle "Sei" domande più comuni relative alla morte,

 cui le persone mi sottoponevano, ed è, "Ciò che individuo desidera, cesserà

dopo la sua morte?" Ma risposto a questa domanda, mi permettano di continuare

 spiegando quello che accade a livello fisico, i segnali ed i sintomi

dell´avvicinarsi, e dell´avvenuta morte fisica:

  

1.         Le braccia e le gambe possono divenire fredde al tocco e la parte inferiore

 del corpo può divenire di colore più scuro. Questi sintomi sono il risultato di una

scarsa circolazione, del rallentamento o dell´avvenuto blocco della circolazione

sanguigna.   Come determinare quanto tempo è passato da quando l´individuo è morto: 

  

a.      La gamba è divisa dalla caviglia al ginocchio in tre parti. 

b.      Cominciando dalla rotula come una quarta parte, la parte alta della coscia

 è divisa ulteriormente in sei parti, dieci in tutto per la gamba intera. 

c.       Se un sezione è più fredda di due sezioni, si presume che il corpo sia morto da un'ora. 

d.      Se due sezioni, sono più fredde di tre sezione, il corpo è morto da due ore, e così via. 

e.      Esperimenti condotti a temperature tra il 40° e gli 80°f . si dimostrarono

 abbastanza accurati in più di 100 esami 

  

2.         La persona spenderà sempre più tempo nel dormire durante il giorno, ed

avrà difficoltà a svegliarsi. Questo è il risultato del rallentamento metabolico del corpo. 

  

3.         La persona può perdere il controllo della vescica e dell´intestino, danno

luogo ad incontinenza. Questa rappresenta la perdita continua ed involontaria d´orina e di feci. 

  

4.         La persona avvertirà sempre meno il bisogno di nutrirsi e di bere. 

  

5.         Le secrezioni orali possono divenire più intense e meno fluide, raccogliendosi

 dietro alla gola, andando a produrre quel particolare suono durante la respirazione,

che è chiamato comunemente nella professione medica, "i sonagli" della morte.

Questo è il risultato di una decresciuta capacità e inabilità della persona ad

 espellere o deglutire normalmente la sua saliva. 

  

6.         La visione della persona e l´udito decresce lentamente, generalmente

 l´udito è l'ultimo senso ad essere perso. 

  

7.         La persona può divenire irrequieto, vivere in uno stato d´agitazione che

 non gli concede riposo, può avere visioni di persone o cose. Questo è il risultato

 della scarsità d´ossigeno al cervello, così come di un metabolismo alterato. Max

 Heindel, nelle sue scritture lo espone così, ed io lo cito testualmente: "E´ stato

 notato da persone che videro la morte di una madre, i cui figli erano già trapassati

precedentemente, forse un discreto numero d´anni prima, che al momento di morire

 lei avrebbe visto i suoi cari vicini al proprio letto, ed avrebbe esclamato, perché c'è

Johnny, che ragazzo grande è diventato, perché è riverso su di me. Le persone

 vicine al suo letto probabilmente pensarono che fosse un'allucinazione, ma non

 è così, avrete notato che sono un fenomeno frequente quelle visioni, vale a dire

quando una persona muore, sempre viene dall´oscurità qualcuno o qualcosa, che

 lui sente discendere su di se. Molte persone, abbandonando i loro sensi, svenendo,

non percepiscono più il Mondo Fisico, passando così di colpo dalle nostre leggere

 vibrazioni fisiche alle vibrazioni elevate del Mondo del Desiderio, tutto ciò è simile

 all'oscurità che si diffuse sulla terra dopo la crocifissione. In altre persone invece,

 accade che l'oscurità si alzi senza un motivo apparente, in questo caso l´individuo

 diviene un chiaroveggente, mentre vedendo contemporaneamente il mondo

presente ed il Mondo del Desiderio, come può accadere ai moribondi, chiaramente,

 appaiano le persone amate che sono state attirate dalla morte precedentemente,

che è nascita per il loro mondo". 

  

8.         La persona che respira secondo un suo modo, cambierà durante il sonno ad

un tipo di respirazione irregolare, aritmica. In questo modo di respirare, la

respirazione da prima è lenta e si abbassa, poi aumenta in rapidità e

 profondità finché giunge ad un massimo. Poi gradualmente decresce finché

 ferma da 10 a 30 secondi, periodo di nessuna respirazione (apnea). Questo tipo

 di respirazione è chiamato: respiro di Cheyne Stokes (asma cardiaco, asma di

Cheyne-Stokes). Ciò può accadere anche in certe malattie acute del sistema nervoso

 centrale, del cuore, dei polmoni ed in uno stato d´alterata lucidità mentale,

 frequentemente però, accade di fronte alla morte. 

  

9.         La morte fisica è descritta come la cessazione dei processi fisiologici

che sostengono la vita; un passaggio o separazione; il lasciare questa vita, o perdita

della vita. È stato definito anche come un "momento del tempo", perché di solito

 termina con l´ammiccamento di un occhio. I segnali di morte clinica includono: 

  

A.       Nessun segnale aperto o celato di respirazione, 

B.       Nessun battito cardiaco - Nello stato della California, due letture d´ECG

piatto (elettrocardiogramma) in un periodo di 24-ore è considerato un segnale definito di morte. 

C.       Nessuna risposta allo scuotimento o al richiamo. 

D.       Perdita d´urina dalla vescica e feci dall´intestino. 

E.        Palpebre leggermente aperte, ed occhi con lo sguardo fisso verso una sola parte. 

F.        Mascelle rilassate e bocca leggermente aperta. 

  

Così, prendendola da lontano, ho parlato della morte fisica. Coloro che mi conoscono,

 sono a conoscenza che di solito spiego gradualmente cosa accade nella morte.

Sappiate, che la coscienza è concentrata nelle dimensioni più alte della nostra

mente, da molto tempo prima che l´attuale transizione possa avvenire. Quando il

cervello non è più consapevole, non c´è più alcuna sofferenza fisica. Se durante

la sua dipartita, il malato non è messo sotto sedativi dal suo dottore, è molto

probabile che in questo momento attuale di transizione, la coscienza possa

ritornare momentaneamente, e lo Spirito-Anima che inizia il suo cammino, anche

se solo parzialmente liberò dal corpo, darà una descrizione delle scene e delle

persone che sta vedendo. Oppure il morente, può divenire improvvisamente

consapevole di quello che sta accadendo e dare

un ultimo saluto a coloro che gli sono vicini. 

  

Quando la morte è imminente è molto importante offrire un ultimo saluto ad

una persona morente. Quando un ospite sta partendo, noi l´accompagniamo fino

alla porta e gli offriamo il "buon viaggio!", porgendogli  i nostri auguri fino a che non

ci si rincontra. Dobbiamo imparare a fare così, in questo modo, con coloro che

 stanno allontanandosi dalla vita terrena. Durante questo avvenimento o immediatamente

 dopo la morte, se è possibile, dovremmo recitare una preghiera, riponendo il corpo

fisico del morente nelle mani dei quattro potenti Arcangeli del Regno degli Elementi

della Natura: Raphael, Michael, Gabriel, ed Uriel. Il semplice rito, come una musica,

 circonda il corpo del morto formando  un campo d´energia diretta e concentrata

 per la sua disintegrazione. Quando questi potenti Arcangeli sono invocati, tale

cerimonia immediatamente circonda la forma, di Luce. La mia personale preferenza

nel recitare un´orazione è il" Padre Nostro " perché tende a produrre una pace profonda. 

  

Quello che veramente accade dopo la morte dell´uomo spirituale vero, è che la forza

dell'atomo-seme dell´individuo lascia il suo corpo fisico, e tutte le sue impressioni sono

trasferite dal Corpo Vitale al Corpo del Desiderio, che poi formerà la base dell'uomo

 o della donna in Purgatorio e nel Primo Cielo. Il prelevamento lento degli atomi che

noi chiamiamo "la corrosione degli Atomi di Seme", è il processo normale di morte.

Col prelevamento completo il momento chiamato "transizione" si compie. Il tempo

richiesto per questa separazione dipende notevolmente dal potere elettromagnetico

del campo di forza eterico che l´individuo, con la sua spiritualizzazione, riuscì ad

immagazzinare. Quando quelle forze elettromagnetiche avranno funzionato

 correttamente ed i tre Atomi di Seme saranno stati liberati, il corpo eterico

rilascerà la sua presa sulla Corda d´Argento. In seguito, quando la Corda 

  si romperà,  lo Spirito-Anima sarà completamente liberato.

  

Perciò, con riferimento alle "Sei" domande più comuni che spesso mi chiedono

 sulla morte, gradirei indirizzare su questo punto la domanda: "L´individuo soffrirà

 dopo la sua morte?" Desidero finire la prima parte di questa conferenza sulla

morte ed il morire, affermando che ogni trasformazione in natura è una cosa

 meravigliosa e la morte fisica non è un´eccezione alla regola. Lo svolgersi

 della morte è semplicemente la liberazione della nostra forma di Spirito-Anima

dal corpo fisico che compone l'indumento di carne esterno,

 ed è perfettamente naturale ed indolore
 

 

http://livingwithchrist.tripod.com/lessenzadivina.htm

 
 

 
 


#445 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Dom, 29 de Nov de 2009 4:20 pm
Assunto: Rv:QUIEN ES CRISTO.pps
moriajoan
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--- El dom, 29/11/09, juan marin alcaraz <moriajoan@...> escribió:

De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Asunto: [EstudiantesRosacruces] QUIEN ES CRISTO.pps [Archivo adjunto 1]
Para: "ESTUDIANTES ROSACRUCES" <EstudiantesRosacruces@yahoogroups.com>
Fecha: domingo, 29 de noviembre, 2009 17:13

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#444 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Dom, 29 de Nov de 2009 2:57 pm
Assunto: Rv: [EstudiantesRosacruces] Cómo reconoceremos a Cristo en Su Venida.pps
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--- El dom, 29/11/09, juan marin alcaraz <moriajoan@...> escribió:

De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Asunto: [EstudiantesRosacruces] Cómo reconoceremos a Cristo en Su Venida.pps
Para: EstudiantesRosacruces@yahoogroups.com, "santuariorosacruz@yahoogroups rosacruz" <santuariorosacruz@yahoogroups.com>, "PORTAL ROSACRUZ" <portalrosacruz@...>, "portal rosacruz" <portalrosacruz3@...>, "PORTAL ROSACRUZ 2" <portalrosacruz2@...>, "ROSACRUZ GRUPO" <rosacruz@...>, "VISLUMBRAR ACUARIO" <vislumbrardeacuario@yahoogroups.com>, "ROSANET" <rosanet@yahoogroups.com>, "ROSACRUCES ACUARIANOS" <rosacrucesacuarianos@...>
Fecha: domingo, 29 de noviembre, 2009 15:54



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#443 De: "Alexandre" <hercullesrj@...>
Data: Dom, 29 de Nov de 2009 11:19 am
Assunto: CIÊNCIA & RELIGIÃO
hercullesrj
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#442 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Dom, 29 de Nov de 2009 8:09 am
Assunto: FELIZ DOMINGO
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#441 De: "Alexandre" <hercullesrj@...>
Data: Dom, 29 de Nov de 2009 4:44 am
Assunto: O Processo Evolutivo e o Ciclo Anual com Cristo
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O PROCESSO EVOLUTIVO E O CICLO ANUAL COM CRISTO

Roberto Gomes da Costa

Quando visitamos o Templo em Mount Ecclesia podemos observar que o painel de Leo está colocado na parede oeste do Santuário, por sobre o Altar contendo o Emblema Rosacruz. O simbolismo do Templo (1) nos diz que "Leão é o signo do Cristo levantado e o emblema do desenvolvimento espiritual. Leão representa o caminho da Iniciação por meio do coração. O caminho Rosacruz da Iniciação se inicia na porta do intelecto sob o signo mental de Aquário (porta oriental do Santuário do Templo) e  conduz à liberação no altar do coração sob o domínio da Hierarquia de Leão."

Esta posição proeminente de Leão como a meta de nossas aspirações no caminho da Iniciação estabelece um padrão que pode ser também reconhecido no Processo Evolutivo e no ciclo anual com Cristo.

Para identificar esse padrão, focalizaremos nossa atenção no esquema evolutivo, especialmente no período de tempo devotado à aquisição de auto consciência  e à construção dos veículos por meio dos quais o espírito manifesta-se no ser humano, e  o compararemos ao ciclo anual com Cristo.

Diz o Conceito Rosacruz do Cosmo (2) que, no Período de Saturno, durante sua primeira revolução, os Senhores da Chama ou a Hierarquia de Leão, trabalhando sobre o homem, de sua livre vontade, tiveram sucesso na implantação, na vida em evolução, do germe que deu lugar ao nosso presente corpo denso. Também, no meio da sétima revolução deste mesmo período, a mesma Hierarquia de Leão despertou o mais alto princípio espiritual na humanidade – o Espírito Divino.

O trabalho do Período de Saturno começou e terminou no Mundo do Espírito Divino por meio dos globos A e G. Esta região foi a mais elevada das regiões alcançadas pelos sete globos manifestados durante o esquema evolutivo.

Similarmente, considerando agora o ciclo anual com Cristo, depois que o Sol atinge a sua declinação setentrional máxima e transita pelo signo de Leo, Cristo ascende ao Reino Espiritual do Espírito Divino, conhecido biblicamente como o Trono do Pai. Durante este trânsito sob a supervisão dos Senhores da Chama  e unido com o Poder do Pai, o Senhor Cristo trabalha com o supremo poder do Amor, nota chave da Hierarquia de Leão e a força estabilizadora da Terra(3).

Prosseguindo com a análise do período involutivo, duas outras hierarquias trabalharam sobre a humanidade no segundo período de manifestação – o Período Solar – as Hierarquias de Virgem e Câncer, vizinhos da Hierarquia de Leão no círculo zodiacal.

Na primeira revolução do Período Solar,  ambas as Hierarquias de Leão  e de Virgem  conjuntamente reconstruíram o corpo denso germinal.

Os Senhores da Sabedoria (Virgem), que não eram tão altamente evoluídos como os Senhores da Chama, trabalharam para completar sua própria evolução. Começaram o trabalho próprio do Período Solar, irradiando deles mesmos o gérmen do corpo vital, durante a segunda revolução desse período. Na sexta revolução do período, os Querubins (a Hierarquia de Câncer), surgiram para despertar o segundo aspecto do tríplice espírito no homem – o Espírito de Vida.

A mais elevada região atingida pelos globos ( no caso, globos A e G), durante o Período Solar, foi o Mundo do Espírito de Vida. Similarmente, durante o ciclo anual com Cristo, o Mundo do Espírito de Vida é por Ele visitado durante os meses solares de julho (Câncer) e setembro (Virgem).

O trabalho realizado pelas Hierarquias de Virgem e Câncer no nosso corpo vital e em sua contraparte espiritual, o Espírito de Vida, foi preenchido com as mais puras vibrações e teve uma decisiva influência na construção dos correspondentes arquétipos de acordo com as características dessas Hierarquias.

As notas chave de Virgem são Serviço e Sacrifício. Os Querubins são os guardiões de todos os lugares santos dos Céus e da Terra, guardando também o grande mistério da Vida. O destino da humanidade é, portanto, luminosos e glorioso .na medida em que nos mantenhamos no caminho adequado, vivendo uma vida de serviço e de pureza, seguindo os padrões implantados pelas Hierarquias de Virgem e de Câncer no átomo-semente do corpo vital e em sua contraparte, o Espírito de Vida.

 A Escola Rosacruz nos ensina a aprender esta magnífica lição de serviço e pureza, especialmente através da participação no processo de cura. Podemos ler no ritual do Serviço de Cura (4):

"Não será possível irradiar uma força curadora pura e forte se não mantivermos limpos e puros os nossos corpos e as nossas mentes.(...) Quando uma pessoa está intensamente absorvida em fervorosa súplica a um poder superior, sua aura assume uma forma afunilada que se assemelha à parte inferior da tromba d'água. É lançada no espaço a grande distância e estando sintonizada com as vibrações de Cristo no Mundo do Espírito de Vida interplanetário, atrai para si uma força divina que entra na pessoa ou no grupo de pessoas e anima o pensamento-forma que eles criaram."

O terceiro período de manifestação foi o Período Lunar. Depois do trabalho realizado durante as primeiras duas revoluções desse período, para adaptar os corpos denso e vital a terem uma interface com o germe de um novo veículo a ser dado à humanidade, o corpo de desejos, os Senhores da Individualidade {a Hierarquia de Libra), começaram o trabalho próprio do  período, durante a terceira revolução. Eles ajudaram o ser humano a se apropriar e construir um corpo de desejos germinal. Os Senhores da Individualidade trabalharam sobre e com a humanidade para  completarem sua própria evolução.

Durante a quinta revolução do Período Lunar os Serafins (a Hierarquia de Gêmeos), despertaram o terceiro aspecto do Espírito – O Espírito Humano.

No Período Lunar, os globos A e G atingiram a Região do Pensamento Abstrato, o mais alto dos planos atingidos pelos globos nesse período. Similarmente, durante o mês solar de junho (Gêmeos), o Senhor Cristo passa ao Terceiro Céu, isto é, a Região do Pensamento Abstrato. Esta é a mais alta esfera do ciclo de reencarnação atingido pela humanidade em seu presente estágio evolutivo.

Durante o mês de junho, Cristo torna-se o Canal para as radiações emitidas pelos Serafins. Ele os contata através do Espírito Santo. Uma das palavras chave dos Serafins é atividade. Também é a palavra chave do Espírito Santo(3).

Sabemos da Filosofia Rosacruz que o corpo de desejos, a contraparte do Espírito Humano, nos proporciona os incentivos para a ação. No entanto, temos de aprender a controlar essa força, por vezes vandálica e ingovernável.

Quando o Sol entra em Libra, o Sublime Cristo toca a superfície externa de nosso planeta. A grande lição a ser aprendida de Libra  é o desenvolvimento do poder do discernimento e da capacidade de distinguir entre o real e o irreal e o verdadeiro do falso, de modo a superar as ilusões criadas pelo corpo de desejos e controlá-lo(3) .

No quarto período evolutivo, o Período Terrestre, a humanidade recebeu o gérmen da mente, por meio do trabalho da Hierarquia de Sagitário, os Senhores da Mente. Este estágio marca o nascimento do indivíduo.

As humanidades dos períodos anteriores (Saturno, Solar e Lunar), respectivamente os Senhores da Mente, os Arcanjos e os Anjos estão trabalhando com os Espíritos Virginais, a Hierarquia de Peixes, durante o Período Terrestre. Estão sendo assistidos pelos Senhores da Forma (a Hierarquia de Escorpião), à qual foi dada responsabilidade sobre o Período Terrestre.

Durante novembro (mês solar de Escorpião), a força de Cristo permeia o Mundo dos Desejos. O Raio Dourado de Cristo quando passa por Escorpião representa um tempo de transmutação. Transmutação é a palavra chave dominante de Escorpião. O Raio Dourado de Cristo penetra ainda mais profundamente na Terra quando o Sol transita por Sagitário e os Reinos Internos tornam-se intensamente luminosos com Sua Luz gloriosa. A força de Cristo chega ao coração da Terra no solstício de dezembro (Capricórnio) . Este evento marca a Noite Santa do ano, quando uma calma e uma paz profundas penetram o mundo inteiro. Quando o Sol transita por Aquário o Senhor Cristo centra Sua atividade no reino etéreo. Durante o mês em que o Sol transita por Aquário os éteres superiores tornam-se luminosos à medida que a força de cristo está se elevando para a superfície da Terra, em preparação para Sua liberação triunfal na Páscoa. As forças dos dois éteres superiores estão se tornando cada vez mais potentes  em seus efeitos sobre a humanidade, com a proximidade da Idade de Aquário (3).

Conforme mencionado no início deste artigo, Aquário é a porta de entrada para o Caminho Rosacruz da Iniciação. Os dois éteres superiores podem conduzir as forças para o desenvolvimento das faculdades de observação e de discernimento, importantes requisitos para a construção do corpo-alma. Porém, o desenvolvimento dessas faculdades não é suficiente para prosseguir no Caminho da Iniciação. O coração, regido por Leo, deve estar profundamente envolvido. O ideal de Aquário está mostrado em seu signo oposto, Leão, e suas notas chave são: Amor e Luz.

"Deus é Luz. Se andamos na Luz, como Ele está na Luz, seremos fraternais uns com os outros".

- Roberto Gomes da Costa, Rio de Janeiro, 2008.

 

Bibliografia

(1)  A Probationer, "Temple Symbolism", Part II, Rays from the Rose Cross, vol 88, nº 4, July – August 1996, pgs 30-37.

(2)  Max Heindel, "The Rosicrucian Cosmo Conception, Part II – Cosmogenesis and Anthropogenesis, Capítulos VI a XII.

(3)  Corinne Heline, "Bible Interpretation" , Mystery of the Christos, vol VII, parts III e V.

(4)  Healing Service Form, The Rosicrucian Fellowship.

www.fraternidaderos acruz.org


#440 De: "Alexandre" <hercullesrj@...>
Data: Sáb, 28 de Nov de 2009 9:39 pm
Assunto: Mensagens Espirituais da Escola Rosacruz
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MENSAGENS ESPIRITUAIS DA ESCOLA ROSACRUZ

 Roberto Gomes da Costa

Engenheiro Químico

Diretor- Presidente da  Fraternidade Rosacruz Max Heindel no Rio de Janeiro

Roberto G. da Costa nasceu no Rio de Janeiro, sob o signo de Libra. Casou-se com a Sra. Lais da Gama Rosa Costa, que também se tornou companheira de ideal e com a qual teve três filhos. Tornou-se probacionista da Fraternidade Rosacruz ( Rosicrucian Fellowship) , em 1995. Mas, encontrou os Ensinamentos da Sabedoria Ocidental bem antes disso, quando o atual Centro Autorizado do Rio de Janeiro era ainda reconhecido como um Grupo de Estudos. Participou das solenidades do centenário de nascimento de Max Heindel, em 1965. Na década de 90 do século passado, foi eleito membro do Conselho diretor  do  Centro, em seu novo ciclo, e escolhido como presidente. Atualmente, Roberto continua servindo ao idealismo rosacruz como instrutor dos Cursos Curriculares de Filosofia Rosacruz, Interpretação Esotérica da Bíblia e Astrologia, oferecidos por correspondência pela Fraternidade Rosacruz Max Heindel, redator do boletim ECOS, de nosso Centro, conferencista e diretor- presidente da Fraternidade Rosacruz Max Heindel - Centro Autorizado do Rio de Janeiro. De um ponto de vista profissional, Roberto é Engenheiro Químico, aposentado, com 40 anos de experiência em Planejamento, Organização e Métodos e em Gestão da Qualidade. Ele acredita firmemente em trabalho de equipe, o único meio efetivo de cumprir nossa missão de "Disseminar os Ensinamentos e Curar os Enfermos". O trabalho de equipe é também o único modo confiável de conduzir nossa Organização adequadamente. Para atuar como equipe, entretanto, devemos conhecer, com clareza, para onde estamos nos dirigindo e adotar as mesmas práticas. Para apoiar todo esse esforço, de forma harmoniosa e cristã, todos nós necessitamos de amor, muito amor, tolerancia e humildade. Acima de tudo, o Amor é o nosso incentivo para trabalhar e viver a Vida.

 

Grupo de Estudantes, estando presente o Sr. Roberto Gomes da Costa (presidente do Centro), ao fundo, de branco e de óculos

O Processo Evolutivo e o Ciclo Anual com Cristo

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 CENTENÁRIO DO CONCEITO ROSACRUZ DO COSMOS

Ciclo de Conferências Públicas na Sede da Fraternidade Rosacruz

Centro Autorizado do Rio de Janeiro

Primeira Palestra

Realizada em 28 de março de 2009

OS MUNDOS VISÍVEL E INVISÍVEIS, SEUS HABITANTES E SEU RELACIONAMENTO COM A HUMANIDADE

 Segunda Palestra

Realizada em 25 de abril de 2009

OS MUNDOS VISÍVEL E INVISÍVEIS, SEUS HABITANTES E SEU RELACIONAMENTO COM A HUMANIDADE

PARTE I I – A REGIÃO ETÉREA DO MUNDO FÍSICO

 Terceira Palestra

Realizada em 30 de maio de 2009

OS MUNDOS VISÍVEL E INVISÍVEIS, SEUS HABITANTES E SEU RELACIONAMENTO COM A HUMANIDADE

 Quarta Palestra

Realizada em 27de junho de 2009

OS MUNDOS VISÍVEL E INVISÍVEIS, SEUS HABITANTES E SEU RELACIONAMENTO COM A HUMANIDADE

   Quinta Palestra

Realizada em 25 de julho de 2009

OS MUNDOS VISÍVEL E INVISÍVEIS, SEUS HABITANTES E SEU RELACIONAMENTO COM A HUMANIDADE


Sexta Palestra

Realizada em 29 de Agosto de 2009

OS MUNDOS VISÍVEL E INVISÍVEIS, SEUS HABITANTES E SEU RELACIONAMENTO COM A HUMANIDADE

Sétima Palestra

Realizada em 03 de Outubro de 2009

OS MUNDOS VISÍVEL E INVISÍVEIS, SEUS HABITANTES E SEU RELACIONAMENTO COM A HUMANIDADE

Oitava  Palestra

Realizada em 31  de Outubro de 2009

OS MUNDOS VISÍVEL E INVISÍVEIS, SEUS HABITANTES E SEU RELACIONAMENTO COM A HUMANIDADE


#439 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Sáb, 28 de Nov de 2009 5:18 pm
Assunto: Clarividência
moriajoan
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Clarividência



A palavra clarividência significa visao clara ou a habilidade de

 ver nos mundos invisíveis (para a visao física).

É uma faculdade latente em todos e será eventualmente possuída por todo ser humano no curso de

seu desenvolvimento espiritual. Ao adquirir esta visao espiritual, a pessoa poderá, por si mesma,

investigar assuntos como o estado do Espírito humano antes do nascimento,

depois da morte, e a vida nos mundos invisíveis.

Embora cada um de nós possua esta faculdade, é necessário um esforço persistente

 para desenvolvê-la de uma maneira positiva, e isto parece ser um poderoso factor

 intimidativo. Se pudesse ser comprada, muitas pessoas pagariam um alto preço por

 ela. Poucas pessoas, porém, parecem desejosas de viver a vida que é requerida

 para despertá-la. Esse despertar vem somente através de um esforço paciente

 e muita persistência. Nao pode ser comprado e nao existe caminho fácil para sua aquisiçao.

Existem dois tipos de clarividência. A clarividência positiva, voluntária, é quando

 o indivíduo é capaz, à sua vontade, de ver e investigar os mundos internos, onde é senhor

 de si mesmo e sabe o que está a fazer. Este tipo de clarividência é desenvolvida através

de uma vida pura e de serviço, e a pessoa precisa de ser cuidadosamente treinada para

 saber usá-la, para que ela seja verdadeiramente eficaz e útil. A clarividência involuntária,

negativa, é quando as visoes dos mundos internos sao apresentadas a uma pessoa

 independente de sua vontade; ela vê o que lhe é dado ver e nao pode, de maneira alguma,

controlar esta visao. Esta clarividência é perigosa, deixando a pessoa aberta para ser dominada

 por entidades desencarnadas que, se puderem, fazem com que a vida da

pessoa, neste mundo e no próximo, nao lhe pertença inteiramente.

No cérebro existem dois pequenos órgaos chamados corpo pituitário e glândula

 pineal. A ciência médica conhece muito pouco sobre eles, e chama a glândula

 pineal de terceiro olho atrofiado, embora nem ela nem o corpo pituitário estejam

atrofiados. Isto é muito desconcertante para os cientistas, pois a Natureza nada retém

 de inútil. Por todo o corpo encontramos órgaos que estao em processo

 de atrofia ou de desenvolvimento.

O corpo pituitário e a glândula pineal pertencem, no entanto, a uma outra classe de

órgaos que, presentemente, nao estao nem evoluindo nem degenerando, mas estao

dormentes. Num passado longínquo, quando o homem estava em contacto com os

 mundos internos, estes orgaos eram o meio de ingressar neles e servirao novamente

 para esse fim num estádio mais avançado. Eles estavam ligados ao sistema nervoso

simpático ou involuntário. Antigamente durante o Período Lunar e na última parte da

Época Lemúrica e início da Época Atlante o homem podia ver os mundos internos; as

 imagens apresentavam-se-lhe totalmente independentes da sua vontade. Os centros

 sensíveis do seu corpo de desejos giravam em sentido inverso dos ponteiros do relógio

 (seguindo negativamente o movimento da Terra que gira sobre o seu eixo naquela

 direcçao) como os centros sensitivos dos médiuns fazem hoje. Na maior parte das

pessoas, estes centros sensitivos estao inactivos, mas o verdadeiro movimento

 fá-los-á girar no sentido dos ponteiros do relógio. Esta é a caraterística

principal no desenvolvimento da clarividência positiva.

O desenvolvimento da clarividência negativa ou mediunidade é muito mais fácil, pois é

meramente uma revivificaçao da funçao igual à do espelho que o homem possuía no

passado distante, pela qual o mundo externo era reflectido involuntariamente nele.

Esta funçao, foi mais tarde retida pela procriaçao. Com os médiuns actuais este poder é

 intermitente, isto é, algumas vezes podem ver, enquanto noutras vezes,

sem nenhuma razao aparente falham totalmente.

No corpo de desejos do clarividente voluntário e adequadamente treinado, as correntes

 de desejos giram no sentido dos ponteiros do relógio, brilhando com extraordinário

 esplendor, superando em muito, a brilhante luminosidade do corpo de desejos comum.

Os centros de percepçao no corpo de desejos, em redor do qual estas correntes

 giram, suprem o clarividente voluntário com os meios de percepçao no Mundo do

 Desejo, e ele vê e investiga à vontade. A pessoa cujos centros giram em sentido

 inverso ao movimento dos ponteiros do relógio, é como um espelho, refletindo

somente o que se passa diante dela. Tal pessoa é incapaz de alcançar qualquer informaçao.

Esta é uma das diferenças fundamentais entre um médium e um clarividente

adequadamente treinado. É impossível para a maioria das pessoas diferenciar os dois,

existe porém uma regra infalível que pode ser seguida por qualquer um: nenhum

 clarividente genuinamente desenvolvido exercerá essa faculdade por dinheiro

ou algo equivalente; nunca usará isto para satisfazer a própria

curiosidade, mas somente para ajudar a humanidade.

O grande perigo para a sociedade poderia advir do uso indiscriminado do indivíduo

que, indigno do poder de um clarividente voluntário, quisesse investigar e ver à vontade,

 e isto pode ser facilmente compreendido. Ele seria capaz de ler o pensamento mais

secreto, portanto o aspirante à verdadeira visao e introspecçao espiritual, deve antes de

tudo, dar provas de altruísmo. O iniciado é obrigado pelos votos mais solenes a

nunca usar este poder para servir o seu interesse pessoal, por menor que este seja.

A clarividência treinada é usada para investigar factos ocultos e é a única que serve

 para este propósito. Em virtude disto, o aspirante precisa sentir nao um desejo de

satisfazer uma simples curiosidade, mas sim um desejo santo e altruísta de ajudar

 a humanidade. Enquanto nao existir este de sejo, nenhum progresso poderá

 ser feito para a obtençao de uma clarividência positiva.

Para readquirir o contacto com os mundos internos é necessário estabelecer a conexao

da glândula pineal e do corpo pituitário com o sistema nervoso cérebro-espinhal, e

despertar novamente essas duas glândulas. Quando isto for conseguido, o homem

 possuirá de novo a faculdade de percepçao nos mundos superiores, mas numa escala

 maior do que no passado distante, porque estará em conexao com o sistema nervoso

 voluntário, e portanto, sob o controle de sua vontade. Através desta faculdade perceptiva

 interna, todos os caminhos do conhecimento estarao abertos para ele e terá a seu favor

 um meio para adquirir informaçoes. Isto fará com que todos os outros métodos

 de investigaçao pareçam brincadeiras infantis.

O despertar destes orgaos é conseguido através do treino esotérico. Na maioria das

 pessoas, grande parte da força sexual que pode ser legitimamente usada através dos

 orgaos criadores, é gasta para a satisfaçao dos sentidos. Quando o aspirante à vida

superior começa a moderar estes excessos e a dedicar atençao a pensamentos e esforços

 espirituais, a força sexual que nao foi usada começa a elevar-se, sobe em volume cada

vez maior, atravessa o coraçao e a laringe, ou a medula espinhal e a laringe, ou ambas,

passando depois directamente entre o corpo pituitário e a glândula pineal em direcçao

 ao ponto da raiz do nariz, onde o espírito tem o seu assento.

Esta corrente, nao importa quao volumosa seja, deve ser cultivada antes que o verdadeiro

 treino esotérico possa começar, o que corresponde a um pré-requisito para o trabalho

 auto-consciente nos mundos internos. Assim, uma vida dentro da moralidade e

devotada ao pensamento espiritual, deve ser vivida pelo aspirante antes que o trabalho

 comece, o que lhe dará conhecimentos dos mundos suprafísicos e capacitá-lo-á

em tornar-se, no sentido mais amplo, um auxiliar da humanidade.

Quando o candidato viveu tal vida durante o tempo suficiente para estabelecer a corrente

 da força espiritual e é considerado digno e qualificado para receber instruçao esotérica,

certos exercícios ser-lhe-ao ensinados para colocar o corpo pituitário em vibraçao. Esta

 vibraçao fará com que o corpo pituitário colida com a linha de força mais próxima, e ao

 desviar-se ligeiramente dela, choca-se por sua vez, sobre a linha seguinte, continuando

 este processo até que a força da vibraçao tenha sido gasta.

Quando estas linhas de força forem suficientemente desviadas para alcançar a glândula

 pineal, o objetivo foi alcançado a distância entre os dois órgaos foi eliminada, existe

 agora uma ponte entre o Mundo do Sentido e o Mundo do Desejo. A partir do momento em

que ela é construída, o homem torna-se clarividente e é capaz de dirigir seu olhar para onde

 desejar. Os objetos sólidos sao vistos tanto interna quanto externamente. Espaço e solidez,

 cessaram de existir como obstáculos à observaçao.

Ele nao é ainda um clarividente treinado, mas é um clarividente à sua vontade, um

clarividente voluntário e esta faculdade é muito diferente daquela possuída pelo

médium. A pessoa na qual esta ponte foi construída, estará sempre em contacto

 seguro com os mundos internos, pois a conexao é feita e desfeita à sua vontade.

 Aos poucos, o observador aprende a controlar a vibraçao do corpo pituitário, de

 forma a capacitá-lo a entrar em contacto com qualquer das regioes dos mundos

 internos que deseje visitar. A faculdade está completamente sob o controle de

 sua vontade. Nao é necessário entrar em transe ou fazer algo anormal para elevar

sua consciência ao Mundo do Desejo simplesmente quer ver e vê.

Tendo alcançado esta faculdade, o neófito precisa agora aprender a compreeder o

que ele vê no Mundo do Desejo. Muitos pensam que, uma vez que a pessoa é

clarividente, toda a verdade se lhe abre e porque pode ver, logo sabe tudo sobre

os mundos superiores. Este é um grande erro. Sabemos que nós, que somos

capazes de ver coisas no Mundo Físico, estamos longe de ter um conhecimento

 universal sobre tudo o que existe. Muito estudo e dedicaçao sao necessários para

 conhecer, mesmo até uma pequena parte das coisas físicas

 com as quais lidamos em nossas vidas diárias.

No Mundo físico, os objetos sao densos, sólidos e nao mudam num piscar de olhos. No Mundo

do Desejo, eles mudam da maneira mais estranha. Isto é uma fonte de confusao interminável para

o clarividente negativo, involuntário, e mesmo para o neófito que está sob a orientaçao de

um mestre. Porém, o ensinamento que o neófito recebe, leva-o logo a um ponto onde pode

 perceber a Vida que causa a mudança na Forma e passa a conhecer isso, pelo que isso realmente

é, apesar de todas as mudanças possíveis e embaraçosas.

Dessa maneira os clarividentes sao treinados antes que as suas observaçoes tenham algum

valor real, e quanto mais hábeis eles se tornam, mais modestos sao em contar o que vêem.

 Muitas vezes, divergem das versoes dos outros, sabendo o quanto há para aprender, percebendo

o pouco que um investigador, sozinho, pode entender de todos os

 detalhes referentes às suas investigaçoes.

Isto também diz respeito às variadas versoes dos mundos superiores que sao para as pessoas

 superficiais, um argumento contra a existência destes mundos. Eles afirmam que se estes

 mundos existem, os investigadores devem necessariamente trazer até nós descriçoes idênticas.

Mas, da mesma forma que no Mundo Físico, se vinte pessoas partissem para descrever uma

cidade, haveriam vinte versoes diferentes, assim também acontece quanto aos relatos feitos

pelos investigadores dos mundos superiores. Cada um tem o seu próprio modo de ver as

coisas e pode descrever o que vê a partir do seu ponto de vista particular. O relato que ele

 faz pode diferir do de outros, embora todos possam ser igualmente verdadeiros, de

 acordo com sejo, nenhum progresso poderá ser feito para a obtençao de uma clarividência positiva.

Para readquirir o contacto com os mundos internos é necessário estabelecer a conexao da

 glândula pineal e do corpo pituitário com o sistema nervoso cérebro-espinhal, e despertar

 novamente essas duas glândulas. Quando isto for conseguido, o homem possuirá de novo a

faculdade de percepçao nos mundos superiores, mas numa escala maior do que no passado

 distante, porque estará em conexao com o sistema nervoso voluntário, e portanto, sob o

 controle de sua vontade. Através desta faculdade perceptiva interna, todos os caminhos do

 conhecimento estarao abertos para ele e terá a seu favor um meio para adquirir informaçoes.

 Isto fará com que todos os outros métodos de investigaçao pareçam brincadeiras infantis.

O despertar destes orgaos é conseguido através do treino esotérico. Na maioria das

pessoas, grande parte da força sexual que pode ser legitimamente usada através dos

orgaos criadores, é gasta para a satisfaçao dos sentidos. Quando o aspirante à vida

superior começa a moderar estes excessos e a dedicar atençao a pensamentos e esforços

espirituais, a força sexual que nao foi usada começa a elevar-se, sobe em volume cada

vez maior, atravessa o coraçao e a laringe, ou a medula espinhal e a laringe, ou ambas,

passando depois directamente entre o corpo pituitário e a glândula pineal em direcçao

ao ponto da raiz do nariz, onde o espírito tem o seu assento.

Esta corrente, nao importa quao volumosa seja, deve ser cultivada antes que o verdadeiro t

reino esotérico possa começar, o que corresponde a um pré-requisito para o trabalho

 auto-consciente nos mundos internos. Assim, uma vida dentro da moralidade e

 devotada ao pensamento espiritual, deve ser vivida pelo aspirante antes que o trabalho

comece, o que lhe dará conhecimentos dos mundos suprafísicos e capacitá-lo-á em

 tornar-se, no sentido mais amplo, um auxiliar da humanidade.

Quando o candidato viveu tal vida durante o tempo suficiente para estabelecer a corrente

da força espiritual e é considerado digno e qualificado para receber instruçao esotérica,

 certos exercícios ser-lhe-ao ensinados para colocar o corpo pituitário em vibraçao. Esta

vibraçao fará com que o corpo pituitário colida com a linha de força mais próxima, e ao

desviar-se ligeiramente dela, choca-se por sua vez, sobre a linha seguinte, continuando

 este processo até que a força da vibraçao tenha sido gasta.

Quando estas linhas de força forem suficientemente desviadas para alcançar a glândula

pineal, o objetivo foi alcançado a distância entre os dois órgaos foi eliminada, existe

 agora uma ponte entre o Mundo do Sentido e o Mundo do Desejo. A partir do momento

 em que ela é construída, o homem torna-se clarividente e é capaz de dirigir seu olhar

 para onde desejar. Os objetos sólidos sao vistos tanto interna quanto externamente.

Espaço e solidez, cessaram de existir como obstáculos à observaçao.

Ele nao é ainda um clarividente treinado, mas é um clarividente à sua vontade, um

clarividente voluntário e esta faculdade é muito diferente daquela possuída pelo médium.

 A pessoa na qual esta ponte foi construída, estará sempre em contacto seguro com os

 mundos internos, pois a conexao é feita e desfeita à sua vontade. Aos poucos, o observador

 aprende a controlar a vibraçao do corpo pituitário, de forma a capacitá-lo a entrar em contacto

 com qualquer das regioes dos mundos internos que deseje visitar. A faculdade está

 completamente sob o controle de sua vontade. Nao é necessário entrar em transe ou fazer

 algo anormal para elevar sua consciência ao Mundo do Desejo simplesmente quer ver e vê.

Tendo alcançado esta faculdade, o neófito precisa agora aprender a compreeder o que ele vê

 no Mundo do Desejo. Muitos pensam que, uma vez que a pessoa é clarividente, toda a

verdade se lhe abre e porque pode ver, logo sabe tudo sobre os mundos superiores. Este

 é um grande erro. Sabemos que nós, que somos capazes de ver coisas no Mundo Físico,

estamos longe de ter um conhecimento universal sobre tudo o que existe. Muito estudo e

dedicaçao sao necessários para conhecer, mesmo até uma pequena parte das coisas

 físicas com as quais lidamos em nossas vidas diárias.

No Mundo físico, os objetos sao densos, sólidos e nao mudam num piscar de olhos.

No Mundo do Desejo, eles mudam da maneira mais estranha. Isto é uma fonte de confusao

 interminável para o clarividente negativo, involuntário, e mesmo para o neófito que está sob a

orientaçao de um mestre. Porém, o ensinamento que o neófito recebe, leva-o logo a um ponto

onde pode perceber a Vida que causa a mudança na Forma e passa a conhecer isso, pelo que

 isso realmente é, apesar de todas as mudanças possíveis e embaraçosas.

Dessa maneira os clarividentes sao treinados antes que as suas observaçoes tenham algum

 valor real, e quanto mais hábeis eles se tornam, mais modestos sao em contar o que vêem.

 Muitas vezes, divergem das versoes dos outros, sabendo o quanto há para aprender,

 percebendo o pouco que um investigador, sozinho, pode entender de todos os

detalhes referentes às suas investigaçoes.

Isto também diz respeito às variadas versoes dos mundos superiores que sao para as

 pessoas superficiais, um argumento contra a existência destes mundos. Eles afirmam que

se estes mundos existem, os investigadores devem necessariamente trazer até nós descriçoes

 idênticas. Mas, da mesma forma que no Mundo Físico, se vinte pessoas partissem para descrever

 uma cidade, haveriam vinte versoes diferentes, assim também acontece quanto aos relatos feitos

 pelos investigadores dos mundos superiores. Cada um tem o seu próprio modo de ver as

coisas e pode descrever o que vê a partir do seu ponto de vista particular. O relato que ele faz

pode diferir do de outros, embora todos possam ser igualmente verdadeiros, de acordo

com a visao e o ângulo de cada observador.

Há também, outra importante distinçao a ser feita. O poder que capacita uma pessoa a perceber

os objetos num mundo, nao é idêntico ao poder de entrar naquele mundo e funcionar lá. O

clarividente voluntário, embora tenha recebido algum treino e esteja apto a distinguir o

 verdadeiro do falso no Mundo do Desejo, está praticamente na mesma relaçao com esse

 mundo como um prisioneiro atrás das grades de uma janela ele pode ver o mundo exterior mas

nao pode funcionar nele. Portanto, no momento oportuno, exercícios adicionais sao dados ao

aspirante para provê-lo com um veículo no qual ele possa funcionar nos mundos internos

 de uma maneira perfeitamente auto-consciente.

A Faculdade da clarividência indica uma conexao frouxa entre os corpos vital e o denso.

Nas várias épocas de nossa Terra, quando todos os homens eram clarividentes involuntários,

foi o afrouxamento desta conexao que os tornou clarividentes. Desde aqueles tempos, o corpo

vital tornou-se mais firmemente entrelaçado com o corpo denso na maioria das pessoas, mas em

 todos os sensitivos esta ligaçao é frouxa. Este afrouxamento constitui a diferença entre o

 médium e a pessoa comum que está inconsciente de tudo, e que só sente as vibraçoes

por meio dos cinco sentidos. Todos os seres humanos têm que passar por este período

de íntima conexao dos veículos e experimentar a consequente limitaçao da consciência.

Existem, portanto, duas classes de sensitivos: aqueles que nao foram envolvidos na matéria

(como as raças menos evoluídas e aqueles que praticam a endogamia) e aqueles que

estao na vanguarda da evoluçao. Os últimos estao emergindo do ponto mais alto da

 materialidade e sao novamente divisíveis em dois tipos: voluntários e involuntários.

Quando a conexao entre o corpo vital e o corpo denso de uma pessoa está um pouco

frouxa, ela será sensível às vibraçoes espirituais, e, se é positiva, desenvolverá por sua

 própria vontade, suas faculdades espirituais. Viverá uma vida espiritual e, com o tempo,

 receberá o ensinamento necessário para se tornar num clarividente treinado e senhor

 de sua faculdade em todos os momentos, livre para exercê-la ou nao, como quizer.

Se uma pessoa possui este afrouxamento leve, entre os corpos vital e o de desejos e é

de um temperamento negativo, ela está sujeita a tornar-se vítima de espíritos

desencarnados, como médium.

Quando a conexao entre os corpos vital e denso na pessoa está muito frouxa e é de natureza

positiva, ela pode tornar-se num Auxilar Invisível, capaz de levar os dois éteres superiores para

 fora de seu corpo denso quando quiser e usá-los como veículos de percepçao sensorial e

 memória, podendo entao funcionar conscientemente no Mundo Espiritual e recordar-se

de tudo que fez lá. Quando deixa seu corpo à noite, orienta-se nos Mundos Invisíveis de

 maneira totalmente consciente, como fazemos aqui ao despertar depois de termos dormido

 ou quando acabamos de desempenhar os nossos deveres mundanos.

Quando uma pessoa tem esta conexao frouxa entre o corpo vital e o corpo denso e é de

um temperamento negativo, as entidades que estao apegadas à Terra e procuram

 manifestar-se aqui, podem retirar o corpo vital do médium por meio do baço e usar temporariamente

 o éter do qual é composto para materializar formas de espíritos, retornando o éter para

o médium depois que a sessao acaba.

Uma vez que o corpo vital é o veículo por onde as correntes solares, que nos dao vitalidade sao

especializadas, o corpo do médium, no momento da materializaçao às vezes encolhe-se até

quase metade de seu tamanho normal porque foi privado do princípio vitalizante, a sua carne

 torna-se flácida e a centelha de vida é muito fraca. Quando a sessao termina, o médium é

 despertado para a consciência normal e experimenta um sentimento da mais terrivel exaustao.

O perigo da mediunidade foi tratado, em detalhe, noutras obras da Fraternidade Rosacruz.

Repetimos aqui, que é extremamente maléfico para qualquer indivíduo permitir tornar-se

 tao negativo que seus veículos e suas faculdades possam ser possuídas por uma entidade

 desencarnada. A entidade pode exercer tal controle sobre a pessoa, que esta nao consegue

exercer mais a livre escolha sobre nenhum assunto, mas vive somente como a entidade

deseja que ela viva. Este controle pode continuar até depois da morte, quando o seu corpo

 de desejos pode ser possuído pela entidade, sendo extremamente difícil desligar-se

da entidade, uma vez que isto aconteça.

Todas as crianças sao clarividentes, pelo menos durante o primeiro ano de vida. Por

 quanto tempo a criança vai manter esta faculdade, dependerá da sua espiritualidade e

 também de seu meio-ambiente, pois a maioria das crianças comunica aos mais velhos

 tudo o que vêem e a faculdade de clarividência é afetada pela atitude destes, sendo as

 crianças frequentemente ridicularizadas por contarem coisas que segundo os mais velhos,

 só podem ser o resultado de imaginaçao. Assim, elas aprendem a calar-se para nao gerar

 aborrecimentos ou, no mínimo, guardam estas coisas para elas mesmas.

Embora existam clarividentes positivos e negativos, sabemos que é somente com a

 clarividência positiva que um indivíduo pode ver e investigar com precisao os mundos

 internos e adiantar-se no caminho evolutivo. A clarividência negativa nao pode ser vista

 como um instrumento confiável de investigaçao. Muitas vezes causa a indesejável situaçao

 de controle pessoal vindo de uma fonte exterior, e pode, pelo menos entre povos do

Mundo Ocidental, causar à pessoa, uma regressao evolucionária.

 
 
 
 
 
 


 
 


#438 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Qui, 26 de Nov de 2009 1:22 pm
Assunto: O OBJETIVO DA FRATERNIDADE ROSACRUZ
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O OBJETIVO DA FRATERNIDADE ROSACRUZ

O objetivo da Fraternidade Rosacruz já foi claramente definido em nossa literatura, assim

como já foram enunciados os meios pelos quais espera alcançar o fim a que se propõe; mas, em

resposta a muitos pedidos, decidimos fazer um resumo deste assunto.

O mundo é a escola de ensinamento de Deus. No passado aprendemos a construir

diferentes veículos, entre eles o corpo físico. Através deste trabalho somos promovidos de grau

em grau e, em cada um, obtendo uma extensão maior de consciência. Desenvolvemos olhos

para podermos ver, ouvidos para ouvir, e outros órgãos para possuirmos o paladar, o olfato e o

tato. Mas nem todos os egos se elevaram ao mesmo tempo. Quando a neblina na Época Atlante

condensou-se e encheu as bacias da Terra com oceanos de água, conduzindo os homens para as

terras altas, muitos pereceram por asfixia, porque não tinham pulmões desenvolvidos. Não

puderam passar pelo portal do arco- íris que foi, por assim dizer, o portão de entrada da nova

era com suas condições atmosféricas secas.

Outra grande transformação do mundo está por vir, não sabemos quando. Mesmo Cristo

confessou Sua ignorncia quanto ao dia e à hora; Ele alertou-nos que o dia virá como o ladrão

na noite, e Ele profetizou que as condições do mundo serão similares àquelas que prevaleceram

nos dias de Noé. Eles viviam despreocupados e divertindo-se quando, de repente, as comportas

do céu se abriram e a morte e a destruição propagaram-se diante deles.

Cristo disse-nos que é possível alcançar o reino de Deus e atingir a consciência e as

condições que lá prevalecem. Mas Paulo informa-nos que a carne e o sangue não herdarão o

reino de Deus; afirma que temos um corpo-alma (Soma psuchicon - 1 Cor. 15:44), e que

encontraremos o Senhor no ar quando Ele vier. Este corpo-alma é tão necessário para a entrada

na nova era do reino de Deus, como o corpo equipado com pulmões foi necessário para os

habitantes de Atlntida que desejavam entrar na era que estamos vivendo agora. Portanto,

façamos nossa parte, e trabalhemos pela nossa eleição preparando o Dourado Manto Nupcial, o

corpo-alma. Só ele pode assegurar nossa admissão ao casamento místico.

A humanidade está, lentamente, movimentando-se na direção certa, conduzida pelas

diferentes religiões, mas existe uma classe sempre crescente que sente as asas do corpo-alma

brotarem, pessoas que têm uma necessidade interna de alcançar o reino de Deus. Embora

alheias à qualquer ideal definido, sentem uma verdade maior e uma luz mais evidente do que

aquela que a Igreja irradia; estão cansadas de parábolas e anseiam aprender os fatos essenciais

aos pés de Cristo.

A Fraternidade Rosacruz começou com o propósito de alcançar essa classe de pessoas

mostrando-lhes o caminho da iluminação, ajudando-as a construir seu corpo-alma e a

desenvolver os poderes anímicos que as capacitarão a entrar conscientemente no reino de Deus

e obter o conhecimento direto.

Esta é uma grande tarefa, a maior de todas, e mesmo sob as mais favoráveis condições

existentes, o progresso deve ser lento. Mas, se o aspirante continuar com paciente perseverança

em fazer o bem, isso pode ser realizado.

Os métodos são definidos, científicos e religiosos. Tiveram sua origem na Escola

Ocidental da Ordem Rosacruz e são, portanto, especialmente adaptados para os povos

ocidentais. Algumas vezes, mas muito raramente, trazem resultados a curto prazo; geralmente

são necessários anos e até vidas antes que o aspirante atinja seu objetivo, mas, ao seguir este

sistema, alcançaremos ao final a realização de tudo que o nosso coração deseja.

O Tabernáculo no Deserto era uma representação simbólica do caminho para Deus e,

como diz Paulo, encerrava uma sombra das boas coisas que virão. Tudo nele tinha um

significado espiritual. A mesa do pão da proposição dá-nos uma lição importante que se

harmoniza com nossa atual situação. Os estudantes devem estar lembrados que os antigos

israelitas eram instruídos a trazer o pão da proposição ao Tabernáculo a intervalos

estabelecidos. O grão, com o qual este pão era feito, foi-lhes dado por Deus, mas eles

precisavam preparar a terra na qual o grão iria crescer, tinham de plantar e cultivar, arrancar a

erva daninha e regar o grão para garantir um maior crescimento; precisavam colher e debulhar,

moer e cozer e, dessa forma, obtinham os pães que traziam ao Tabernáculo como o pão para

mostrar o seu trabalho. Do mesmo modo, Deus dá a todos o grão da oportunidade de servir,

mas é nosso dever cultivar essas oportunidades, acalentá- las e alimentá-las no solo adubado

com amorosa bondade, de modo que possam alcançar um maior desenvolvimento. Precisamos

ter sempre em mente as palavras de Cristo: "Eu vim para ministrar e servir". Portanto, qualquer

um de nós que aspire seguir Seus passos e ser grande no reino de Deus, precisa estar sempre

alerta às oportunidades de servir nosso semelhante. Cada dia deve ser amplamente preenchido

com atos bondosos e prudentes, pois são a urdidura e a textura do tecido com que se tece o

Dourado Manto Nupcial. Sem este "trabalho" de nada valeriam as orações, os jejuns ou

qualquer outra obrigação religiosa. É inútil apresentar-nos ao templo sem este pão para

mostrar, pois ele indicará que realmente trabalhamos no serviço do Mestre.

O precedente é também o ensinamento das igrejas exotéricas, mas o que exporemos são

exclusivamente os métodos e os ensinamentos científicos dos Rosacruzes baseados no mais

profundo conhecimento dos fatos espirituais, através dos quais o aspirante estará capacitado a

alcançar um maior e mais amplo desenvolvimento em cada vida. Por esse caminho, o nosso

avanço espiritual será acelerado muito além de nossos almejados sonhos. É o ensinamento

espiritual mais importante dado ao homem nos tempos atuais, e ninguém que procure

honestamente seguir esse método tão simples deixará de ser grandemente beneficiado.

O éter é o agente de transmissão da luz, e é o que grava a imagem numa película. Permeia

o ar e com cada respiração que fazemos, do nascimento à morte, o éter entra em nosso sistema

e grava cada cena de nosso meio-ambiente e das nossas ações num pequeno átomo no coração.

Assim, todo ser humano carrega consigo um registro completo de sua vida, que é assimilado

depois da morte. A expiação das más ações causará dor e angústia quando no purgatório. Este

sofrimento será, então, transmutado em consciência para evitar a repetição dos mesmos erros

em vidas sucessivas, assim como as boas ações serão transmutadas em amor e benevolência.

No entanto, em vez de esperar que a transmutação do pão da proposição da vida seja realizada

somente após a morte, o aspirante desejoso de conquistar o céu pode assimilar os frutos de

cada dia depois de recolher-se à noite e antes de dormir, relembrando as ações praticadas. Os

acontecimentos diários devem ser revistos e considerados na ordem inversa, isto é, revê-se

primeiro o que foi feito nessa mesma noite, depois os acontecimentos da tarde, do meio-dia e

da manhã. Isto é importante porque está de acordo com a forma pela qual o panorama da vida é

revisto depois da morte, desenrolando-se primeiro os acontecimentos que precederam a morte e

recuando, sucessivamente, até os dias da infncia. O objetivo é mostrar os efeitos das ações

praticadas e depois as causas que as originaram.

Nesta retrospecção, o aspirante não obterá um resultado eficaz se revir os acontecimentos

do dia ligeiramente, sendo indulgente consigo pelos erros cometidos e louvando-se com

entusiasmo pelas boas ações praticadas. Deve lembrar-se que está ante o altar dos sacrifícios,

onde as ofertas pelos pecados cometidos eram queimadas. Primeiro, passavam- lhes sal e depois

eram colocadas no altar para serem consumidas por um fogo divinamente ateado. Todos sabem

que dor intensa é causada pelo sal quando é friccionado numa ferida e esta fricção simboliza a

dor que o aspirante deve sentir pelas suas más ações. Observe que não era permitido depositar

o sacrifício no altar sem que tivesse sido friccionado com sal. Deus não o aceitaria antes, mas,

ao ser salgado, foi consumido por um fogo aceso pelo Próprio Deus.

Isto simboliza que, a menos que lavemos nossas más ações do dia com o sal de nossas

lágrimas e com sincera contrição, Deus não aceitará nosso sacrifício e arrependimento. Mas,

quando realmente nos arrependemos, os pecados serão lavados e nosso átomo-semente ficará

tão branco como a neve. Quanto às nossas boas ações, lembremo-nos que existiam no

Tabernáculo duas pequenas pilhas de incenso sobre o pão da proposição. Eram oferecidas no

altar de incenso onde a fumaça ascendia com um suave aroma para o Senhor, bem diferente do

odor nauseante que vinha do altar onde as oferendas pelos pecados eram queimadas. E de

admirar que Deus não gostasse dos sacrifícios de touros e bezerros, mas sentisse prazer num

coração arrependido e num espírito penitente?

É este extrato espiritual aromático de nossas boas ações que constroem nosso corpo-alma.

Pelo processo natural comum, a nossa existência "post-mortem" transcorre num período de um

terço dos anos que vivemos no corpo físico, para assim colhermos o que semeamos. Mas,

quando um aspirante já assimilou os frutos da vida através da fiel retrospecção ao final de cada

dia, torna-se livre logo após abandonar o corpo físico, e pode utilizar os anos que outros

despendem no purgatório e no primeiro céu da maneira que lhe aprouver. Além disso, como

não precisa de alimento, de abrigo ou de dormir, pode passar as vinte e quatro horas do dia

fazendo o bem. Dessa forma, terá tantos anos. de serviço e de, crescimento anímico depois da

morte, quanto os anos de sua vida na Terra. Tendo sido assim orientado, suas realizações serão,

provavelmente, muito maiores , do que as que realizaria em várias vidas vividas de maneira

comum.

Para auxiliar os aspirantes merecedores, ensinamentos ainda mais profundos e definidos

são ministrados pelos Irmãos Maiores através da Fraternidade Rosacruz. Os estudantes que

sentem esta chamada interna podem pedir informações à respeito desses ensinamentos.

 
 
 
 
 
 


 
 


#437 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Qui, 26 de Nov de 2009 1:16 pm
Assunto: CARTAS ROSACRUZES...Os Irmãos
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CARTAS ROSACRUZES

Escritas por antigos membros da Ordem

 
 Carta VII


Os Irmãos

            Não perguntes quem são os que escreveram estas cartas, julga-as
pelos méritos que apresentam, considera não meramente as palavras, mas o espírito

com que foram escritas.
            Não nos move nenhum espírito egoísta. E a luz interna que nos instiga a agir, que nos

impulsiona a escrever-te. As credenciais são as verdades que possuímos, verdades

 facilmente reconhecidas por aqueles que põem a verdade acima de tudo. Também a ti as

 revelaremos, na medida da tua capacidade para receber ou não o que dissermos.
            A Sabedoria Divina não clama que a admitam; luz que brilha com eterna tranqüilidade,

espera pacientemente o dia em que seja reconhecida e aceita.
            Nossa comunidade existiu desde o primeiro dia da criação e continuará existindo até

ao último. É a sociedade dos Filhos da Luz. Seus membros conhecem a luz que brilha

no interior e no exterior das trevas e a natureza do destino humano. Em sua Escola, o

Mestre, a própria Sabedoria Divina, ensina aos que procuram a verdade pela verdade

 e não por qualquer benefício mundano. Os mistérios explicados nesta Escola reportam-se

às coisas que é possível conhecer, relativas a Deus, à Natureza e ao homem. Todos os

 antigos sábios aprenderam em nossa Escola. Entre seus membros, alguns

 são habitantes de outros mundos, distintos deste. Esparsos pelo Universo, todavia

 estão ligados por um só Espírito. Entre eles não há diferença de opiniões. Estudam

 num só livro e, para todos, o método de estudo é o mesmo. Esta Sociedade é

composta de Escolhidos, dos que buscam a luz e podem recebê-la. O que possuí

maior receptividade para a luz e o Chefe. O lugar de reunião e intuitivamente conhecido

por cada membro e facilmente alcançado por todos, residam onde residirem. Está

muito perto, mas tão oculto aos olhos do mundo que ninguém, a não ser um iniciado,

pode encontrá-lo. Os que estão maduros podem entrar, mas os que estão verdes esperam.
            A Ordem possui três graus: ao primeiro chega-se pelo poder da inspiração

divina; ao segundo, pela iluminação interior e, ao terceiro, o mais

elevado, pela contemplação e adoração.
            Não existem entre nós disputas, nem controvérsias, nem especulações, nem sofismas,

nem dúvidas, nem ceticismos. Aquele a quem se apresenta a melhor oportunidade

para fazer o bem é o mais feliz. Estamos de posse dos maiores mistérios e, não obstante,

não constituímos nenhuma sociedade secreta. Nossos segredos são um livro aberto

 para quem está disposto e apto. O segredo que mantemos não decorre de pouco

desejo de ensinar, mas resulta da fraqueza dos que pedem os ensinamentos.

Estes segredos não podem ser comprados por dinheiro nem demonstrados publicamente.

Os corações despertados para estes poderes são capazes de receber a

 sabedoria e o amor fraternos e compreendem-nos. Aquele que despertou o fogo

sagrado é feliz e está contente. Percebe a causa das misérias humanas e a

necessidade inevitável do mal e dos sofrimentos. Sua visão clara compreende o

fundamento de todos os sistemas religiosos, as verdades relativas que contêm e a

instabilidade que os caracteriza, por falta, entre os seus membros, do verdadeiro saber.
            A humanidade vive mergulhada num mundo de símbolos, incompreendidos

 pela maioria dos homens. Mas aproxima-se o dia do reconhecimento do espírito

vivente que encerram. Então, os sagrados mistérios serão revelados.
            Perfeito conhecimento de Deus, perfeito conhecimento do homem, são as

luzes que, no templo da verdade, iluminam o santuário da sabedoria. Fundamentalmente,

só existe uma religião e uma fraternidade universais. Sob as formas, os sistemas

 e associações religiosos, jaz, somente, uma parte da verdade. São cascas, revelando

verdades relativas do que representam e ocultam, mas necessárias aos que não podem

ainda reconhecer a verdade invisível e informe representada pelos símbolos.
            Ensinar a compreender, pouco a pouco, que a verdade ali existe, ainda que invisível,

é cooperar no despertar da crença, base do desenvolvimento da fé e do conhecimento

 espirituais. Mas, se as formas externas de um sentimento religioso representam

verdades ocultas não integradas no sistema, tais símbolos só representam coisas

ridículas. Existem tantos erros nas formas como nas teorias porque, sendo infinita

 a verdade absoluta, não pode circunscrever-se a uma forma ou teoria limitadas. Os

 homens, equivocadamente, tomaram a forma pelo espírito, o símbolo pela verdade

 e, deste equívoco, nasceram infinitos erros. Denunciá-los ou estabelecer ardentes

controvérsias em nada os corrige; assim também, as atitudes hostis não corrigirão os

 que vivem no erro. As trevas não podem ser dissipadas ou combatidas com armas.

 A luz é que as afasta. Onde entra o saber a ignorância desaparece.
            No presente século que começa aparecerá a luz. Coisas ocultas durante centúrias

 serão conhecidas, muitos véus serão levantados. Será mostrada a verdade que

 está para além da forma. A humanidade, como um todo, mais se aproximará de Deus.
            Não podemos dizer-te, agora, por que isto virá neste século. Limitamo-nos a dizer

que cada coisa tem seu tempo e seu lugar e que todas as coisas no Universo estão

reguladas por uma lei de ordem e harmonia divinas. Primeiro veio o símbolo que

 ocultava a verdade; depois, a explicação do símbolo e,

finalmente, a própria verdade será recebida

 e reconhecida. A árvore brota da semente, o símbolo, a síntese do seu inteiro caráter.
            É nosso dever ajudar ao nascimento da verdade e abrir as cascas que cobrem a

verdade, reavivando, por toda a parte, os hieróglifos mortos. Não são os poderes pessoais

 que nos permitem fazer isto, mas o poder da luz que, como seus instrumentos,

opera em nós. Não pertencemos a nenhuma seita, não lemos ambições a satisfazer,

não desejamos ser conhecidos, nem somos daqueles a quem desgosta o presente

estado de coisas do mundo e desejariam governar para impor suas opiniões à

humanidade. Não existe ninguém, partidarismo algum, que influa sobre nós,

 nem esperamos prêmio pessoal pelo nosso trabalho.
            Possuímos uma Luz que nos abre os mistérios mais profundos da natureza e

um Fogo que nos alimenta e permite agir em tudo que na natureza existe. Temos as

 chaves de todos os segredos e conhecemos os elos que unem o planeta a todos

os mundos. Temos a ciência universal, que abraça todo o universo, cuja história

começou com o primeiro dia da criação.
            Possuímos todos os livros de sabedoria antiga. A natureza está sujeita à nossa

 vontade porque somos unos com o Espírito universal, a potência motriz do universo

 e a origem eterna da vida. Não precisamos ser informados nem pelos homens nem

pelos livros que escrevem porque conhecemos tudo que existe, lemo-lo nesse

livro isento de erros, a natureza. Tudo se ensina em nossa Escola, é nossa Mestra

 a Luz que produziu todas as coisas.
            Podemos falar-te das coisas mais maravilhosas, tão longe do alcance do filósofo

mais erudito do nosso tempo como o sol da terra. Todavia, estão para nós tão

perto como a Luz está próxima do Espírito donde emana.
            Não temos a intenção de excitar a tua curiosidade. Desejamos, sim, criar em ti a sede

da sabedoria e a fome do amor fraterno, para que possas abrir teus olhos à luz e

 contemplar a verdade divina. Não nos cumpre aproximar-nos de ti para dar-te

entendimento: o poder da própria verdade é que entra no coração, é o esposo

divino da alma que chama à porta. E quantas almas rejeitam este esposo,

submersas nas ilusões da existência externa!
            Desejas ser um membro da nossa Fraternidade? Desejas conhecer os Irmãos? Entra

 em teu coração, aprende a conhecer a divindade que se manifesta em tua alma.
            Busca em ti o que é perfeito, imortal, permanente. Quando encontrares, entrarás

 em nossa confraria e conhecer-nos-ás. Tens que expulsar todas as impurezas antes

de entrar em nosso círculo, imune a toda imperfeição. Todos os elementos

mortais do teu íntimo deverão ser consumidos pelo fogo do amor divino. Deves ser

batizado com a água da verdade e vestido da substância incorruptível originada dos

pensamentos. O sensório interno deverá abrir-se à percepção das verdades espirituais

 e a mente aos clarões da sabedoria divina. Por estes meios, poderão desenvolver-se

 em tua alma elevados poderes. Com eles estarás apto a vencer o mal. Todo o teu ser

será restaurado e transformado num ser luminoso, teu corpo servirá de

 mansão ao espírito divino.
            Perguntas quais são as nossas doutrinas? Não tomamos a defesa de nenhuma.

Fosse qual fosse a que te apresentássemos seria mera opinião duvidosa enquanto

não te conheceres a ti mesmo. Interroga teu espírito divino, abre tua alma, teus

sentidos, à compreensão do que te diz e certamente responderá às tuas perguntas.
            Tudo que podemos fazer por ti é oferecer-te algumas teorias. Considera-as,

examina-as e não creias nelas só porque procedem de nós. Devem servir-te

 de balizas e sinais durante tuas excursões pelo labirinto do exame próprio.
            Uma das proposições que submetemos à tua ponderação é que a humanidade,

como um todo, não será feliz enquanto não reviver no espírito da sabedoria divina e

 do amor fraternal. Quando isto for realidade, os regentes do mundo terão coroas de

razão pura, os cetros serão amor e, ungidos do poder puro, poderão libertar os povos

da superstição e das trevas. Então, com tal aperfeiçoamento, melhorarão as

condições da humanidade, desaparecerão a pobreza, o crime e as enfermidades.
            Outra sentença te apresentamos: os homens seriam mais espirituais e mais

 inteligentes se a densidade das partículas materiais dos seus corpos não impedissem

 a ação do próprio espírito. Quanto mais grosseiramente vivem, quanto mais se deixam

 dominar pela sensualidade animal e semi-animal, tanto menos podem alçar o pensamento

 às regiões superiores do mundo ideal e perceber as eternas realidades do espírito. Repara

nas formas humanas que transitam pelas ruas, repletas de alimentos carnívoros,

cheias de impurezas, com o selo da intemperança e da sensualidade impresso nos

 rostos - e pergunta a ti próprio se estarão em condições de nelas manifestar-se

a sabedoria divina.
            Também te dizemos: espírito é substância, é realidade; seus atributos são

 indestrutibilidade, impenetrabilidade e duração. Matéria é um agregado que produz a

 ilusão da forma, é divisível, penetrável, corruptível e está sujeita a mudanças contínuas.
            O reino espiritual é um mundo indestrutível que existe agora e sempre. Cristo, o

 Logos, está no centro e seus habitantes são poderes conscientes e inteligentes.
            O mundo físico é um mundo de ilusões, não pode conter a verdade absoluta. As

causas que explicam o mundo externo são relativas e fenomênicas. Este mundo é,

por assim dizer, uma pintura sombria, comparado ao mundo interno e real onde brilha

 a luz do espírito vivente que opera no interior e no exterior da matéria.
            A inteligência inferior do homem toma as idéias do reino mutável do sensível e.

 por isso, está sujeita à maior versatilidade. Mas a inteligência espiritual, ou intuição,

 um atributo do espírito é imutável e divina.
            Quanto mais etéreas, refinadas, sutis, forem as partículas constituintes do organismo

 humano, mais facilmente serão penetradas pela luz da inteligência e da sabedoria espirituais.
       Um sistema racional de educação deverá fundar-se no conhecimento da

constituição física, psíquica e espiritual do homem. Será possível quando a constituição

do homem for conhecida completamente e, acima de tudo, a sua essência, o

espírito, não o seu espectro, a matéria. Os aspectos da constituição humana

 podem ser estudados por métodos externos mas o conhecimento do seu

 organismo invisível só pode ser obtido pela introspecção, pelo estudo de si mesmo.
O conselho mais importante que temos a dar-te é, portanto,
 
CONHECE TEU PRÓPRIO EU.
 
As proposições anteriores são suficientes. Deves meditá-las, examiná-las à

luz do espírito, até que recebas mais ensinamentos.

 
 
 

 
 


#436 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Ter, 24 de Nov de 2009 10:02 am
Assunto: COMO INGRESÓ MAX HEINDEL A LA TEOSOFIA
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COMO INGRESÓ MAX HEINDEL A LA TEOSOFIA

(Debo mucho a Max Heindel. Cuando lo encontré en Tacoma, EE. UU. De

América, era un conferencista Teósofo y me informó de que estaba dando

conferencias con proyecciones de linterna. Fue para mi una novedad y en

vista que expresé el deseo de interiorizarme mejor del procedimiento, me

llevó a su habitación allí me mostró cómo usaba su linterna mágica con

una hoja de papel en blanco para presentar la ampliación de los diagramas.

Inmediatamente me di cuenta de las nuevas posibilidades que ofrecían las

conferencias ilustradas con diagramas, y a mi regreso a Chicago proyecté

varias diagramas que fueron elegantemente dibujadas sobre el papel con el

propósito de pasarlos mediante la linterna. Estos diagramas, incluyendo

otros tomados de otros libros, constituyendo luego el materias de que está

compuesto el libro "Fundamentos de Teosofía". Este libro ha llenado una

sentida necesidad de una gran cantidad de personas, especialmente de la

América Latina, pues presenta un nuevo punto de vista de la Teosofía.

Precisamente ahora, esta obra ese encuentra en su octava edición inglesa y

también se halla traducida a otros idiomas. - C. Jinarajadasa ).

Los Angeles, Cal. Enero 15 de 1904.

Señor C. W. Leadbeater

Estimado Señor:

Antes de que usted se ausente de California, deseo expresarle mi

agradecimiento por sus conferencias, a todas las cuales he asistido con

gran beneficio para mí mismo.

La curiosidad me llevó a escuchar su primera conferencia; su

manifestación de que todo ser humano tiene dentro de sí facultades

clarividentes -que yo razoné me beneficiarían personalmente- me impulsó

a asistir. La segunda conferencia, a la que asistí con la esperanza de

adquirir alguna información, sobre cómo desarrollar este muy deseado y

apetecible poder, advertí que usted nos dijo que esta facultad no debería

ser usada con fines egoístas -interiormente me sentí frustrado- y entonces

pensé qué beneficio podría recibir el hombre si no podía hacer uso de este

poder para sus propios intereses.

Al día siguiente fui a la biblioteca y pedí "El Plano Astral", que era

precisamente el plano que yo necesitaba encontrar, sobre dónde uno podía

ir y con provecho para uno mismo, aprender los secretos de las otras

personas. Sin embargo, no pude obtenerlo - el bibliotecario no tenía

ningún ejemplar ni para prestar ni para vender; estaban agotados.

En cambio adquirí Karma y Reencarnación de la Señora Besant, y

cuando los hube leído comprendí porqué los poderes ocultos deben ser

usados reverentemente para ayudar a la humanidad y no para beneficio

personal. Vi que yo tenía un sitio en este gran plan cósmico y me pareció

algo tan real que no necesité de ningún argumento. Creí todas las palabras

que leí y mi disposición mental era por cierto muy distinta de lo que había

sido en las dos primeras conferencias, de modo que me presenté a oir su

conferencia sobre Reencarnación.

Desde entonces, he estado literalmente devorando Teosofía y la he

puesto en práctica en mi vida, suspendiendo el uso de tóxicos y el tabaco,

aunque no supe, hasta el día siguiente, que esto constituía uno de los

preceptos de Buda y, para el peor de los casos, la verdad es que fui un

hombre sensual y embustero y nunca había tenido la idea de que yo podía

ayudar, o de que mis pensamientos podían hacer daño, o podía alejarlos,

pero cuando descubrí cómo podía controlar mis pensamiento, me dispuse

con el constante propósito de lograrlo y me regocija decir que mis horas de

vigilia transcurren muy a menudo, libres de pensamientos obscenos; si yo

pudiera decir otro tanto con mis horas de sueño, por cierto sería muy feliz,

pero no tengo dudas de que por el persistente esfuerzo pronto los habré

eliminado, especialmente porque hace pocos días he empezado de haber

leído sus argumentos expuestos en "Vislumbres de Ocultismo".

Espero que mi extensa carta no le haya cansado, aunque no es ni la

décima parte de todo lo que desearía decirle si pudiera hallar las palabras

para expresarme. Es maravilloso para mí, aunque apenas pueda

comprenderlo, de que yo, que creía ser un simple gusano de la tierra y que

creía en la muerte por toda la eternidad una vez que moría, ahora se que

vivo para siempre. No se admire de que me sienta completamente

agradecido y de que sienta la necesidad de expresar mi gratitud a usted,

que abrió mis ojos al elevado y noble destino que se abre frente a mí.

Una vez más le doy las gracias y que Dios lo Acompañe.

Sinceramente suyo.

Max Heindel

Dejar que aquellos que creen en nuestra existencia y de que estamos

detrás del Movimiento Teosófico, también sepan que continuaremos

empleándolo como agente para la elevación de la humanidad, y que

algunas veces nos vemos forzados a emplear instrumentos imperfectos

(por la carencia de perfectos) para nuestra obra. Por lo tanto, cesad de

producir semejantes disturbios y contiendas, causando así la confusión en

la Unidad de la Hermandad, debilitando de este modo su fuerza. En

cambio, trabajad juntos en perfecta armonía, de modo que os capacitéis

para ser útiles instrumentos que nos sirvan de ayuda y no que impidan

nuestro trabajo.

Nosotros, que estamos detrás del Movimiento Teosófico, algunas

veces, somos impotentes de prevenir los contratiempos y disturbios, que

inevitablemente surgen a causa del karma individual de los miembros; sin

embargo nos podéis prestar mucha ayuda, rehusando tomar parte en

semejantes disturbios y viviendo verdaderamente los más elevados ideales

de la Teosofía. Si algún acontecimiento apareciera con todos los visos de la

injusticia, tened fe en la Ley que nunca falla para arreglar las cosas. Cesad

de precipitaros de cabeza en la lucha, o tomar parte en las disenciones.

Manteneos unidos con los lazos del amor fraternal, ya que sois parte del

Gran Yo Universal. ¿No estáis disputando contra vosotros mismos? ¿No

son los pecados de vuestros hermanos vuestros propios pecados? ¡Paz!

Confiad en nosotros.

Aparecido en el The Theosophist

del mes de febrero de 1907 y

transcripto por el Coronel Olcott.

www.upasika.com

 

 

 

 

  

Imagen3.png picture by Sibylita

 

 
 
 
 
 
 


 
 


#435 De: "Alexandre" <hercullesrj@...>
Data: Seg, 23 de Nov de 2009 11:06 pm
Assunto: Meditação Rosacruz para o mês solar de Sagitário
hercullesrj
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MEDITAÇÃO ROSACRUZ PARA O MÊS SOLAR DE SAGITÁRIO

 S A G I T Á R I O

MEDITAÇÃO ESPIRITUAL DE SAGITÁRIO

(Do Livro "Interpretação da Bíblia para a Nova Era" de Corinne Heline)

 Sagitário, assim como Escorpião, é de natureza dual. Seu símbolo pictórico é um centauro, metade cavalo, metade homem. O primeiro simboliza a natureza inferior do homem; o último, sua natureza superior. O espírito imortal sempre aspira os planos superiores a despeito de parecer o contrário. Por ora, a humanidade elegeu seguir o caminho da materialidade (Escorpião) em vez do caminho da espiritualidade (Virgem). Sagitário tem sido o signo da promessa, da esperança e da aspiração.

Basil Valentine, um antigo Iniciado Rosa Cruz, ilustrou a história da Iniciação com uma série de quadros. Neles, Sagitário é representado por um número de lâmpadas sempre queimando, um hieróglifo que chama a humanidade a elevar-se além da materialidade e obter união com a Divindade para que possa compartilhar do verdadeiro êxtase espiritual.

É interessante notar que quando o fogo espinhal espiritual eleva-se do nível da geração ao plano de regeneração, o ponto onde ele deixa o nível de geração é o plexo sagital localizado na base da espinha dorsal regida por Sagitário.

O signo de Sagitário é governado por Júpiter, planeta da benevolência e expansão. Ele aponta o caminho para o nascimento do Cristo Cósmico que ocorre anualmente na Noite Santa, quando o Sol deixa Sagitário para entrar no primeiro decanato de Capricórnio.

O símbolo pictórico de Sagitário mostra que a metade humana do Centauro mira uma seta para as estrelas. Esse pictograma acha-se modificado numa representação do Cupido, deus do amor, mostrado originalmente com sua seta apontada para a glândula pineal em vez de para o coração. Mais tarde, como o homem perdeu consciência de seu objetivo espiritual elevado, e as afeições centravam-se no pessoal mais do que no princípio, o dardo de cupido foi redirecionado para o coração em vez do centro espiritual localizado na cabeça.

Sagitário correlaciona com o Vau Hebreu, significando Sol ou olho. Essa letra representa brancura e brilho, a luz espiritual de Gênesis e Revelação. É a luz que brilha nas trevas, mas as trevas não prevaleceram contra ela. O símbolo do Tarô para Vau é um homem de pé entre duas mulheres. Uma delas está coroada com ouro do espírito e a outra com a vinha, símbolo do falso espírito. O fruto da vinha estimula o corpo do homem a um êxtase, mas seu impulso por uma tal experiência é sua resposta equivocada da personalidade ao chamamento de seu ego. Thomas De Quincy tornou isso claro em seu "Confessions of an Opium Eater", a separação da mente da personalidade e sua ligação com a espiritualidade  é o estímulo de Sagitário; e esse é o propósito e o fim da Grande Obra. A Maçonaria Moderna adotou esse símbolo para reproduzir a mesma idéia.

Daí poder-se ver que a mensagem das estrelas revela o caminho da evolução para toda a humanidade. Para a massa semi-adormecida, o Caminho dá voltas e mais voltas em torno da montanha do objetivo; mas para as almas despertas há um caminho curto, estreito e direto que leva ao cume.

Sagitário rege a mente superior do homem, a mente capaz de raciocínio abstrato. A nota-chave bíblica é encontrada na admoestação de Paulo: "Deixe sua mente estar com você, a qual está também em Cristo Jesus".

Na mitologia grega, a virgem Ariadne leva Teseu para fora do labirinto por meio de um fio. Tanto a virgem quanto o seu fio perderam-se para o homem moderno, mas a intuição superior de Sagitário os substitui, pois a intuição espiritual (o fio) é, de fato, a essência da razão. Quando, havendo percorrido o circuito do Zodíaco, um espírito libertado retorna ao ponto de partida, onde encontra a Virgem dos Céus esperando-o como Ariadne esperou Teseu segundo o antigo mito.

Meditação de Mt. Ecclesia para o Mês Solar de Sagitário

( no Zodíaco Intelectual )

Novembro 23 a Dezembro 22

Regência : Planeta Júpiter

Todos nós, no fundo da alma, sabemos que somos uma parte de Deus e que é nosso destino desenvolver-nos à semelhança de Sua Perfeição; e no recôndito de nosso ser subsiste o desejo de conhecer Deus e unir-nos à Sua Luz.

As palavras-clave para este mês representam as qualidades que aumentam essa aspiração. São elas:

IDEALISMO - REVERÊNCIA - BENEVOLÊNCIA - BONDADE - GENEROSIDADE .

A meditação sobre essas palavras-clave ajuda-nos a preparar-nos e a apressar o dia da consecução do que desejamos, porque "o obreiro é digno de seu salário".

"Assim, resplandeça a vossa luz diante dos homens, para que vejam vossas boas obras e glorifiquem a vosso Pai que está nos Céus".

São Mateus, 5:16

 

http://www.fraternidaderosacruz.org/sagitario.htm


#434 De: "FRATER" <frateraec@...>
Data: Dom, 22 de Nov de 2009 2:40 pm
Assunto: Busco Livros do Mestre Philippe de Lion para disponibilizar na lista
frater_aec
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Prezados Colisteiros,

Saudações Fraternais!

Estou procurando os livros em formato PDF do Mestre Philippe de Lyon para
disponibilizar numa lista que sou moderador. Encontrei e já postei a algum tempo
Mestre_Philippe_de_Lyon-volume_I.pdf e o compilador também disponibilizou o
Volumes 2, 3 e 4. Mas não estou conseguindo localizar.

Fraternalmente,

AEC

#433 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Dom, 22 de Nov de 2009 11:41 am
Assunto: FELIZ DOMINGO
moriajoan
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#432 De: "Alexandre" <hercullesrj@...>
Data: Sáb, 21 de Nov de 2009 1:35 pm
Assunto: Dizer a Verdade
hercullesrj
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 Dizer a Verdade

 por Jamis Lopez

 

Maat, a Deusa-Verdade, esposa de Toth

 

Sabemos que mentir não é correcto, mas já nos questionámos se é correcto dizer uma mentira «piedosa»?  A resposta é não.  Chamamos «piedosas» às mentiras quando elas parecem inofensivas;  contudo, em termos espirituais falamos do certo e do errado baseando-nos num princípio de conteúdo, como as coisas na verdade são, e não pela sua aparência.

Mentir é Morrer Espiritualmente

 

Desde cedo aprendemos nos Ensinamentos da Sabedoria Ocidental que uma mentira no Mundo dos Desejos «é tanto um crime como um suicídio», pois não só destrói o que falsamente representa, como também se destrói a si mesma no processo.

No estudo de Max Heindel intitulado Arquétipos, lemos que «quando se dá uma ocorrência, uma certa forma pensamento gerada no mundo invisível regista o incidente. Sempre que se fala ou comenta o incidente, é criada uma nova forma de pensamento que se coaduna com o original e o reforça, desde que ambos sejam verdadeiros e sintonizados com a mesma vibração.  Mas se é proferida uma mentira acerca de um acontecimento, as vibrações do original e as da reprodução não são idênticas; não estão em sintonia e ficam desafinadas entre si, dilacerando-se mutuamente».

Este trecho é desenvolvido em A Teia do Destino (VI Parte: «A criação do ambiente — A génese das enfermidades mentais e físicas») onde aprendemos que os nossos padrões de pensamento durante a vida têm um impacto directo no arquétipo do corpo, do qual depende a nossa condição física em vida, e ao nos alinharmos com o que é verdadeiro usufruiremos de uma melhor saúde no futuro.

 

Amar a Verdade

 

Assim, quando dizemos «a verdade» referimo-nos ao que dizemos em relação ao que percepcionamos como tal, e também em relação à forma registada no mundo invisível.  Se tivermos uma coisa em mente e a adulteramos, estamos a mentir.  Se fizermos pouco esforço no sentido de vermos claramente, de sermos objectivos e se formos descuidados com a verdade, tornar-nos-emos igualmente culpados.  Donde se conclui que temos de amar a Verdade para que possamos buscá-la e eventualmente encontrá-la.

Max Heindel escreve em A Teia do Destino que «mesmo na actualidade apenas uma pequena percentagem de pessoas está preparada para viver tão perto da verdade como a percepcionam, para a confessar e a professar perante os homens […]». Em tempos passados «o amor à verdade era quase desprezível» e os homens estavam naturalmente inclinados a «desrespeitar os interesses dos outros. Dizer uma mentira não parecia de modo algum repreensível, sendo, por vezes até, considerado meritório» (Parte VII: «A causa das doenças»).

 

Egocentrismo

 

 Ao mentirmos, fazemo-lo com um objectivo: a pessoa a quem mentimos, e o assunto sobre o qual mentimos.  Ao mentir estamos a desrespeitar alguém e estamos a provar ser egocêntricos, protegendo os nossos próprios interesses, mesmo cobardemente.  Seremos cobardes a este ponto? Pode ser que sim.  Trouxemos connosco do passado, e ainda trazemos, estas tendência inatas de auto-interesse e auto-protecção.  Mas temos necessidade de continuar a fazê-lo?  Acho que não.  Se a nossa jornada espiritual vai começar, ela tem de começar algures. Dizer a verdade é um ponto de partida bastante prático.

Não amamos o ser humano ou a Deus quando mentimos.  Se vamos amar o próximo como a nós mesmos, então comecemos por fornecer respostas verdadeiras, que nós próprios acharíamos aceitáveis — nem mais nem menos, a quem quer que seja.  Dizer a verdade tanto aos que amamos como aos que não amamos é uma maneira de realizar as máximas «Faz aos outros como gostarias que te fizessem a ti» e «Ama o teu inimigo», tal como é ensinado no Sermão na Montanha (Mateus, caps. 5 a 7).

 

Praticar para Alcançar a Perfeição

 

O apóstolo Tiago escreveu: «Aquele que não peca no falar é homem perfeito, capaz de pôr freio ao corpo todo»(Tiago 3, 2).

  Em Princípios Ocultos de Saúde e Cura, Max Heindel escreveu: «As verdades eternas só são percepcionadas quando entramos nos mundos mais elevados e particularmente na Região do Pensamento Concreto; por isso temos de cometer erros e mais erros, apesar dos nossos esforços mais sérios, para saber e dizer sempre a verdade» (Capítulo V: «Causas específicas da doença»).

Precisamos de pôr em prática os nossos princípios Cristãos, começando agora mesmo a «dizer a verdade».

 

O Período de Júpiter

 

Clique na foto para ampliar

Diagrama . Os sete períodos . Max Heindel, "Conceito Rosacruz do Cosmos"

 

 

O que acontecerá se começarmos a dizer apenas a verdade? Poderemos imaginar? Um escritor tentou imaginá-lo e escreveu uma história, de que foi feito um filme chamado O Mentiroso Compulsivo (Liar, liar, 1997) com Jim Carrey.  Durante 24 horas um mentiroso incorrigível tinha de dizer a verdade.  Para ele era muito embaraçoso e muito difícil.

No vindouro período de Júpiter a verdade e a mentira estarão patentes.  O que quer que digamos, as pessoas verão o que queremos dizer utilizando a sua «visão mental».  Será muito desconfortável para muitos de nós!  Mesmo actualmente, muitas pessoas sensitivas sabem quando estamos a mentir pela nossa maneira, pelo tom de voz, cambiantes na expressão, ou simplesmente pela inconsistência do nosso testemunho.

 

São hoje em dia usadas técnicas científicas para determinar se estamos ou não a falar verdade.  Mesmo a direcção do nosso olhar revela se estamos a tentar recordar alguma coisa ou se fazemos um esforço para arranjar uma invenção improvisada.

 

Uma Palavra de Aviso

  

Antes de começarmos a "dizer a verdade", precisamos de ter cautela para não nos excedermos.  Se não pudermos ser objectivos, não podemos dizer a verdade.  Um pensamento forma do acontecimento já foi gravado, independentemente da nossa percepção.

Opiniões subjectivas e negativas não são «a verdade», por muito que acreditemos nelas ou por muito que as repitamos.  Uma opinião negativa é um dado a que se juntou um pensamento negativo e, na maior parte dos casos, o resultado é um julgamento precipitado.  As mentiras são perigosas, sobretudo as «mentiras nocivas e maliciosas, que podem acabar com alguma coisa boa, se forem suficientemente fortes e repetidasvezes bastantes»(Conceito Rosacruz do Cosmos, Cap. I: «Os Mundos visíveis e invisíveis»).

 


 
"Sermon on the Mount"
Fresco, Fra Angelico (1387-1455),
Museo di San Marco, Florence

 

Podemos tentar desculpar o mentiroso, dizendo «Ele só quer chamar atenção.» Como podemos sabê-lo? Dizemo-lo porque achamos mais fácil e estamos irritados.  A verdade nem sempre é a primeira prioridade; insistir em ser verdadeiro pode ser inconveniente.  Requer a nossa atenção quando podemos nem estar interessados.  Os nossos  julgamentos súbitos, oriundos de contrariedades e impaciência não estão de acordo com as coisas como realmente são.  Uma vez proferidas, as mesmas conclusões, muitas vezes precipitadas, são repetidas mais fácil e frequentemente.

 

Até que ponto nos importamos com o impacto que podemos ter relativamente à pessoa acerca da qual falamos? «Bem, isto é verdade, não é?» respondemos.  Mas será? Provavelmente não, mas será que nos importamos? Temos de colocar a nossa persona de lado e perguntar: qual é a verdade, neste caso concreto?

 

Os aspirantes espirituais aprendem a observar correctamente, vendo-se «na terceira pessoa». A verdade permite-nos auxiliar os outros, e não magoá-los, se soubermos exprimir-nos correctamente. A análise objectiva, por vezes, indicar-nos-á o erro, mas outras vezes não. A objectividade procura soluções; culpar os outros parece ser um permanente mecanismo de autodefesa.

 

Ver o Bem

 

Dizer «a verdade» não significa usar as nossas competências analíticas para encontrar falhas nos outros e denunciá-las, muitas vezes com pouca generosidade de espírito.  Como estudantes Rosacrucianos esforçamo-nos por «falar, agir e ver apenas o que é bom nos nossos relacionamentos diários com os outros.»

Somos instruídos para ver o lado positivo em qualquer situação, pois ao fazê-lo o que é positivo fortifica-se.  A verdade sobre uma situação ou pessoa, quando identificada e proferida, sairá reforçada.  Um professor de Matemática reformado, um ateu que pouco beneficiava do conhecimento das leis espirituais, verificou que tudo aquilo que nos torna gratos, promove crescimento.

Tal como é mencionado em O Corpo de Desejos, o conhecedor de ciência oculta baseia as suas acções na lei cósmica: «Ao procurar o bem no mal, transmutará, a seu tempo, o mal no bem.  Se a forma usada para minimizar o mal é fraca, não terá grande efeito e será destruída pela forma má, mas se for forte e repetida frequentemente, terá como efeito a desintegração do mal e a sua substituição pelo bem.  Esse efeito, entenda-se bem, nunca será conseguido pela mentira, ou pela negação do mal, mas pela procura do bem» (Parte V: «Espiritualização do Corpo de Desejos do Homem» — Capítulo III: «Preparação para a vida superior»)

 

Humildade e Coragem

 

Dizer a verdade é muitas vezes uma experiência de humildade; a tentação da mentira é frequentemente utilizada para com alguém que sentimos como nosso adversário.  Por essa razão, quando dizemos a verdade mostramos respeito pela pessoa a quem teríamos a tentação de negá-la, sobretudo se essa a verdade nos apontar algum erro.

Dizer a verdade nem sempre é fácil e pode ser prejudicial para a nossa reputação, até para a nossa vida, e pode exigir uma fé que simplesmente não possuímos. Que fazer, então? Não dizermos a verdade?  Todavia o mínimo que podemos fazer é não mentir a nós mesmos num esforço para justificar uma mentira, e saber a diferença entre um pretexto e uma justificação.

Corrie ten Boom escreveu no seu livro O Esconderijo (The Hiding Place) que, durante a ocupação Nazi, na Holanda, ela disse a verdade aos soldados que procuravam Judeus, apontando para a entrada do seu verdadeiro esconderijo.  Sabe-se lá porquê, mas por um milagre de fé, os soldados não procuraram onde ela indicou.

Pensar de Maneira Diferente

 

Agora que começámos a prestar atenção ao que dizemos, ficaremos desconcertados ao verificar a frequência com que distorcemos os factos, ou com que mentimos.  Reconhecendo que alguns leitores da revista Rays From the Rose Cross[1] podem ter ultrapassado esta fase de incertezas, para os restantes de nós perguntemos: Quantas vezes dizemos ou ouvimos pessoas aconselharem «Diz isto» ou «Diz aquilo», ou «Não precisas de dizer» ou «Ninguém saberá», ou «Quem é que vai saber»?

O primeiro passo é eliminar esses hábitos e práticas que teríamos dificuldade em confessar.  Não podemos dizer que não fizemos o que fizemos, e não podemos dizer que fizemos o que não fizemos, etc.  Se dissermos que fizemos e não fizemos, temos de corrigir o nosso erro, e se não fizemos e dissermos que fizemos, mais uma vez temos de o corrigir.

Cristo disse que é melhor ser quente ou frio do que tépido porque Ele sabia que se erramos seremos apanhados e sofreremos por causa disso — e assim aprenderemos.  Se mentirmos, perdemos uma vantagem importante como aspirantes espirituais.

Então como haveremos de responder a perguntas difíceis?  Que deveremos dizer quando alguém nos pede a opinião e o que pensamos não é o que o interlocutor quer ouvir?  Podíamos dizer-lhe o que ele quer ouvir; no entanto, dizer algo que contraste com os nossos pensamentos mais secretos significa mentir.  Pensamentos são coisas.  A questão é crucial.  Não minimizemos as consequências de ser falso: «Uma mentira tanto é crime como suicídio.»

Para iniciarmos este processo de sermos verdadeiros, temos de cessar de ter pensamentos exageradamente críticos; é uma maneira de ficarmos mais leves.  Aprendemos a abordar os outros com gentileza — como gostaríamos de ser abordados — colocando as coisas em perspectiva.

Existem maneiras de responder às pessoas com tacto, ou com humor, mesmo perante os assuntos mais delicados.  A ignorância é o único pecado, dizia Max Heindel. Ao arranjarmos tempo para entender o que vemos,  são-nos reveladas coisas que, de outro modo, nunca saberíamos.  Então, ao possuirmos uma perspectiva mais esclarecida, podemos aprender a dar respostas mais afáveis.

Se formos confrontados com uma questão séria, à qual preferíamos não responder, podemos tentar ser «firmes mas justos».  As pessoas respeitam o que é «firme mas justo»; não queremos mentir e não «precisamos» de mentir quando somos «firmes mas justos». Ser firme implica ouvir as objecções e medir as respectivas respostas, adaptando-as, se necessário.

 

Mentir a Deus

 

Nos Ensinamentos da Sabedoria Ocidental, ensinaram-nos a tratar o próximo em termos do seu Eu Superior, aquela parte de Deus dentro de cada um de nós.  Ao fazê-lo estamos a dirigir-nos a Deus como Ele se manifesta em nós.  Mentiríamos a Deus?

Encontramos um conceito paralelo nas obras de Elman Bacher sobre Astrologia, onde ele diz que «os planetas são pessoas».  As forças cósmicas representadas no nosso carta astrológica, que está em nós, manifesta-se em nós através de pessoas.  Mentimos a nós próprios?  Infelizmente sim, e não poucas vezes.  Dizemos que não nos interessa, não sabemos, não conseguimos; e no entanto, importamo-nos, sabemos e, isso sim, conseguimos.

É injusto fazer previsões negativas sobre o que as pessoas poderiam dizer ou fazer para justificar mentir-lhes; as pessoas não esperam que lhes mintam, que as tratem com desrespeito, e por isso reagem negativamente.

Esta abordagem não é garantia imediata de afeição, e devemos ter cuidado para não nos «arrependermos» de ter dito a verdade.  A primeira reacção das pessoas raramente é a sua reacção final, mas aqui a questão não é como as pessoas reagem a nós; o importante é que façamos a nossa parte e, se alguém deseja contribuir, que seja bem vindo.

Se mentirmos com medo do que alguém possa dizer ou fazer, tanto maior a razão para dizer a verdade; se nos deixamos levar pela cilada do medo, isso far-nos-á sentir inferiores.  Dar respostas exactas, que servem o interesse de todas as partes envolvidas, serve a Verdade e serve a Deus.

A única coisa que temos em comum com os outros é Deus, e «Deus é a Verdade». Se sacrificarmos Deus nos nossos relacionamentos, perderemos a dimensão dinâmica dessa relação, a dimensão em que nos damos, em que crescemos e encorajamos os outros a fazer o mesmo.  Ao sacrificarmos o nosso pequeno ego, a nossa «face», em prol da Verdade, estamos a dar um valor real ao próximo; e estamos a viver segundo o nosso lema — o do «serviço amoroso e desinteressado pelos outros.»

Diamantes em Estado Bruto

 

A Fenix e a Pedra Filosofal, J.A.Knapp

 

 

Dizer a verdade pode ser difícil quando não fazemos disso um princípio orientador da nossa vida, mas, como aspirantes espirituais, existe uma vantagem acrescida para dizermos a verdade.

Max Heindel compara os estudantes, a este nível da sua carreira evolucionária, com «diamantes em estado bruto».  É através da dor de viver que somos polidos, que somos clarificados, e podemos receber e transmitir cada vez mais Luz.  Dizer a verdade em relação a alguma coisa que nos envergonha, pode muito bem causar-nos a dor da humilhação.  Mas não nos devíamos conter nesta purgação.  Ela é parte da nossa experiência quando fazemos a oferenda da nossa natureza inferior sobre o Altar de Bronze nos fogos purificadores duma retrospecção nítida.

Se nos protegermos do devido reconhecimento, evadindo-nos, o que estamos a proteger? O nosso eu inferior.  Quem estamos a magoar? Todos, incluindo o nosso Eu interior ou superior, pois interpomos o tecido das mentiras entre o mentiroso, o nosso eu pessoal, e a Verdade viva.

Mas temos medo.  O que nos irá acontecer? Esse é o ponto em que diferimos de Deus.  Pedimos que a Sua vontade seja feita, e não a nossa.  Se, ao mesmo tempo que recusamos mentir, abrimos a possibilidade de censura, libertámo-nos da prisão do isolamento, onde seríamos confinados pelo pecado.

Pouco ou nada do que é negativo se aderirá a nós, a menos que tenhamos contribuído para tal; mas isso não impede que nos arrependamos, e que oremos ao Pai para que mostre a Sua benevolência para connosco. Essa benevolência pode vir de uma direcção inesperada, até da parte do nosso acusador.

Enquanto as acções passadas são uma «causa» para as condições presentes, também as acções presentes determinam o nosso futuro, incluindo orações de arrependimento que podem ajudar a neutralizar o efeito de acções passadas injustas.  Por boas razões nos ensinaram a arrepender-nos e a pedir perdão.  O primeiro passo é confessar as nossas iniquidades. Simplesmente dizer a verdade é a confissão mais básica e pode ser eficaz na dissipação de complexos neuróticos de culpa e sentimentos de inferioridade.

É a sensação ardente da humilhação, seguida do remorso sincero, que apaga a memória dos nossos erros do átomo-semente físico alojado no nosso coração. Então, por que nos escondemos dessa experiência?

Se dizer a verdade nos leva frente a frente com o que fomos e fizemos, e com o que achamos censurável, então por que não dizer a verdade para que possamos repudiar e dissolver esse estado?

Não tenhamos medo: confiar nos outros em tudo o que dizemos, por mais incómodo ou doloroso que seja, trar-nos-á recompensas que nem podemos imaginar.

 

- Jamis Lopez

ENGLISH VERSION

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Diagrama

A via mistica ( a alma diamantina) e a via ocultista ( o rubi da alma)

 

Max Heindel, "Iniciação Antiga e Moderna"

 


#431 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Sex, 20 de Nov de 2009 9:41 pm
Assunto: A Finalidade da Vida Humana
moriajoan
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 A Finalidade da Vida Humana

Irene Gomez Ruggiero

 

Que a Paz seja convosco e a Paz seja entre todos nós!
Somos  "pensamentos" de DEUS. "Pensamentos de DEUS",

vivos e desdobrando a potencialidade

 que, como herança divina, DEUS nos deu. Envolveram-se estes "pensamentos"

 desta vida virginal em todas as substâncias necessárias para adquirir consciência

 de si mesmos. É verdade que um dia fomos inconscientes de nós  mesmos. Por assim

dizer, movimentávamo-nos na vida una sem consciência dela mesma. Hoje, estes

 "pensamentos", Espíritos Virginais convertidos mais tarde em Egos  humanos, 

chegaram a esta perfeição de poderem se manifestar como indivíduos separados

e, no entanto, tão unidos e tão imensamente unificados na vida de DEUS. Penso

que assim foi para alcançar esta consciência consciente de que hoje dispomos.
A humanidade toda tem percorrido tantos e tantos tempos que mesmo se perde na

memória. Assim, amigos,  já passamos por três grandes Anos Siderais. Cada ano

sideral se compõe de 25.868 anos. E  passamos três anos Siderais para chegar à

 metade de nossa Evolução. É apenas o que se pode comprovar em relação aos

passos que já realizamos na Terra. Quanto teremos nos movimentado antes de

chegarmos a esta forma concreta? Somente na infinita vida de DEUS é que se

 poderá encontrar a exatidão destes "pensamentos de DEUS". Entretanto, a vida

 humana tem uma finalidade:  adquirir o domínio total de tudo que possuímos

como Espíritos em evolução. Para isto, é que manifestamos pensamentos,

sentimentos, desejos que nos vêm de DEUS e nos provocam uma reação, à

 medida de nossa evolução, que cada dia é maior.
Sentimos, hoje em dia, a necessidade imensa de poder ter um mundo de Paz e que

toda a humanidade possa ter a alegria de viver em Paz. Paz e Paz para com todos os

 homens. Paz, trata a ciência e Paz, trata a religião, e ambas trabalham. E como

 trabalham separadas, separadamente extraem seus resultados. Em conjunto,

unidas, é difícil. Por isto, é preciso que se trate de uma unificação integral da criatura

 de DEUS. Quando se tratar a ciência, a religião e a arte juntas, não haverá tanta

preocupação com a Paz e a Paz será uma realidade entre todos nós. Porque o

 essencial da vida humana é adquirir experiência, e a finalidade de estarmos

na Terra é somente adquirirmos uma consciência consciente, para podermos

penetrar em outros planos de atividade ou Dias de Manifestação, onde possamos

 viver em corpos mais leves, com uma Inteligência ou Sabedoria desdobrada

 mais próxima da realidade da Vida de DEUS.
Amigos, na verdade,  entender o Cristianismo de Cristo é simples e natural. Nós, os

cristãos, é que somos complicados e, sobretudo, é muito difícil para nós

 entendermos a unificação de toda humanidade. Sim, enquanto isso não seja uma

 realidade, andaremos pelas areias da vida sempre à procura da última fórmula fora

 de nós, e sem sentir que ela está no mais interno de nosso coração. Por que ela

está no mais interno de nosso coração? Porque em nosso coração há um ventrículo

e nele, de verdade e em verdade, mora a Voz de DEUS. É essa voz de DEUS que

 se manifesta, é essa voz de DEUS que pulsa constantemente para dar algo que

 nos traga a Paz, algo que nos dê a sensação da Unidade completa com tudo.
Por que temos esta ânsia de chegar a DEUS? Em verdade, não há criatura que

esteja satisfeita. Não há poder na Terra que dê a completa harmonia, a satisfação

 do Espírito, porque ele se sente movido sempre por seu eterno Criador, por Aquele

que pensa, que o provoca e o movimenta. Assim, amigos, o Espírito, envolvido em

corpos, vai desenvolvendo a Vontade do Pai, o Amor e a Sabedoria de

Cristo e a Atividade do Espírito Santo.
Como isto se manifestará na vida humana? Através da manifestação de cada um de

nós. Quando nos manifestamos, pomos em movimento as essências que estão em

 nosso interior. Assim, vamos desenvolvendo uma vontade, essa vontade que se

dirige para o divino, para o perfeito; esta é a Vontade do Pai. De certa forma, a

Vontade do Pai sustém o mundo para ver se cada um de nós deseja mesmo

 empregar a vontade para unir e construir, para amar e levantar a humanidade,

 se cada um de nós está fazendo contato com a Vontade do Pai, assim como

 o Pai fez contato com a Vontade de DEUS. Assim será quando desejarmos

 amar profundamente, amar por amar mesmo sem

nada possuir, apenas por um desejo de dar-nos.
Dar-nos, amigos, é uma palavra muito difícil. É tão difícil para o cristão dar-se!... O

único espelho, o único que temos no Cristianismo, deu-se, deu-se sem nada pedir,

deu-se por dar-se mesmo na ânsia infinita de amar até mesmo o imperfeito, como

 imperfeitos somos nós. Ele é grande, imensamente grande e nós, na nossa

 pequenez, desejamos somente amar o perfeito.
Oh! Quantas vezes negamos a caridade do sentimento! Haverá caridade maior do

que a caridade do sentimento para uma alma que sofre, seja qual for a natureza

de seu sofrimento? Não há caridade maior que esta, mas nós

 escolhemos a quem dar nosso sentimento...
O Cristianismo é perfeito. O Cristianismo é único. Nós, os cristãos, é que somos

 imperfeitos, é que selecionamos para amar. Quando amarmos integralmente,

quando amarmos sem nada pedir, quando amarmos sem nada possuir, estaremos

amando como nos ensina o Cristianismo. Amando, amando  tudo,  estaremos

fazendo contato com o Salvador do Mundo.
Não temos outro meio para salvar-nos senão esse meio: o meio de contato com o

Pai, o meio de contato com o Filho. Sim, usando nossa vontade, a parte do Pai que

 está em nós se manifesta através dela, mesmo a vontade para realizar no plano

 material. É sempre um contato com a vontade do Pai. Assim, quando amamos,

quando desejamos saber dar, quando desejamos dar tudo o que possuímos,

estamos fazendo contato com o Amor e a Sabedoria de Jesus Cristo. E quando

 pomos em atividade este Princípio Divino em nós, estamos entrando em contato

com a origem de nossa vida e, como "pensamentos de DEUS", manifestar-nos-emos

muitíssimo mais amplamente em toda  a atividade da vida. Porque quando a

nossa Vontade, o nosso Amor e o nosso desejo revolucionarem o nosso próprio

ser de encontro a uma meta divina, estaremos entrando em contato consciente com

os poderes latentes que estão em nosso interior e, de certa forma, estarão os

"pensamentos de DEUS" buscando a origem de como manifestar-nos divina e sabiamente.
A atividade de nossa vida, a ação de nossa vida, está dirigida pelo Espírito Santo.

Do Espírito Santo nos chega a ação. Em tudo o que é ação em nossa vida está-se

 manifestando em nós o Espírito Santo. Em verdade, três divindades em uma,

pois, na verdade, todas as três divindades são DEUS mesmo, através de seu

 Verbo Criador. Assim como nós, Espírito tríplice, em verdade um Espírito agindo

em diferentes facetas de nossa manifestação, assim como o Espírito tríplice

 manifesta-se ou extrai a alquimia destas atividades, a alma, que não é de DEUS,

 se forma para DEUS. Quando nós, em Espírito como somos, manifestarmos a

Vontade, o Amor e a Atividade, estará se manifestando em nosso interior a

triplicidade de nosso Espírito. Essa triplicidade de nosso Espírito põe em atividade

 os Corpos. Chamamos na Filosofia Rosacruz de Max Heindel de Sombras do

 Espírito. Sombras porque são de matérias mais densas e denominam-se

 Corpo Denso, Corpo Vital, Corpo de Desejos e Mente. Em verdade, são

instrumentos do Espírito Uno. Mas o Espírito Uno não se manifesta diretamente

senão através de sua Santíssima Trindade e nós, como"pensamentos d´ELE",

 nos manifestamos em Triplicidade. É assim que DEUS põe em movimento o Pai, o

 Filho e o Espírito Santo para manifestar seu Poder Criador Divino. Nós, como

Espíritos Virginais imortais, pomos em manifestação a triplicidade do Espírito

com seu tríplice corpo, e, trabalhando através de seus corpos, o Espírito extrai

 de cada um deles a alquimia, a grandiosa e formosa alquimia dos alquimistas: a

transmutação do material inferior em ouro puríssimo da alma. Quando o Espírito

consegue trabalhar manifestando a Vontade Divina, o Amor, a Sabedoria e uma

 Atividade correta, digna e unificante, está trabalhando as alquimias de seus

corpos e ele extrairá disso o resultado. Forma-se, então, através do trabalho

 do Corpo Físico o que se denomina Alma Consciente. Extrai-se do Corpo

 Vital o que se denomina Alma Intelectual e extrai-se do Corpo de Desejos o que

 se denomina Alma Emocional. Tem, então, o Espírito o que se denomina

as alquimias, como um grande alquimista que há de transmutar a partir dos

 metais baixos o puríssimo ouro para formar as almas em homenagem Àquele

 que o criou. Em Verdade e em Verdade disse Paulo: "Não sabeis que sois

Templos de DEUS?" Sim, somos Templos de DEUS, onde DEUS se manifesta,

 mas através de um grande alquimista que também está em

nosso interior - o Espírito Uno em potencial.
Assim, amigos, poderemos realizar tudo o que nos propuzermos a realizar. Sim,

amigos, tudo alcançaremos, dependendo das forças que pusermos em movimento

dentro de nós. Não se esqueçam de que a vontade deve ser uma Vontade Divina,

 deve ser uma vontade sublime, deve ser uma vontade mística e magnífica. O

 Amor deve ser um amor de dar por dar mesmo. E a Atividade deve ser uma

atividade que nos dê a experiência sábia e consciente, sem magoar, sem oprimir,

 sem nada querer, senão pela forma de dar-se. Dar-nos é a única forma que

 temos de ganhar. Dar-nos para ganhar o Caminho de Retorno,

Sábio e Consciente à Fonte de toda Origem.
Hoje é um grande dia para recolher-se, para recuperar a saúde, harmonizar os

corpos e sobretudo revestir-se de harmonia interna.
Que a Paz seja convosco e a Paz seja entre todos nós!
  - Palestra radiofônica feita ao microfone da Rádio Copacabana, no

Programa "A Voz Rosacruz",17/09/1959

 

 

http://www.fraternidaderosacruz.org/igr_afdvh2.htm

 
 
 


 
 


#430 De: "Jose Maria Burgos" <jmburgos@...>
Data: Sex, 20 de Nov de 2009 5:51 pm
Assunto: Re: [A MENSAGEM DAS ESTRÊLAS] A fábula do porco-espinho
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SOLO PARA LOS QUE NO ENTIENDEN ALGO DE ÉSTE IMPORTANTE MENSAJE: 
 
LA FÁBULA DEL PUERCOESPÍN:
 
DURANTE LA ERA GLACIAR, MUCHOS ANIMALES MORÍAN DE FRÍO. LOS PUERCOESPINES, PERCIBIENDO LA SITUACIÓN, RESOLVIERON JUNTARSE EN GRUPOS,  DE ESTE MODO SE PROCURABAN CALOR Y SE PROTEGÍAN MUTUAMENTE, MÁS LAS ESPINAS DE CADA UNO ERÍAN A LOS COMPAÑEROS MÁS PRÓXIMOS, JUSTAMENTE LOS QUE OFRECÍAN MAYOR CALOR.
 
POR ELLO DESIDIERON APARTARSE UNOS DE OTROS Y VOLVIERON A MORIR CONJELADOS, ENTONCES PRECISAVAN HACER UNA ELECCIÓN:
 
O MORÍAN CONJELADOS O ACEPTABAN LAS ESPINAS DE LOS COMPAÑEROS.
 
CON SABIDURÍA DESIDIERON VOLVER A ESTAR JUNTOS.
APRENDIERON ASÍ A CONVIVIR CON LAS PEQUEÑAS ERIDAS QUE LA RELACIÓN TAN PRÓXIMA PODÍA CAUSAR, YA QUE LO MÁS IMPORTANTE ERA EL CALOR DEL OTRO.
 
Y ASÍ SOBREVIVIERON.
 
MORALEJA: LA MEJOR RELACIÓN NO ES AQUELLA QUE UNE A DOS PERSONAS PERFECTAS, MÁS AQUELLA EN DONDE CADA UNO APRENDE A VIVIR CON LOS DEFECTOS DEL OTRO, ES DE ADMIRAR SUS CUALIDADES. 
 
----- Original Message -----
From: Alexandre
Sent: Friday, November 20, 2009 9:59 AM
Subject: [A MENSAGEM DAS ESTRÊLAS] A fábula do porco-espinho

 

 
 
A fábula do Porco-espinho

Durante a era glacial, muitos animais morriam por causa do frio.
Os porcos-espinhos, percebendo a situação, resolveram se juntar em grupos, assim se agasalhavam e se protegiam mutuamente, mas os espinhos de cada um feriam os companheiros mais próximos, justamente os que ofereciam mais calor.


Por isso decidiram se afastar uns dos outros e voltaram a morrer congelados, então precisavam fazer uma escolha:


Ou desapareceriam da Terra ou aceitavam os espinhos dos companheiros.
Com sabedoria, decidiram voltar a ficar juntos.

Aprenderam assim a conviver com as pequenas feridas que a relação muito próxima podia causar, já que o mais importante era o calor do outro.


E assim sobreviveram.

 
 
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Moral da História

O melhor do relacionamento não é aquele que une pessoas perfeitas, mas aquele onde cada um aprende a conviver com os defeitos do outro, e admirar suas qualidades.



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#429 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Sex, 20 de Nov de 2009 12:13 pm
Assunto: MÉTODO PARA ADQUIRIR O CONHECIMENTO DIRETO...(I)
moriajoan
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MÉTODO PARA ADQUIRIR O CONHECIMENTO DIRETO...(I)

OS PRIMEIROS PASSOS

 

Chegou o momento de indicarmos os meios de cada indivíduo poder investigar, por

si, todos os fatos estudados anteriormente. Como se disse ao princípio, a ninguém são

concedidos "dons" especiais. Todos podem adquirir as verdades relacionadas com a

peregrinação da alma, a evolução passada e o destino futuro do mundo, sem depender da

veracidade de outrem. Há um método de adquirir essa faculdade inestimável, capacitando o

investigador para perscrutar esses domínios suprafísicos. Se tal método for seguido

persistentemente, pode desenvolver os poderes de um Deus.

Uma simples ilustração indicará os primeiros passos do conhecimento. O melhor

mecânico nada poderia fazer sem as ferramentas de seu ofício. Além disso, todo bom

trabalhador caracteriza-se por ser muito cuidadoso com as ferramentas que usa, pois sabe

que o trabalho depende tanto do conhecimento do ofício como das ferramentas que

emprega.

O Ego tem vários instrumentos: um corpo denso, um corpo vital, um corpo de

desejos e uma mente. Estes são as suas ferramentas. De sua qualidade e estado depende o

trabalho que possa realizar na aquisição da experiência. Se os instrumentos forem débeis e

sem flexibilidade, haverá muito pouco crescimento espiritual e a vida será quase perdida

pelo menos no que diz respeito ao espírito.

Geralmente, considera-se o "êxito" de uma vida pela conta-corrente do banco, pela

posição social adquirida ou pela felicidade resultante de um bom ambiente ou de uma vida

sem cuidados.

Quando se encara a vida dessa maneira, ficam esquecidas as coisas principais, as de

existência permanente. A pessoa está cega pelo fugaz e ilusório. A conta do banco parecelhe

um êxito real, esquecendo que para o Ego, ao abandonar o corpo, nada vale o ouro ou

qualquer tesouro terrestre, podendo ainda acontecer que tenha de responder pelos meios

que empregou para acumular seu tesouro, sofrendo terrivelmente ao ver os demais gastá-lo.

Esquece também que toda posição social perde-se desde o momento que é cortado o cordão

prateado, podendo ser que os adulados sejam depois escarnecidos.

Quem tenha fé na vida pode sentir-se estremecer ante o pensamento de dedicar uma

única hora em refletir sobre a morte. Todavia, o que só pertença a esta vida é vaidade. De

valor real é tão-só o que podemos levar para além do umbral da morte, como tesouro do

espírito.

Poderão parecer preciosas as plantas e suas flores protegidas pela caixa de vidro de

uma estufa. Contudo, se forem retiradas da estufa que as conserva em boa temperatura,

gelar-se-ão e morrerão, enquanto as plantas que crescem sob a chuva e o sol, sob a calma e

a tormenta, sobreviverão mesmo no inverno e florescerão cada ano.

Do ponto de vista da alma, a felicidade e o ambiente confortáveis são, de modo

geral, circunstâncias desfavoráveis. O mimado cãozinho de luxo está sujeito a enfermidades

que o cão sem casa sen dono não conhece. A vida do segundo é muito dura, porém obtém

experiências que o mantém alerta e cheio de recursos. Sua vida é rica em experiências e

recolhe uma grande colheita, enquanto que o cão mimado perde seu tempo numa espantosa

monotonia.

Com o ser humano acontece algo semelhante. Será muito duro lutar com a pobreza

e com a fome, porém, do ponto de vista da alma, é infinitamente preferível a uma vida de

grande luxo. Quando a fortuna é um meio para pensar filantropicamente, para ajudar os

demais homens a aperfeiçoar-se, pode constituir uma grande bênção para o seu possuidor.

Mas quando é utilizada com propósitos egoístas e opressivos não pode ser considerada

senão como terrível desgraça.

O Ego está aqui para adquirir experiência por intermédio de seus instrumentos.

Essas ferramentas, que recebe em cada nascimento são boas, más ou de pouco proveito, de

acordo com o que, para a sua construção, aprendeu nas experiências passadas. Se

desejamos fazer algo vantajoso, temos de trabalhar com elas tais como são.

Quando despertamos da letargia corrente e desejamos progredir, surge,

naturalmente, a pergunta: Que devo fazer?

Sem boas ferramentas o mecânico não pode executar nenhum trabalho perfeito.

Semelhantemente, os instrumentos do Ego devem ser purificados e afinados. Uma vez isto

feito, podemos começar a trabalhar para realizar nosso propósito. À medida que esses

maravilhosos instrumentos são usados no trabalho, eles mesmos melhoram com o uso

apropriado, e tornam-se mais e mais eficientes na obra em que nos ajudam. O objetivo

desse trabalho é a união com o Eu superior.

Há três graus no trabalho da conquista da natureza inferior. Sucedem-se uns aos

outros mas, em certo sentido, vão juntos. No estado atual, o primeiro recebe maior atenção,

menos o segundo e menos ainda o terceiro. Quando o primeiro passo tenha sido dado

completamente prestar-se-á maior atenção, obviamente aos outros dois.

Para a realização desses três graus, que podem ser vistos no mundo externo, onde os

grandes Guias da humanidade os colocaram, há três ajudas.

A primeira ajuda é a Religião de Raça, com a qual a humanidade pôde dominar seu

corpo de desejos, preparando-o para a união com o Espírito Santo.

A plena operação dessa ajuda pode ser vista no Dia de Pentecostes. O Espírito Santo

é o Deus de Raça e todos os idiomas são expressões dele. Esta é a razão por que os

apóstolos, quando estavam plenamente unidos e submergidos no Espírito Santo, falavam

diferentes línguas e podiam convencer os seus ouvintes. Seus corpos de desejos tinham sido

purificados de modo a produzir a desejada união. Isto é um vislumbre daquilo que o

discípulo alcançará algum dia: poder falar todos os idiomas. Como exemplo histórico

moderno podemos citar o Conde de Saint Germain (uma das últimas encarnações de

Christian Rosenkreuz, o fundador da nossa sagrada Ordem) que falava todos os idiomas.

Todos aqueles a quem dirige a palavra acreditavam que ele fosse de sua própria

nacionalidade. Ele também realizou a união com o Espírito Santo.

Na Época Hiperbórea, antes do homem possuir o corpo de desejos, havia um único

modo de comunicação. Quando os corpos de desejos se purificarem suficientemente, todos

os homens poderão compreender-se uns aos outros. Então a diferenciação separatista das

raças terá desaparecido.

A segunda ajuda, que a humanidade tem atualmente, é a Religião do Filho: a

Religião Cristã, cuja finalidade é a união com Cristo, pela purificação e governo do corpo

vital.

Paulo refere-se a esses estados quando diz: "até que o Cristo nasça dentro de vós" e

exorta seus seguidores a desembaraçarem-se de todos os empecilhos, como os atletas numa

corrida.

O princípio fundamental para construir o corpo vital é a repetição. As experiências

repetidas agindo nele criam a memória. Desejando prestar-nos uma ajuda, indicaram-nos

certos exercícios que atuam inconscientemente. A oração, como exemplo, é um meio de

produzir pensamentos delicados e puros que agem sobre o corpo vital. Por isso os Guias

recomendavam que "orassem sem cessar". Os críticos têm perguntado ironicamente e com

frequência porque será necessário estar sempre a orar. Se Deus é Onisciente, dizem, deve

conhecer todas as nossas necessidades e, se não é, as orações provavelmente, não chegarão

até Ele. Aliás, se não for Onipotente também não poderá, sequer, responder às orações.

Pensando de modo análogo, até muitos cristãos têm acreditado que será mau estar

importunando a Deus continuamente com orações.

Tais idéias estão baseadas numa má compreensão. Deus, verdadeiramente é

Onisciente, não necessita que ninguém lhe recorde nossas necessidades. Mas se, como

devemos, Lhe dirigimos orações, somos nós mesmos que nos elevamos para Ele ao

prepararmos e purificarmos os nossos corpos vitais. Se orarmos como devemos, aí está a

grande questão. Geralmente, interessam-nos muito mais as coisas temporais do que

elevarmo-nos espiritualmente. As igrejas celebram reuniões especiais para pedir chuva ou

para pedir o triunfo do exército ou armada sobre o inimigo.

São orações ao Deus de Raça, o Deus que participa das batalhas do seu povo, que

aumenta seus rebanhos, enche os seus depósitos, cuida, enfim, de suas necessidades

materiais. Tais orações nem sempre purificam. Surgem do corpo de desejos, e podem

resumir-se assim: "Senhor, agora estou guardando todos os teus mandamentos da melhor

maneira que posso; espero que, em troca, tu farás a tua parte".

 
 
 
 
 


 
 


#428 De: "Alexandre" <hercullesrj@...>
Data: Sex, 20 de Nov de 2009 11:59 am
Assunto: A fábula do porco-espinho
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A fábula do Porco-espinho

Durante a era glacial, muitos animais morriam por causa do frio.
Os porcos-espinhos, percebendo a situação, resolveram se juntar em grupos, assim se agasalhavam e se protegiam mutuamente, mas os espinhos de cada um feriam os companheiros mais próximos, justamente os que ofereciam mais calor.


Por isso decidiram se afastar uns dos outros e voltaram a morrer congelados, então precisavam fazer uma escolha:


Ou desapareceriam da Terra ou aceitavam os espinhos dos companheiros.
Com sabedoria, decidiram voltar a ficar juntos.

Aprenderam assim a conviver com as pequenas feridas que a relação muito próxima podia causar, já que o mais importante era o calor do outro.


E assim sobreviveram.

 
 
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Moral da História

O melhor do relacionamento não é aquele que une pessoas perfeitas, mas aquele onde cada um aprende a conviver com os defeitos do outro, e admirar suas qualidades.

#427 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Sex, 20 de Nov de 2009 11:45 am
Assunto: A INICIAÇÃO MÍSTICA CRISTÃ...A ANUNCIAÇÃO E A IMACULADA CONCEPÇÃO
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A INICIAÇÃO MÍSTICA CRISTÃ

 

A ANUNCIAÇÃO E A IMACULADA CONCEPÇÃO

 

EM certos lugares do mundo ocidental, fala-se muito a respeito da Iniciação. Na

mente de muitas pessoas, isto parece associar-se ao ocultismo ensinado nas religiões do

distante oriente, algo peculiar aos devotos do Budismo, Hinduísmo e sistemas semelhantes

de fé, e daí pensar-se que nada tenha a ver com a religião do Mundo Ocidental,

particularmente com a religião Cristã.

Demonstramos nos capítulos anteriores, nos "Símbolos da Iniciação Antiga e

Moderna", que essa idéia é totalmente gratuita e que o antigo Tabernáculo no Deserto

apresenta no seu simbolismo, a marcha progressiva da humanidade desde a sua ignorância

infantil até ao conhecimento sobre-humano. Como os Vedas traziam luz aos devotos que

prestassem culto com fé e fervor às margens do Ganges no ensolarado Sul, também os

Eddas foram a estrela-guia para os filhos da agreste região do Norte, os quais procuraram a

Luz da vida na antiga Islândia, onde os vigorosos Vikings ancoravam seus barcos nos

mares gelados. "Arjuna", que trava uma nobre batalha no "Mahabharata" ou "Grande

Guerra" constantemente efetuada entre o Eu Inferior e o Eu Superior, não difere em nada

do herói do mito da alma nórdica, "Siegfried", que significa "Aquele que através da vitória

alcança a paz".

Ambos os heróis representam o candidato em busca da Iniciação. Embora suas

experiências nessa grande aventura tenham traços próprios devido aos diferentes

temperamentos dos povos do norte e do sul, previstos pelas respectivas escolas às quais as

pessoas são enviadas para obterem crescimento anímico, as características principais são

idênticas, e o objetivo final, que é a iluminação espiritual, é o mesmo. As almas aspirantes

caminharam em busca da Luz através dos templos Persas brilhantemente iluminados, onde

o deus-sol, em seu deslumbrante carro de duas rodas, era o símbolo da Luz. Também

caminharam sob a mística magnificência dos raios iridescentes difundidos largamente pela

aurora boreal no gelado Norte. Há amplas evidências demonstrando que a Luz verdadeira

do mais profundo conhecimento esotérico sempre esteve presente em todas as eras, mesmo

na mais escura de todas, a chamada Idade das Trevas, a Idade Média.

Rafael empregou seu maravilhoso domínio dos pincéis em seus dois grandes

quadros, "A Madona Sistina" e "Casamento da Virgem", os quais aconselhamos ao leitor

interessado examinar cuidadosamente. Cópias desses quadros são muito procuradas em

quase todas as galerias de arte. No original há uma tonalidade peculiar num halo dourado

atrás da Virgem - e da Criança, e mesmo que seja excessivamente tênue a uma pessoa

dotada de visão espiritual, ainda assim está bem próxima da cor do primeiro céu, tanto

quanto é possível fazê-lo com os pigmentos da terra. Uma observação mais rigorosa no

último plano do quadro, revelará uma multidão de seres, aos quais chamamos "Anjos", com

suas cabeças e asas.

Isso é uma literal representação pictórica dos habitantes do mundo espiritual tanto

quanto pode ser revelada, pois durante a permanência nos mundos purgatoriais, que ficam

nas regiões inferiores do Mundo do Desejo, as partes inferiores do corpo são realmente

desintegradas, e somente a cabeça, que contém a inteligência do homem, permanece

quando ele entra no primeiro céu, um fato que intriga muitos que ali podem ver as almas.

As asas, naturalmente, não existem fora da pintura, mas têm a finalidade de significar a

habilidade da alma em mover-se velozmente, o que é inerente a todos os seres nos mundos

invisíveis. O Papa está representado apontando para a Madona e o Cristo Menino. Um

exame mais acurado revelará que a mão, com a qual ele aponta, tem seis dedos. Não há

nenhuma evidência histórica de que o Papa da época tivesse tal deformidade, nem tão

pouco o fato pode ter sido acidental; os seis dedos na pintura devem revelar alguma

intenção da parte do pintor.

Qual era o seu propósito, aprenderemos quando examinarmos o quadro "Casamento

da Virgem", onde notamos uma anomalia semelhante. Nele, Maria e José são representados

juntos com o menino Jesus, parecendo-nos que estavam às vésperas da partida para o Egito,

e também vemos um Rabino unindo-os em matrimônio. O pé esquerdo de José é o

elemento mais saliente na pintura, e se contarmos os dedos desse pé, veremos que são seis.

Em ambas as pinturas, os seis dedos do Papa e os seis artelhos de José significam que

Rafael queria indicar que os dois desenvolveram o sexto sentido, faculdade despertada pela

Iniciação. Por esse sentido tão sutil, ó pé de José era guiado em sua fuga para manter em

segurança o ser sagrado que foi confiado aos seus cuidados. O outro adquiriu o sexto

sentido para que não fosse um cega liderando outros cegos, mas tivesse desenvolvido "o

olho que vê", requisito para indicar o Caminho, a Verdade e a Vida. É um fato verdadeiro,

embora desconhecido por muitos, que com uma ou duas exceções em que o poder político

foi suficientemente forte para corromper o Colegiado dos Cardeais, todos aqueles que se

sentaram no trono de Pedro tiveram visão espiritual em maior ou menor grau.

Nos capítulos anteriores discorremos sobre "Símbolos da Antiga e Moderna

Iniciação" e sobre o Templo de Mistérios Atlante, conhecido como o Tabernáculo no

Deserto, que era uma escola para o crescimento anímico. Portanto, não nos pode causar

surpresa que os quatro Evangelhos narrativos da vida do Cristo também sejam fórmulas de

Iniciação, que revelam um outro e posterior Caminho para a obtenção do poder da alma.

Nos antigos Mistérios Egípcios, Horus foi o primeiro exemplo a quem o aspirante

esforçava-se por imitar. E é significativo que no Ritual de Iniciação em voga naqueles dias

- e que agora conhecemos como o "Livro dos Mortos" - o aspirante à Iniciação fosse

sempre chamado Horus fulano-de-tal. Seguindo o mesmo método, atualmente podemos

chamar aquele que segue o Caminho da Iniciação Cristã, de Cristo (nome do aspirante),

pois os que seguem esse caminho são realmente Cristos em formação. Cada um desses

seres, a seu tempo, terá de enfrentar as diferentes estações da Via Dolorosa ou o Caminho

do Sofrimento que conduz ao Calvário, e experimentar no próprio corpo as dores e agonias

sofridas pelo Herói dos Evangelhos. A Iniciação é um processo cósmico de iluminação e

evolução. Por isso, as experiências de todos são semelhantes nos principais acontecimentos.

O sistema intelectual de uma Iniciação Mística Cristã difere radicalmente do método

Rosacruz, que objetiva despertar a compaixão do candidato através do conhecimento,

procurando cultivar nele as faculdades latentes da visão e audição espirituais desde o início

de sua peregrinação como um aspirante a uma vida superior. É ensinado a conhecer os

ocultos mistérios do ser, e perceber, intelectualmente, a unidade de cada um com todos. Por

fim, pelo conhecimento, será despertado nele o sentido que o fará perceber verdadeiramente

sua ligação com tudo que vive e se move, e isso o porá em perfeita e completa sintonia com

o Infinito, tornando-o um verdadeiro auxiliar e trabalhador no divino reino da evolução.

A meta atingida pela Iniciação Mística Cristã é a mesma, porém o método, como se

disse, é completamente diferente. Em primeiro lugar, o candidato geralmente encontra-se

inconsciente do fato de que está tentando atingir algum objetivo definido, pelo menos no

primeiro estágio do seu desenvolvimento. Nesta nobre Escola de Iniciação há somente um

Mestre, o Cristo, que surge sempre diante da visão espiritual do candidato como o Ideal e

Meta de toda sua busca. O Mundo Ocidental ficou tão dominado pela intelectualidade, que

estes aspirantes somente iniciam a Caminhada quando sentem sua razão satisfeita. E,

infelizmente, é só a ânsia por maior conhecimento que traz a maioria dos estudantes para a

Escola Rosacruz. R uma árdua tarefa cultivar em seus corações a compaixão, que deve ser

mesclada com o conhecimento para tornar-se o seu fator-guia antes que estejam prontos

para entrar no Reino de Cristo. Porém, aqueles que são atraídos para o Caminho Místico

Cristão, não sentem dificuldades dessa natureza. Eles têm dentro de si um amor-envolvente

que os impele ao bem e lhes gera um conhecimento e compreensão que o autor acredita

serem muito superiores ao obtido por qualquer outro método. A pessoa que segue o

Caminho intelectual do desenvolvimento, tende a desprezar altivamente outra pessoa cujo

temperamento a impele a um Caminho Místico. Tal disposição mental, não somente

prejudica o desenvolvimento espiritual de quem assim procede, como também é

completamente gratuita, como podem demonstrar os trabalhos de Jacob Boehme, Tomás de

Kempis e muitos outros que seguiram o Caminho Místico. Quanto maior for o nosso

conhecimento, tanto maior será a nossa condenação se fizermos mal uso dele. Mas o amor,

que é o principio básico na vida do Cristão Místico, jamais poderá nos levar à condenação

ou a conflitar com a vontade de Deus. É infinitamente melhor ser capaz de sentir emoções

nobres, do que ter a habilidade intelectual para definir todas as emoções. Fazer cogitações

sobre a evolução do átomo, seguramente não promoverá tanto crescimento e

desenvolvimento da alma quanto a dócil e humilde ajuda ao nosso próximo.

Há nove graus definidos na Iniciação Mística Cristã, começando pelo Batismo, que

é introdutório. A Anunciação e a Imaculada Concepção precedem a todos eles por razões

que serão dadas posteriormente. Estando mentalmente preparados pelas considerações

anteriores, encontramo-nos aptos a considerar cada passo separadamente, neste glorioso

processo de desenvolvimento espiritual.

 

Max Heindel - Iniciação Antiga e Moderna

 
 
 


 
 


#426 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Qua, 18 de Nov de 2009 6:47 pm
Assunto: CENTENARIO DEL CONCEPTO ROSACRUZ...pps
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Saludos :
Comparto esta Presentación con texto de Jorge Rey.
Atentamente.
Juan Marín
 
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#425 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Sáb, 14 de Nov de 2009 8:12 pm
Assunto: Siegfried, o que busca a Verdade
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Wagner Siegfried Idyll from Bangkok

Siegfried, o que busca a Verdade

 

 

 

Vimos que é necessário pôr de lado todas as limitações de religião,

família, ambiente e qualquer outro impedimento para sermos capazes de

alcançar a verdade, mas há ainda outro grande requisito, que talvez já

esteja incluído no primeiro. Nós nos apegamos à nossa religião, nossos

amigos e nossas famílias, por, medo de ficarmos sozinhos. Obedecemos às

convenções porque tememos seguir o ditame da voz interior que nos impele

às coisas mais elevadas, incompreensíveis para a maioria. Portanto, na

realidade, o medo é o principal obstáculo que nos impede de chegar à

verdade e vivê-la.

Isto também é mostrado no Anel do Niebelungo. Wotan sentencia que

Brunilda, o espírito da verdade, seja adormecida, porque teme a perda de

seu poder, caso a retenha, depois que ela rebelou-se contra as suas

limitações e recusou-se a defender Hunding, o espírito do

convencionalismo. Ele pronuncia sua condenação com tristeza, dizendo que

ela deve dormir até que alguém mais livre do que ele, o deus, venha

acordá-la. "O perfeito amor expulsa todos os medos", e apenas os

destemidos são livres para amar e viver a verdade. Portanto, Brunilda é

adormecida numa rocha solitária, e, ao seu redor, arde para sempre um

círculo de chamas ateadas por Loge, o espírito do engano. Ninguém, a não

ser os livres - as almas libertas e destemidas - pode esperar penetrar

nesse círculo de ilusão (convencionalismo) e viver para amar o espírito

desperto da verdade, sempre adorável e jovem.

Vemos que a segunda parte do drama místico acaba com o abandono da

verdade e o triunfo do convencionalismo. O credo é firmemente

estabelecido na Terra. Siegmund, o que busca a verdade, jaz vencido e

morto. Sua irmã-esposa, Sieglinda, também pagou com sua vida por ter

insistido na busca, e parece que Brunilda deverá dormir para sempre.

Agora, os Walsungs têm apenas um representante, o órfão Siegfried, que

foi deixado na caverna de Mime, o Niebelungo, pela mãe moribunda,

Sieglinda.

Entretanto, a criança cresce e torna-se um jovem vigoroso com a força de

um gigante. Belo como um deus, ele é um estranho contraste com Mime, o

Niebelungo feio, um anão que alega ser seu pai. Siegfried mal pode

acreditar nisso, pois quando olha em torno de si na floresta, observa que

os passarinhos e os filhotes de todos os animais têm as mesmas

características encontradas em seus pais. Somente ele é diferente daquele

que o reivindica como filho.

Quando, com força prodigiosa, agarrou um urso e o levou à caverna de

Mime, este quase ficou paralisado de medo, uma emoção totalmente

desconhecida para Siegfried. Mime, um dos mais engenhosos ferreiros entre

os Niebelungos, forjou várias espadas para o uso deste jovem gigante, mas

cada uma delas foi despedaçada pelo poderoso braço que a empunhava. Mime,

na verdade, tentou soldar a espada Nothung, a filha da desgraça, que foi

despedaçada pela lança de Wotan na luta fatal entre Siegmund e Hunding.

Os fragmentos desta espada foram trazidos por Sieglinda para a caverna de

Mime, mas quem for covarde não pode forjar ou soldar a espada Nothung, a

coragem do desespero, portanto, Mime, apesar de toda sua habilidade,

falhou todas as vezes que tentou. Um dia, quando Siegfried zomba dele por

sua inabilidade de fazer uma espada que dure, Mime pega os fragmentos de

Nothung e diz-lhe que se ele puder soldá-la, ela lhe servirá

perfeitamente. Possuindo aquela qualificação fundamental dos que buscam a

verdade - a intrepidez - Siegfried consegue, sem experiência manual, o

que Mime não conseguiu. Forja novamente a espada mágica e está preparado

para a busca da verdade e do conhecimento.

Apesar de decorridos séculos desde que Albérico, o Niebelungo, foi

forçado a separar-se do Anel, como resgate para os deuses, nem ele nem

sua classe esqueceram o poder conferido a seu possuidor. O desejo de

reaver o tesouro perdido ainda predomina entre todos eles. A humanidade,

sendo inerentemente espiritual e livre, nunca se conformará com a perda

da individualidade exigida pelo regime da igreja. Embora, como Mime, eles

possam estar imbuídos de um medo incontrolável, ainda assim adulam e

bajulam as forças superiores, como Albérico adulou Wotan. Consciente ou

subconscientemente, eles sempre se lembram de sua herança espiritual e

procuram recuperar suas posições como agentes livres, libertos de credos

ou outras limitações.

Para este fim, planejam e conspiram com muita sutileza, como é

simbolizado pelo auxílio que Mime presta a Siegfried para forjar

novamente a espada que havia sido despedaçada por Wotan. Ele percebe que

o jovem que procura a verdade é destemido. Sabe que Fafner, um dos

gigantes que obteve o Anel dos deuses, protege seu tesouro sob a forma de

um imenso dragão -que inspira pavor. Ele acredita ser impossível alguém

subjugar este monstro, mas se isto puder acontecer, este destemido jovem

Siegfried será o único capaz de consegui-lo. Na verdade, sabe-se que quem

forjar Nothung poderá matá-lo, e Mime confia em sua astúcia e espera que

se Siegfried matar o dragão, ele, Mime, poderá obter a posse do Anel do

Niebelungo e tornar-se o senhor do mundo.

Há um profundo significado espiritual neste conto, isto é, a natureza

inferior planejando usar o ego superior para seus vis propósitos.

Siegfried (aquele que pela vitória ganha a paz) é o ego superior naquele

estágio de sua peregrinação em que foi deixado completamente só, sem

amigos e parentes, de onde vê que a figura de barro, simbolizada por

Mime, não é parte dele, mas de uma raça e linhagem inteiramente

diferentes. Está pronto para continuar sua busca da verdade empreendida

em vidas anteriores, como fizeram Siegmund e Sieglinda, dos quais herdou

a coragem indômita que não conhece medo nem derrota.

Mas, embora a alma que procura possa abandonar o mundo, como fez

Hertzleide - a mãe de Parsifal, que deu à luz ao que procura a verdade

numa floresta densa, e como Sieglinda que deu à luz Siegfried, na caverna

de Mime - a natureza inferior persiste, tramando usar o poder do espírito

para fins temporais. Quantos deixaram as igrejas por causa do credo, como

Siegmund deixou Wotan. Quanto adquiriram um certo conhecimento das coisas

superiores e depois fizeram mau uso de seus poderes celestiais, sob forma

de sugestão mental e de hipnotismo para atrair para si próprios os bens

deste mundo, preferindo antes procurar as coisas da Terra que escravizam,

do que os tesouros do céu que libertam a alma.

Nunca houve uma época na Terra em que esta parte do grande mito tenha

sido tão comumente promulgada como o é hoje. Há milhares de pessoas que

representam Siegfried e Mime - Dr. Jekyl e Mr. Hyde. Eles são despertados

para maiores ou menores realizações dos poderes do espírito por sua

natureza e atributos divinos, como Siegfried o foi, mas a fase inferior

de suas naturezas, Mime, continua planejando para benefício material.

Se chamarmos este uso dos poderes divinos de atitude cristã ou por

qualquer outro nome, não falamos certamente da ciência da alma.

Deveríamos ser honestos e reconhecer o fato de que Ele, que não tinha um

lugar onde pousar Sua cabeça e que era a própria incorporação do atraente

poder de Cristo, recusou usar esse poder para Seu próprio benefício.

Mesmo na hora da morte Ele se absteve e foi dito que outros Ele salvou,

mas, a Si mesmo, Ele não pôde (ou não quis) salvar, porque a Lei do

sacrifício é maior do que a Lei da auto-preservação: "Pois, para que

servirá ao homem ganhar o mundo todo e perder sua própria alma?"

No momento em que começamos a percorrer seriamente o caminho, a natureza

inferior está condenada, apesar de todos os seus engenhosos esforços para

salvar-se. Quando Mime planeja mandar Siegfried contra o dragão, Fafner,

o espírito do desejo, decidiu seu próprio destino. Quando a alma vence o

desejo pelas posses terrenas, ficamos mortos para o mundo, embora

possamos ainda viver aqui onde realizamos nosso trabalho. Encontramo-nos

no mundo, mas não pertencemos a ele.

Guiado por Mime, Siegfried encontra o Gigante Fafner guardando a caverna

onde escondeu o tesouro dos Niebelungos. A natureza inferior sempre

incita a natureza superior a procurar a riqueza material, almejando obter

prestígio e poder na sociedade. Tudo isto é muito comum, este desejo e

sede de riqueza e poder! Somos todos como Mime, prontos para arriscar

nossas vidas na busca do ouro. Embora Mime estremeça só de pensar em

ficar perto do terrível dragão, continua conspirando, pois sabe que

quando o Ego, representado pelo Anel do Niebelungo, está tão emaranhado

nas armadilhas do materialismo a ponto do corpo o possuir, e, quando

todas as suas energias são dirigidas pela natureza inferior, não há

limite para o poder que ele almeja alcançar. Mas Siegfried, o destemido

buscador da verdade, quando venceu o dragão que representa a natureza do

desejo, também matou Mime, que é o símbolo do corpo denso.

Livre do invólucro mortal, o Espírito é capaz de compreender a linguagem

da Natureza. Intuitivamente, ele sente onde está oculta a verdade,

representada por Brunilda, a Valquíria, e seguindo esta intuição,

representada no mito por um pássaro, dirige-se para a rocha rodeada pelo

fogo para despertar e cortejar a bela adormecida. Embora possamos entrar

no reino onde se acha a verdade, deixando de lado o corpo denso, o

caminho não está livre, pois Wotan, o sentinela do credo, estende sua

lança no caminho de Siegfried, empenhando-se ao máximo para dissuadir ou

desencorajar o independente buscador da verdade. Contudo, o poder do

credo, representado pela lança de Wotan, ficou enfraquecido quando ele

negociou com os gigantes, isto é, quando apelou para o lado inferior da

natureza do homem. Como símbolo desse enfraquecimento, caracteres mágicos

foram entalhados no cabo da lança, que é facilmente partida em dois

pedaços ao primeiro golpe de Nothung, a coragem do desespero.

Quando o que busca a verdade atingiu o ponto aqui descrito, não mais

permitirá ser frustrado em sua busca, quer as forças opostas sejam

demônios como Fafner ou deuses como Wotan. Com mão impiedosa remove cada

obstáculo, pois tem apenas um único desejo no mundo, o anseio invencível

de conhecer a verdade. Portanto, depois de despedaçar a lança de Wotan,

ele segue adiante, guiado pelo pássaro da intuição, até chegar ao círculo

de chamas que esconde Brunilda, o adormecido Espírito da Verdade. Não se

intimida à vista das chamas da ilusão e da alucinação de Loge. Lança-se

através delas audaciosamente e vê com alegria que ali está aquela por

quem tem desejado durante muitas vidas. Curva-se, segura Brunilda em seus

fortes mas ternos braços, e, com um beijo ardente, acorda o Espírito da

Verdade de seu longo sono.

 

Max Heindel

MISTÉRIOS DAS GRANDES ÓPERAS

 
 
 

 


 
 


#424 De: Teatro da Transcendência <ttranscendencia@...>
Data: Seg, 9 de Nov de 2009 10:33 pm
Assunto: Oficina Teatral Gratuita e Curso de Meditação - Porto Alegre
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Teatro da Transcendência

____________________

Oficina Experimental Gratuita

 

Nesta oficina o participante entrará em contato com o processo de criação e treinamento da Cia. Teatro da Transcendência, dirigida por Camila Diehl, através de exercícios de concentração, relação com o espaço, consciência corporal e improvisações.

 

Sábado, 14/11/2009, das 14h às 18h

Associação Cristã Feminina de Porto Alegre

R. Santo Antônio, 259 – Porto Alegre / RS

Tel. 3028-3111 http://acfportoalegre.wordpress.com

 

____________________

Curso de Teatro:

Meditação, Corpo e Cena

 

Este curso tem como objetivo apresentar a meditação como instrumento para a criação cênica.

Propõe-se aos participantes uma vivência temporal e espacial diferenciada de nosso estado cotidiano, através de exercícios de mentalização, alinhamento de chakras, respiração, vocalização, percepção corporal, escrita automática e improvisos. O aluno é estimulado a trabalhar com a sua energia, fazendo com que estes processos internos de percepção e escuta se materializem em intenções, ações e palavras.

Desenvolvimento de uma linguagem simbólica e abstrata em cena. Busca pela essência do impulso, precisão e consciência.

Através da meditação criativa o praticante pode expandir e aprofundar a visão que tem de si mesmo, do outro e da realidade que o cerca, permitindo assim a transformação de suas memórias, pensamentos e emoções em material artístico.

O curso será ministrado pela diretora e dramaturga Camila Diehl. Incluso certificado de participação.

 

DATAS E HORÁRIO:

20 de novembro a 11 de dezembro 2009

Sextas-feiras, 18h às 20h

 

INVESTIMENTO: R$ 100,00 

 

LOCAL:

Associação Cristã Feminina de Porto Alegre

R. Santo Antônio, 259 – Porto Alegre / RS

Tel. 3028-3111 http://acfportoalegre.wordpress.com

 

RESERVAS E INFORMAÇÕES:

51 9903-5311 / ttranscendencia@...

 

 

_______________________________

MINISTRANTE: CAMILA DIEHL

Bacharel em Artes Cênicas pela Universidade Federal do Estado do Rio de Janeiro, UNIRIO. Especializou-se na área de Gêneros e Linguagens Dramatúrgicas, sob a orientação da Prof. Dra. Ana Maria de Bulhões Carvalho, e em Dramaturgia Corporal e Dança-Teatro, sob a orientação da coreógrafa Prof. Dra. Elid Bittencourt. Estudou técnicas literárias com o escritor Antônio Fernando Borges e linguagem sânscrita com Annabella Magalhães. Fez diversos cursos nas áreas de ocultismo e mitologia, estudando com a terapeuta vibracional e taróloga Daniela Pereira Lobo, o instrutor xamânico Tony Paixão e o astrólogo André Leôncio. Aprimorou seus estudos sobre teatro e treinamento do ator a partir de cursos com os diretores Persis-Jade Maravala (Para Active Theatre Company – Londres), Jorge Ramos (Zecora Ura Theatre Network – Londres), Moacir Chaves, Thierry Trémouroux e Paulo de Moraes (Rio de Janeiro). É dramaturga, diretora, atriz e produtora e, desde 2004, vem desenvolvendo um trabalho autoral que culminou com a fundação da companhia Teatro da Transcendência. Em setembro de 2007 lançou seu primeiro livro “O Teatro da Transcendência – cinco peças”, pela editora Ibis Libris, que reúne os textos das cinco primeiras montagens realizadas pelo grupo.

 

CIA. TEATRO DA TRANSCENDÊNCIA

O Teatro da Transcendência é voltado exclusivamente para a construção de um repertório original. Caracteriza-se pela escrita poética, pela valorização do trabalho do intérprete, pela musicalidade e corporalidade presentes na encenação. As montagens seguem uma linha mítica-espiritual e buscam transcender a temática do cotidiano, explorando as múltiplas capacidades do corpo, voz e psiquismo do ator, em uma condução orgânica, rompendo bloqueios e enfatizando particularidades. Mitos e símbolos representam preciosas fontes de inspiração para a companhia, que se utiliza também dos conhecimentos da psicanálise, filosofia, religião, ocultismo, literatura e todos os tipos de artes, para construir uma linguagem cênica específica, a essência do Teatro Transcendental.

 

*Página da Cia: http://www.teatrodatranscendencia.com

*Vídeos da peças: http://br.youtube.com/user/teatrotranscendencia

 


 

 

 


#423 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Sáb, 7 de Nov de 2009 2:06 pm
Assunto: CARTAS ROSACRUZES...SABEDORIA DIVINA
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CARTAS ROSACRUZES

Escritas por antigos membros da Ordem

Dotadas de singular eloqüência e elevado misticismo, tais Cartas são adotadas por diversas Escolas Rosacruzes.

Remontam ao século XVIII, e foram publicadas nos Vols. 8 e 9 do periódico "The Theosophist", editado pela Sociedade Teosófica, assinadas por F.H. e H., no caso da sétima e última carta. É referido que a sexta carta teria sido remetida a Eckartshausen, martinista e autor do célebre livro "A Núvem Sobre o Santuário". Segundo A.E.Waite, foram reimpressas num periódico americano, com as iniciais F.H. e H. suprimidas, sendo toda a série atribuída a Eckartshausen, que teria escrito-as entre 1792 e 1801. Proclama-se que elas teriam sido traduzidas do Espanhol. Segundo A.E. Waite, "as iniciais sugerem obvilmente a mão do Dr. Franz Hartmann".

Tais Cartas se popularizaram através da revista "Rays from Rose Cross", editada pela "The Rosicrucian Fellowship", posteriormente foi publicada como apendice do livro "A Maçonaria e o Catolicismo", de Max Heindel, editado em vários idiomas.

A presente tradução é atribuida a Francisco Phellip Preuss, e consta na primeira edição de "Maçonaria e Catolicismo", publicada no Brasil pela Fraternidade Rosacruz Max Heindel, em 1959. Foi revisada pela Irmã  Probacionista Ruth Coelho Monteiro, da Fraternidade Rosacruz Max Heindel, em São Paulo.

   

 

Carta I

 

SABEDORIA DIVINA

 

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Não tentes estudar a mais elevada de todas as ciências se, de antemão, não resolvestes entrar na via da virtude; os incapazes de sentir a verdade não compreenderão minhas palavras. Só os que entram no reino de Deus podem compreender os mistérios divinos e aprender a verdade e sabedoria, na medida da sua capacidade para receber a luz divina da verdade. Aqueles que se guiam unicamente pela luz da inteligência não compreendem os mistérios divinos da natureza; as suas almas não podem ouvir as palavras que a luz pronuncia. Mas aquele que abandona o próprio eu pessoal pode conhecer a verdade. A verdade só pode ser conhecida na região do bem absoluto. Tudo que existe é produto da atividade do espírito. É a mais elevada de todas as ciências a que permite ao homem aprender a conhecer o laço de união entre a inteligência espiritual e as formas corpóreas. Entre o espírito e a matéria não existem linhas de separação porque entre os extremos, se encontram todas as gradações possíveis.

Deus é fogo que irradia puríssima luz. Esta luz é vida. As gradações entre a Luz e as Trevas estão para além da compreensão humana. Quanto mais nos aproximamos do centro da Luz tanto maior é a energia que recebemos e tanto mais poder e atividade resultam. É destino do homem elevar-se até ao centro espiritual da Luz. O homem primordial era um filho da Luz. Permanecia em estado de perfeição espiritual bem mais elevada do que no presente; dela desceu a um estado mais material, tomando uma forma corpórea e rude. Para volver à sua primeira condição tem de percorrer o caminho por onde desceu.

Cada um dos seres animados deste mundo obtém sua vida e sua atividade do poder do espírito. Os elementos grosseiros estão regidos pelos mais sutis e estes por outros de maior sutileza, até chegarmos no poder puramente espiritual e divino. Deste modo, Deus influi em tudo e tudo governa. O homem possui um germe do poder divino que pode desenvolver-se e transformar-se em árvore de frutos maravilhosos. A expansão deste germe só pode fazer-se pelo calor que irradia do centro flamígero do grande sol espiritual. Quanto mais nos aproximamos desta luz, mais recebemos o seu calor. Do centro, ou causa suprema original, irradiam continuamente poderes ativos que se infundem nas formas oriundas da sua atividade eterna. Destas formas revertem novamente a causa primeira, dando lugar a uma cadeia ininterrupta de atividade, luz e vida. O homem, ao abandonar a radiante esfera de luz, incapacitou-se para contemplar o pensamento, a atividade e a vontade do Infinito em sua unidade.

Daí resulta que, na atualidade, tão só percebe a imagem de Deus numa multiplicidade de imagens. Contempla Deus sob um número de aspectos quase infinito, mas Deus permanece sempre Uno. Todas essas imagens devem recordar-lhe a exaltada situação que outrora manteve e para cuja reconquista devem tender todos os seus esforços. Se não se esforçar por elevar-se a maior altura espiritual, irá sumindo-se cada vez mais na sensualidade e, depois, ser-lhe-á muito mais difícil voltar ao primeiro estado.

Durante a vida terrestre estamos rodeados de perigos e é bem pequeno o nosso poder de defesa. Os corpos materiais nos encadeiam ao reino do sensível e mil tentações nos assaltam todos os dias. Sem a reação do espírito a natureza animal afundaria o homem na sensualidade. Todavia, este contato com o sensível é necessário: proporciona a força que o faz progredir. O poder da vontade o eleva; e aquele que identifica a sua vontade com a vontade de Deus pode, durante a vida na terra, chegar à espiritualidade que lhe concede a contemplação e compreensão da sua unidade no reino da inteligência. Tal homem pode realizar o que quiser porque, unido com o Deus Universal, todos os poderes da natureza são seus poderes e nele se manifestarão a harmonia e a unidade do Todo. Então, vivendo no eterno, não está sujeito às condições do espaço e do tempo, participa do poder de Deus sobre todos os elementos e poderes do mundo visível e invisível e tem a consciência do eterno.

- Dirige todos os teus esforços no cultivo da tenra planta da virtude que cresce em teu seio. Purifica tua vontade e não permitas que as ilusões dos sentidos te alucinem. A cada passo que deres na senda da vida eterna, encontrarás um ar mais puro, uma vida nova, uma luz mais clara e, em proporção à ascensão para o alto, aumentará o teu horizonte mental.

A inteligência, só por si, não conduz à sabedoria. O espírito conhece tudo e, no entanto, nenhum homem o conhece. Sem Deus, a inteligência enlouquece, adora-se a si, repele a influência do Espírito Santo. Quanto é decepcionante e enganosa a inteligência sem a espiritualidade. Em pouco tempo perecerá. O espírito é causa de tudo; a luz da mais brilhante inteligência deixará de brilhar se for abandonada pelos raios de vida do sol espiritual. Para compreender os segredos da sabedoria não basta teorizar, é necessário alcançar sabedoria. Só o que se conduz sabiamente realmente é sábio, ainda que não tenha recebido a menor instrução intelectual.

Para ver necessitamos de olhos e para ouvir, de ouvidos. Similarmente, para atingir as coisas do espírito, precisamos de percepção espiritual. É o espírito e não a inteligência que dá vida a todas as coisas, desde o Anjo Planetário até ao mais pequeno ser do fundo do oceano. A influência espiritual vem de cima para baixo e nunca de baixo para cima; por outros termos, irradia do centro para a periferia e nunca em sentido contrário. Isto explica por que a inteligência, produto ou efeito da luz do espírito que brilha na matéria, não pode nunca se sobrepor à luz do espírito.

A inteligência humana só pode compreender as verdades espirituais quando a sua consciência entra no reino da luz espiritual. É uma verdade que a grande maioria dos intelectuais não quer compreender. Não podendo elevar-se a um estado superior ao intelectual, consideram tudo que está fora de seu alcance como fantasia e sonho ilusório.

Sua compreensão é obscura e no coração abrigam as paixões que os impedem de contemplar a luz da verdade. O que ajuíza a partir dos sentidos externos não pode compreender as verdades espirituais. Preso ao ilusório, ao eu pessoal, repete as verdades espirituais que lhe destroem a personalidade. O instinto e o eu inferior levam-no a considerar-se um ser distinto do Deus universal. O conhecimento da verdade desfaz essa ilusão, razão porque o homem sensual odeia a verdade. O homem espiritual é filho da luz. O homem regenerado retorna ao seu primeiro estado de perfeição e essa regeneração, que o põe acima dos outros seres do universo, depende do apagamento das obscuridades que velam sua natureza interna.

O homem, por assim dizer, é um fogo concentrado no interior de uma casca material e rude. O seu destino é abrasar neste fogo a natureza animal, os materiais grosseiros, e unir-se de novo com o flamígero centro, do qual é uma centelha durante a vida terrestre. Se a consciência e a atividade do homem continuamente se concentram nas coisas externas, a luz que irradia da centelha, no interior do coração, vai enfraquecendo a pouco e pouco e acaba por desaparecer. Mas, se o fogo interno é cultivado e alimentado, destrói os elementos grosseiros, atrai outros mais etéricos, faz o homem cada vez mais espiritual e concede-lhe poderes divinos. Não só expande a atividade interna, mas também aumenta a receptividade às influências puras e divinas. Purifica e nobilita por completo a constituição do homem e converte-o, finalmente, no verdadeiro senhor da criação.  

 
 

 

                     

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#422 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Qui, 12 de Nov de 2009 5:58 pm
Assunto: CHRISTIAN ROSENKREUZ E A ORDEM DOS ROSACRUZES...Y(II)
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CHRISTIAN ROSENKREUZ

E A ORDEM DOS ROSACRUZES

VERDADES ANTIGAS EM ROUPAGENS NOVAS...Y(II)

Una Religión espiritual

A Ordem dos Rosacruzes não é meramente uma sociedade secreta: é uma das

Escolas de Mistérios. Os Irmãos são Hierofantes dos Mistérios Menores, guardiões dos

Sagrados Ensinamentos. Constituem um poder espiritual muito mais potente na vida do

Mundo Ocidental do que qualquer governo visível, se bem que não interferem com a

humanidade a ponto de privá-la de seu livre arbítrio.

Como a senda do desenvolvimento depende em todos os casos do temperamento do

aspirante, há sempre dois caminhos a seguir: o místico e o intelectual. O místico geralmente

carece de conhecimentos intelectuais. Ele segue os ditames do seu coração e esforça-se por

fazer a vontade de Deus tal como a sente, elevando-se sem estar consciente de qualquer

meta definida, e por fim alcança o conhecimento. Na Idade Média as pessoas não eram tão

intelectuais como são hoje em dia. Assim, os que sentiam o chamado para a vida superior

seguiam geralmente o caminho místico. Nos últimos séculos, contudo, desde o advento da

ciência moderna, uma humanidade mais intelectual povoou a Terra. A cabeça venceu

completamente o coração, o materialismo dominou todo o impulso espiritual e a maioria

das pessoas que pensam, não crêem em nada que não possam tocar, provar ou manejar.

Portanto, é necessário apelar para o seu intelecto, a fim de que o coração possa crer naquilo

que o intelecto haja sancionado. Respondendo a esse anseio, os Ensinamentos de Mistérios

Rosacruzes visam correlacionar fatos científicos com verdades espirituais.

No passado esses ensinamentos eram mantidos em segredo para todos, exceto para

uns poucos Iniciados, e ainda hoje estão entre os mais misteriosos e secretos do mundo

ocidental. Todos os chamados "descobrimentos" do passado, que pretendiam revelar os

segredos dos Rosacruzes, não foram mais do que fraude ou resultado de traição de algum

profano, que acidentalmente ou de outra maneira conseguiu captar fragmentos de

conversações, incompreensíveis para todos, menos para os possuidores da chave. É possível

viver-se sob o mesmo teto, em estreita intimidade, com um Iniciado de qualquer escola, e

ainda assim seu segredo permanecer oculto em seu peito, até o amigo alcançar o ponto de

poder converter-se num Irmão Iniciado. A revelação dos segredos não depende da vontade

do Iniciado, mas da qualificação do aspirante.

Como as demais Ordens de Mistérios, a Ordem dos Rosacruzes é formada segundo

linhas cósmicas: se, com esferas do mesmo tamanho, procurarmos saber quantas são

necessárias para cobrir e ocultar da vista uma delas, veremos que são necessárias 12 para

cobrir uma décima-terceira. A última divisão da matéria física, o átomo verdadeiro que se

encontra no espaço interplanetário, está agrupado assim: doze em torno de um. Os doze

signos do Zodíaco que envolvem nosso sistema solar; os doze semitons da escala musical

que contém a oitava; os doze apóstolos que se agrupavam em torno de Cristo, etc., são

outros tantos exemplos desse agrupamento de doze e um. Por tal razão a Ordem dos

Rosacruzes é também composta de 12 Irmãos e mais um décimo-terceiro.

Mas há outras divisões que devem ser notadas. Como vimos, da Hoste Celestial de

Doze Hierarquias Criadoras que estiveram em atividade em nosso sistema evolutivo, cinco

se retiraram à liberação, ficando sete ocupadas com o nosso progresso ulterior. Harmonizase

com isso o fato de que o homem de hoje, o Ego Interno, o microcosmo, atua

externamente por meio de sete orifícios visíveis do seu corpo: 2 olhos, 2 ouvidos, 2 fossas

nasais e a boca, estando os cinco orifícios restantes total ou parcialmente fechados: as

glândulas mamarias, o umbigo e os dois órgãos de excreção.

As sete rosas que adornam o nosso formoso emblema e as cinco pontas da radiante

estrela que lhes ficam atrás, simbolizam as doze Grande Hierarquias Criadoras que têm

ajudado o espírito humano evolucionante através dos anteriores estados mineral, vegetal e

animal, quando ainda carecia de consciência própria e era incapaz de cuidar de si mesmo no

mínimo grau. Destas doze Hostes de Grandes Seres, três classes trabalharam sobre e com o

homem por sua livre vontade e sem nenhuma obrigação de fazê-lo.

Essas classes estão simbolizadas pelas três pontas da estrela do nosso emblema, que

apontam para cima. Mais duas dessas Grandes Hierarquias estão a ponto de retirar-se,

sendo simbolizadas pelas duas pontas da estrela que se irradiam do centro para baixo. As

sete rosas indicam que ainda existem sete Grandes Hierarquias Criadoras em atividade no

desenvolvimento dos seres da Terra. Como todas essas várias classes, da menor à maior,

não são mais do que partes de Um Grande Todo a quem chamamos Deus, todo o emblema

é um símbolo de Deus em manifestação.

O axioma Hermético diz: "Como em cima, assim é embaixo". Os instrutores

menores da humanidade estão também agrupados segundo as mesmas linhas cósmicas de 7,

5, e 1. Há sobre a Terra sete escolas de Mistérios Menores, cinco de Mistérios Maiores e o

total está agrupado em torno de um Cabeça Central, que é chamado o Libertador.

Na Ordem dos Rosacruzes, sete Irmãos vêm ao Mundo toda vez que as

circunstâncias o requerem. Aparecem como homens entre os homens, ou trabalham em seus

veículos invisíveis com ou sobre os demais, conforme seja necessário. Entretanto, deve-se

ter bem presente que jamais influenciam qualquer pessoa contra sua vontade ou contra seus

desejos. Apenas reforçam o bem aonde quer que o encontrem.

Os cinco Irmãos restantes nunca abandonam o Templo, e ainda que possuam corpos

físicos executam todo o seu trabalho nos mundos internos.

O Décimo Terceiro é o Chefe da Ordem, o elo com o Conselho Central Superior,

composto dos Hierofantes dos Mistérios Maiores, que não tratam absolutamente com a

humanidade comum, mas somente com os graduados nos Mistérios Menores.

O Cabeça da Ordem está oculto do mundo externo pelos Doze Irmãos, tal como a

esfera central do nosso exemplo anterior. Nem mesmo os discípulos da Escola o vêem,

porém, nos serviços noturnos do Templo, sua presença é sentida por todos a qualquer

momento em que entre, sendo este o sinal para começarem a cerimonia.

Reunidos em volta dos Irmãos da Rosacruz, como seus alunos, há certo número de

"Irmãos Leigos", pessoas que vivem em diversas partes do mundo ocidental e que são

capazes de sair dos seus corpos conscientemente, comparecer aos serviços e participar da

obra espiritual no Templo. Foram "iniciados" todos e cada um, no método de assim atuar,

por um dos Irmãos Maiores, sendo que a maioria é capaz de recordar tudo o que lhe

acontece. Todavia, alguns que adquiriram, em vida anterior dedicada ao bem, a faculdade

de deixar o corpo, têm o cérebro incapacitado a receber impressões do trabalho executado

pelo Ego fora do corpo em razão de alguma enfermidade adquirida na presente existência,

ou pelo hábito de tomarem drogas.

 

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#421 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Qua, 11 de Nov de 2009 4:42 pm
Assunto: CHRISTIAN ROSENKREUZ E A ORDEM DOS ROSACRUZES...(I)
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CHRISTIAN ROSENKREUZ

E A ORDEM DOS ROSACRUZES

VERDADES ANTIGAS EM ROUPAGENS NOVAS...(I)

 

Nota-se entre o público um grande desejo de descobrir algo sobre a Ordem dos

Rosacruzes. Como em nossa civilização ocidental e até entre os nossos estudantes, não se

compreenda bem o importante lugar ocupado pelos Irmãos da Rosacruz, é conveniente dar

algumas informações autênticas sobre o assunto.

Tudo no mundo está sujeito à lei, inclusive nossa evolução, de modo que os

progressos espiritual e físico caminham de mãos dadas. O Sol é o dador de luz física e,

como sabemos, caminha aparentemente de Leste para Oeste trazendo luz e vida a todas as

partes da terra. Mas o Sol visível é apenas uma parte do Sol, assim como o corpo visível é

apenas uma pequena parte do homem composto. Há um Sol invisível e espiritual cujos

raios estimulam o crescimento anímico em todas as partes da terra, assim como o Sol

visível promove o crescimento da forma. Este impulso espiritual também caminha na

mesma direção do Sol físico, de leste para oeste.

Seiscentos ou setecentos anos A.C. uma nova onda de espiritualidade iniciou-se nas

margens ocidentais do Oceano Pacífico, para iluminar a nação chinesa. Hoje em dia,

milhões de habitantes do Celeste Império professam a religião de Confúcio. Notamos o

efeito posterior dessa onda na religião de Buda, um ensinamento destinado a despertar as

aspirações de milhões de hindus e chineses ocidentais. Em seu curso para Oeste, surge entre

os gregos mais intelectuais, nas filosofias elevadas de Pitágoras e Platão, e por último,

invade o mundo ocidental e alcança os precursores da raça humana, onde assume a elevada

forma da Religião Cristã.

O Cristianismo abriu gradualmente seu caminho para Oeste até a costa do Oceano

Pacífico, onde vem reunindo e concentrando as aspirações espirituais. Ali alcançará um

ponto culminante, antes de prosseguir através do Oceano para inaugurar no Oriente um

despertar mais elevado e mais nobre, muito mais do que existente até agora nessa parte da

Terra.

Assim como o dia e a noite, o verão e o inverno, o fluxo e refluxo, seguem-se uns

aos outros em ininterrupta sucessão, de acordo com a lei dos ciclos alternantes, assim

também a aparição de uma onda de despertar espiritual em qualquer parte do mundo é

seguida por um período de reação material, a fim de que o desenvolvimento não se torne

unilateral.

Religião, Arte e Ciência são os três meios mais importantes da educação humana e

constituem uma trindade na unidade, não podendo ser separada sem que se altere o nosso

ponto de vista sobre qualquer coisa que investiguemos. A verdadeira Religião inclui, por

sua vez, a ciência e a arte, porque ensina a viver uma vida preciosa em harmonia com as

leis da Natureza.

A verdadeira Ciência é artística e religiosa no mais elevado sentido porque nos

ensina a reverenciar e a nos conformar com as leis que governam nosso bem-estar, e

explica por que a vida religiosa conduz à saúde e à beleza.

A verdadeira Arte é tão educativa quanto a ciência e tão elevada em sua influência

quanto a religião. Na arquitetura encontramos a mais sublime representação das linhas de

força cósmica do universo. Imbui o observador espiritual de uma poderosa devoção e

adoração, nascida da respeitosa e inspirada concepção da esmagadora grandeza e majestade

de Deus. A escultura e a pintura, bem como a música e a literatura, inspiram-nos com um

transcendental encanto de Deus, o imutável manancial e meta de todo este formoso mundo.

Nenhuma outra coisa, a não ser tal ensinamento integral, pode corresponder

permanentemente às necessidades humanas. Houve um tempo, na Grécia, em que a

Religião, a Arte e a Ciência eram ensinadas conjuntamente nos Templos de Mistérios. Mas,

para o melhor desenvolvimento de cada uma, tornou-se necessário separá-las durante algum

tempo.

A Religião reinou suprema nas chamadas "idades negras". Durante esse tempo ela

escravizou a Ciência e a Arte, atando-as de mãos e pés. Depois veio o período da

renascença, quando a Arte floresceu em todos os seus domínios. Mas a Religião era ainda

muito forte, pelo que a Arte era freqüentemente prostituída a seu serviço. Por último,

chegou a vez da Ciência moderna, que com mão de ferro subjugou a Religião.

Foi em detrimento do mundo que a Religião oprimiu a Ciência. A Ignorância e a

Superstição produziram males sem conta, mas o homem, não obstante, abrigava então

elevados ideais espirituais, e esperava uma vida superior melhor. É infinitamente mais

desastroso que a Ciência esteja sufocando a Religião, porque agora até a Esperança, o

último dom deixado pelos deuses na Caixa de Pandora, pode desvanecer-se ante o

Materialismo e o Agnosticismo.

Tal estado de coisas não pode continuar. Precisa haver uma reação. Se não a

Anarquia dominará o Cosmos. Para evitar tal calamidade a Religião, a Ciência e a Arte

devem reunir-se numa expressão do Bem, do Verdadeiro e do Belo, mais elevada ainda do

que fora antes da separação.

Os acontecimentos futuros projetam antecipadamente suas sombras. Quando os

Grandes Guias da humanidade viram a tendência para o ultramaterialismo, que agora grassa

no mundo ocidental, tomaram certas medidas para enfrentá-lo e transmutá-lo. Não

desejaram destruir a Ciência florescente, conforme esta última vinha sufocando a Religião,

pois divisavam o resultado final que será o bem, quando uma Ciência avançada tornar-se-á

novamente colaboradora da Religião.

Uma Religião espiritual porém, não pode unir-se com uma Ciência materialista,

assim como o azeite não pode misturar-se com a água. Portanto, medidas foram adotadas

para espiritualizar a Ciência e tornar científica a Religião.

No século XIII um elevado instrutor espiritual, usando o simbólico nome Christian

Rosenkreuz - Cristão Rosacruz -, apareceu na Europa para iniciar esse trabalho. Fundou a

misteriosa Ordem dos Rosacruzes objetivando lançar uma luz oculta sobre a mal-entendida

Religião Cristã, e para explicar o mistério da Vida e do Ser do ponto de vista científico, em

harmonia com a Religião.

Muitos séculos decorreram desde o seu nascimento como Christian Rosenkreuz, o

Fundador da Escola de Mistérios Rosacruzes, cuja existência é por muitos considerada um

mito. Todavia, seu nascimento como Christian Rosenkreuz marcou o princípio de uma nova

era na vida espiritual do mundo ocidental. Esse Ego excepcional tem estado, desde então,

em contínuas existências físicas, num ou noutro dos países europeus. Toda vez que seus

sucessivos veículos perdem sua utilidade, ou as circunstâncias tornam necessária uma

mudança de campo em suas atividades toma um novo corpo. Ainda mais, hoje em dia está

encarnado. É um Iniciado de grau superior, ativo e potente fator em todos os assuntos do

Ocidente, se bem que desconhecido para o mundo.

Trabalhou com os alquimistas séculos antes do advento da ciência moderna. Foi ele

que, por um intermediário, inspirou as agora mutiladas obras de Bacon. Jacob Boehme e

outros receberam dele a inspiração que tão espiritualmente iluminou suas obras. Nos

trabalhos do imortal Goethe e nas obras primas de Wagner encontramos a mesma

influência. Todos os espíritos intrépidos, que se recusam subordinar-se a qualquer ciência

ou religião ortodoxa, que fogem das escravidões e procuram penetrar nos domínios

espirituais sem pretensões de glória ou de vaidade, tiram sua inspiração da mesma fonte,

como fez e faz o grande espírito que animou Christian Rosenkreuz.

Seu próprio nome é a corporificação da maneira e dos meios pelos quais o homem

atual é transformado em Divino Super-homem. Esse símbolo,

"Christian Rosen Kreuz"

(O) Cristão Rosa Cruz

mostra o fim e o objetivo da evolução humana, o caminho a ser percorrido e os meios pelos

quais alcançará essa meta. A cruz branca, os galhos verdes da planta que a entrelaçam, os

espinhos e as rosas vermelho-sangue, ocultam a solução do Mistério do Mundo: a evolução

passada do Homem, sua constituição presente, e especialmente o segredo do seu futuro

desenvolvimento.

Este segredo, que se oculta ao profano, é revelado ao Iniciado tanto mais claramente

quanto mais este se esforce, dia a dia, em construir para si mesmo a mais valiosa de todas

as gemas, a Pedra Filosofal - mais preciosa que o diamante Kohinoor, mais preciosa ainda

do que todas as riquezas terrestres! O símbolo recorda-lhe como a humanidade, em sua

ignorância, malbarata a todo instante o autêntico material concreto que poderia usar na

formação desse tesouro inestimável.

Para mantê-lo firme e verdadeiro através de todas as adversidades, a Rosacruz se

ergue ante ele como uma inspiração, como a gloriosa realização que espera aquele que

suplanta, e aponta Cristo como a Estrela da Esperança, "os primeiros frutos", Que lavrou

essa maravilhosa Pedra enquanto habitava o corpo de Jesus.

As investigações mostram que em todos os sistemas religiosos sempre houve um

ensinamento reservado ao clero, não acessível à multidão. Cristo também falou ao povo em

parábolas, mas só aos discípulos explicou o significado que ocultavam, proporcionandolhes

assim uma compreensão mais profunda e adequada às suas mentes desenvolvidas.

Paulo dava "leite" às criancinhas, ou membros mais novos da comunidade, mas

"carne" para os fortes, os que tinham estudado mais profundamente. Assim, sempre tem

havido um ensinamento interno e um ensinamento externo. Os ensinamentos internos foram

dados nas assim chamadas Escolas de Mistérios, as quais modificam-se de tempos em

tempos a fim de adaptarem-se às necessidades dos povos entre os quais destinam-se a

operar.

 

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#420 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Qua, 11 de Nov de 2009 1:07 pm
Assunto: CARTAS ROSACRUZES... Verdade Absoluta e Relativa...Y(II)
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CARTAS ROSACRUZES

Escritas por antigos membros da Ordem

Carta III

 

 

 

Verdade Absoluta e Relativa...Y(II)

 

Algumas pessoas podem objetar que o homem deve contentar-se com aqueles
conhecimentos e não tentar aprofundá-los. Isso equivaleria a privá-lo de todo o
progresso ulterior e condená-lo a permanecer preso da ignorância e do erro.
A ciência que depende de ilusões externas é uma ciência ilusória. O aspecto externo das
coisas é produto da atividade interior. Se esta atividade não for conhecida, o
fenômeno externo não poderá ser compreendido. O homem real, interno, residente na
forma externa, mantém certas relações com a atividade interna do Cosmos não menos
estritas e definidas do que as relações existentes entre o homem interno e a natureza
externa. Se o homem não conhecer as relações que o ligam àquele poder interno,
 por outras palavras, que o ligam a Deus, não compreenderá a própria natureza divina
e não atingirá, jamais, o verdadeiro conhecimento de si mesmo.
O único e verdadeiro objetivo da verdadeira religião e da verdadeira ciência deve ser
ensinar ao homem a relação entre si e o infinito todo e a elevar-se àquele exaltado
plano de existência para o qual foi criado.
Pelo falo de um homem ter nascido em certa casa ou em certa cidade, não se conclui que
 tenha de permanecer ali toda a vida. Do mesmo modo, certa condição física, moral e
 intelectual não impõe a necessidade de ficar sempre em tal estado, nem que não
 faça nenhum esforço por elevar-se a maiores alturas. A mais sabida de todas as
 ciências tem por finalidade o mais elevado de todos os conhecimentos. Não pode existir
 objetivo mais sublime nem mais digno de ser conhecido que a causa universal do bem.
 Deus é o objetivo mais elevado dos conhecimentos humanos; nada podemos saber
 Dele, fora da Sua manifestação ativa em nós próprios. 0bter o conhecimento do
 eu equivale a obter o conhecimento do princípio divino que habita em nós ou, por
 outras palavras, o conhecimento do próprio eu depois que ascendeu ao divino.
O eu interno e divino reconhecerá, por assim dizer, as relações existentes entre si
e o princípio divino no universo, se permitido é falar de relações entre duas coisas
que não são duas, mas uma só e idêntica. Mais corretamente deveríamos dizer:
o conhecimento espiritual, no homem, realiza-se quando Deus nele
expressa sua própria divindade.
Todo poder, quer pertença ao corpo, à alma ou ao princípio inteligente, nasce do centro,
do espírito. Ver, sentir, ouvir e perceber são capacidades dos sentidos que o homem
deve à atividade espiritual. Na maior parte dos homens, despertou somente a potência
 intelectual que pôs em atividade os sentidos. Mas, há pessoas excepcionais que
desenvolveram esta atividade espiritual em grau muito maior e expandiram
extraordinariamente suas faculdades internas de percepção. Tais pessoas podem
perceber realidades imperceptíveis para os demais e por em exercício poderes que
os restantes mortais não possuem. Se os pretensos sábios encontram pessoas dessa
 natureza, geralmente consideram-nas enfermas de corpo, vítimas de uma condição patológica.
Todos os dias a experiência demonstra que a ciência do exterior, da superfície,
ignora quase inteiramente as leis fundamentais da natureza, porque, contínua e
equivocadamente, toma as causas por efeitos e os efeitos por causas.
Com igual razão e a mesma lógica se, num rebanho de carneiros, um obtivesse a
 faculdade de falar como homem, poderiam os restantes considerar o companheiro
 enfermo e ocupar-se de sua condição patológica. A sabedoria parece loucura para
o louco. Para o cego a luz não se distingue das trevas. Para o vicioso a virtude é como
 o vício e o falso diz que a verdade não vale mais que o embuste.
Vemos, pois, que o homem percebe as cousas pelo que imagina e não pelo que são.
Assim, tudo a que chamam bom ou mau, verdadeiro ou falso, útil ou inútil, tem sentido
 relativo. E a conceituação difere, ainda, de um para outro, de acordo com as distintas
opiniões, objetivos ou aspirações. Conseqüência: onde começa a linguagem nasce
a confusão, porque diferem as constituições humanas, donde resulta, em cada um,
uma concepção das cousas distinta das concepções dos outros.
Isto é verdadeiro já nos assuntos comuns, mas evidencia-se muito mais nas questões
 de ocultismo, do qual os homens comuns só possuem idéias falsas. Não será
 aventuroso dizer que o simples enunciado de uiva sentença de natureza
 oculta daria origem a disputas e a interpretações falsas.
As únicas verdades que se encontram fora de toda disputa são as verdades absolutas.
 Não precisam ser enunciadas porque são evidentes por si mesmas. Expressá-las pela
 linguagem equivale a dizer o que todo o mundo sabe e ninguém põe em dúvida.
Dizer, por exemplo, que Deus é a causa de todo o bem equivale, simplesmente, a
simbolizar a origem desconhecida de todo bem com a palavra Deus. A verdade
 relativa respeita unicamente às personalidades transitórias dos homens.
Só pode conhecer a Verdade no Absoluto aquele que, sobrepondo-se à esfera do
eu e do fenômeno, chega ao Real, eterno e imutável. Fazer isto é, em certo sentido,
morrer para o mundo; o que é o mesmo que se desembaraçar por completo da noção
 do eu pessoal e ilusório e chegar a ser um com o Universal, onde não existe o
 mínimo sentido de separação.
Se estiveres disposto a morrer assim, podes penetrar no Santuário da Ciência Oculta.
Porém, se as ilusões do mundo, sobretudo a ilusão de tua existência pessoal, te
 atraem, buscarás em vão o conhecimento do que existe por si e independente de
 qualquer relação com coisas: - é o eterno centro flamígero, o Pai, do qual só pode
 aproximar-se o Filho, a Luz, a Vida e a Verdade Supremas.
 

 

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#419 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Ter, 10 de Nov de 2009 5:36 pm
Assunto: Memorias de Max Heindel y la Fraternidad Rosacruz...Y(XI
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Memorias de Max Heindel y la Fraternidad Rosacruz...Y(XI)

 

PARTE I

 

Max
Heindel - La Orden Rosacruz y La Fraternidad Rosacruz.

 

 
Max Heindel, usando un traje marrón de corderoy barato, el que habia pagado diez dólares, trabajaba
 a la par de los carpinteros como uno más de ellos. Fué afortunado por el hecho de que en esta etapa
 su corazón no le traía demasiados problemas, a la vez, este era el tiempo en el que su gran energía 
y ambición le hacian excepcionalmente aptos para el trabajo. Estaba tan entusiasmado y con tal ambición
 que trabajaba con los carpinteros, pintores y cavaba ocho horas cada día, por lo que en la noche volvía
 hambriento y cansado, pero lleno de alegría. La naturaleza de Max Heindel era particularmente excepcional,
 pués a toda hora irradiaba alegría y buen ánimo, sin importar lo cansado que estuviera podía cantar con su
 grandiosa voz musical.
 
Al cabo de veintiocho días de trabajo el primer edificio estaba listo como para que los cinco trabajadores 
se mudaran. Gran parte del mobiliario habia sido hecho por Rollo Smith. Había armado las mesas y escritorios
 para la oficina y el comedor; también las mesas de las habitaciones de Max y Augusta Heindel eran de tablas
 de madera de pino gigantezco de California. Solo casi un año antes las finanzas les habian permitido adquirir 
un buen mobiliario, aunque mucho de los antigüos muebles debieron ser retenidos por un número de años.
 Estos cinco trabajadores estaban felices por el hecho de mudarse a la casa terminada parcialmente 
pero limpia (aunque parcialmente terminada), ya libre de insectos y roedores.
 
El día previo al de Acción de Gracias (1.911), las paredes estaban aún sin pintar y las ventanas fueron 
colocadas sólo en las habitaciones en las que los trabajadores dormian; el resto de la construcción estaba 
aún abierta - sin puertas ni ventanas. La maravillosa luz de luna atravezaba en las noches las ventanas
desnudas de los cuartos, a la vez que nos convertiamos en espectadores de los más hermosos cantos de los
 coyotes de la zona, los que en grupos de hasta quince o veinte aullaban a la luz de la luna. Estos son
 una especie de lobo pequeño del oeste de Norte América, rara vez atacan a humanos, pero son muy 
destructivos de animales domesticos pequeños.
 
De ahora en más los líderes de La Fraternidad Rosacruz debian comenzar su edificio verdadero "espiritual ",
 y como al fundar un edificio, debian comenzar cavando profundo en el trabajo arduo del verdadero pionero. 
El Sr. Rollo Smith debió partir hacia Los Angeles, antes de terminar la edificación. Sin embargo, la misma
 pudo ser habitada por Max Heindel, quién escribe y dos señoras que estaban colaborando.
 
Como oficina se habia diseñado una larga habitación y la parte este del edificio poseía dos pequeñas
 habitaciones con grandes guardarropas entre ambas. Las camas eran las del tipo rebatibles, que al no
 estar en uso podían ser guardadas por medio de un sistema de resortes, lo que economizaba en gran medida el
 espacio. Estas camas podían ser guardadas en dichos armarios desde ambas habitaciones. Durante la noche estos
 cuartos eran usados por el Sr. y la Sra. Heindel como dormitorios y durante el día como salas de recepción y 
de trabajo, como el estudio en el que recibían visitas y en el cual hacían gran parte de sus escritos.
 
Había un baño conectado a la habitación del Sr. Heindel, con una puerta que también lo conectaba al comedor.
 Pero en estas tierras apartadas no había ni gas, ni electricidad, por lo que el agua debía ser calentada
 en una estufa de gasolina y transportada desde la cocina a través del comedor y al baño cada vez que alguno
 de los residentes de las nuevas oficinas centrales deseaba tomar un baño. 
 
La parte central de esta larga construcción estaba ocupada por un comedor y una cocina y el primer piso estaba
 dividido en cinco habitaciones inconclusas, cada una con una cama, un lavabo casero y un vestidor sencillo.
 Los muebles de la oficina habían sido hechos por el Sr.Smith, fueron teñidos todos de marrón de un colorante 
que habia quedado de la pintura de la parte exterior. 
 
El edificio entonces fue ocupado el día previo al de "Acción de gracias. "Ambas ayudantes, tanto la Sra. 
Ruth Beach , como Rachel Cunningham, partieron en la mañana del día de "Acción de gracias " para estar 
con amigos y familiares, mientras que el Sr. y la Sra. Heindel permanecieron para comer una sopa de vegetales,
 pués la comida en ese entonces era realmente escasa. Esto se debía a que su automovil Bedalia estaba nuevamente
 en reparaciones y el almacenero local se negaba a enviar provisiones tan lejos tierra adentro; por lo que a veces
 estábamos realmente limitados en la elección de alimentos.
 
Así pasaron estas dos almas tan enérgicas el día de "Acción de gracias ", pintando adornos de madera y arreglando 
mobiliario casero con fin de comenzar nuevamente la labor el lunes temprano una vez vueltos las dos ayudantes. 


 

 
 
 
 
 
 
 



 
 


#418 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Ter, 10 de Nov de 2009 1:15 pm
Assunto: FAUSTO...Divina Discórdia...Y(II)
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FAUSTO

 

Divina Discórdia...Y(II)

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Mas é uma idéia errada pensar que a harmonia constante é agradável. A

música assim expressa tornar-se-ia monótona; ficaríamos fatigados com a

harmonia contínua. Na verdade, a música perderia seu atrativo se não

fossem as dissonâncias entremeadas freqüentemente. Quanto mais próximo da

dissonância o compositor puder chegar, sem realmente incorporá-la à

partitura, mais agradável será sua composição quando esta criar vida

através de instrumentos musicais. O mesmo acontece no canto das esferas;

nós nunca atingiríamos a individualidade para a qual toda a evolução se

dirige, sem a dissonância divina.

Portanto, o Livro de Job designa Satã como sendo um dos Filhos de Deus. E

o mito de Fausto fala de Lúcifer como estando presente também na

convocação que ocorre no capítulo inicial da história. Dele vem a nota

salvadora de dissonância que forma um contraste na harmonia celestial, e,

como a luz mais brilhante provoca a sombra mais densa, a voz de Lúcifer

realça a beleza do canto celestial.

Enquanto os outros Espíritos Planetários inclinam-se em adoração quando

contemplam as obras do Mestre Arquiteto reveladas no Universo, Lúcifer

emite a nota de crítica, de censura, nas palavras dirigidas contra a

obra-prima de Deus, o rei das criaturas, o homem:

"Dos sóis e dos mundos nada tenho a dizer,

Vejo apenas quanto o homem se atormenta:

Esse pequeno deus do mundo, sua marca quer reter,

Tão surpreendente agora como no primeiro dia.

Pobre ser, se ele pudesse ter-se afastado, melhor seria,

Tivesses Tu conservado nele a luz celestial,

Que ele chama de razão mas não a usa,

E cresce mais grosseiro que o irracional".

Considerado sob o ponto de vista de gerações anteriores, isto pode soar

como sacrilégio, mas, sob a luz dos tempos modernos, podemos entender que

mesmo num ser tão exaltado que é designado pelo nome de Deus, deve haver

crescimento. Podemos sentir o esforço para maiores aptidões, a

contemplação de futuros universos oferecendo maiores facilidades para a

evolução de outros Espíritos Virginais, que são o resultado das

imperfeições notadas no esquema de manifestação por seu exaltado Autor.

Além disso, como "em Deus vivemos, nos movemos e temos nosso ser", assim

também a nota dissonante emitida pelos Espíritos de Lúcifer elevar-se-ia

dentro Dele. Não seria um agente externo que chamaria a atenção para

erros ou O censuraria, mas Seu próprio e divino reconhecimento de uma

imperfeição a ser transmutada em bem maior.

Lemos na Bíblia que Job era um homem perfeito, e no mito de Fausto, o

detentor do papel principal é designado como um servidor de Deus, pois

naturalmente o problema do desabrochar, de maior crescimento, deve ser

solucionado pelos mais avançados. Pessoas comuns, ou aqueles que estão

mais baixo na escala da evolução, ainda têm que percorrer a parte da

estrada já vencida por outros, como Fausto e Job, que são a vanguarda da

raça e que são considerados pela humanidade comum da mesma maneira que

Lúcifer os descreve, isto é, como tolos e esquisitos.

"Pobre tolo, sua comida e bebida não são da terra,

UM impulso interno para a frente o empurra;

Ele próprio, meio consciente de seu humor exaltado.

Pela mais linda estrela do céu tem ansiado.

O melhor e o mais alto da terra tem desejado,

E tudo o que está perto e está longe, do mesmo jeito;

Nada pode acalmar os anseios do seu peito".

Para tais pessoas deve ser aberto um novo e mais elevado caminho para

lhes dar maiores oportunidades de crescimento; daí a resposta de Deus:

"Embora, em perplexidade, ele me sirva agora,

Para onde aparecer a luz, Eu logo o guiarei;

Quando a árvore nova tiver brotos, o jardineiro sabe,

Com flores e frutos seus anos vindouros beneficiarei".

 

Max Heindel - Misterios de las Grandes Óperas

 

 

 

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#417 De: juan marin alcaraz <moriajoan@...>
Data: Seg, 9 de Nov de 2009 2:33 pm
Assunto: Memorias de Max Heindel y la Fraternidad Rosacruz...(X)
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Enviado: 09/11/2009 15:29
 

Memorias de Max Heindel y la Fraternidad Rosacruz...(X)

 

PARTE I

 

Max
Heindel - La Orden Rosacruz y La Fraternidad Rosacruz.

 
"Cuando vivíamos en la densa atmósfera de vapor de agua en la antigüa Atlántida, estábamos bajo leyes que nos
 gobernaban enteramente diferentes a las de hoy día. Cuando perdíamos nuestros cuerpos no lo sentíamos, pués
 nuestra conciencia estaba centrada más en el mundo espiritual que en el denso. Nuestra vida era una continua
 existencia, no sentíamos ni el nacimiento ni la muerte."
 
"Al emerger a las condiciones aéreas de Aryana, el mundo actual, nuestra conciencia de los mundos espirituales
 se desvaneció y la forma se hizo más real y prominente. Entonces comenzó una existencia dual, cada fase bien 
diferenciada de la otra, por los de eventos de la vida y la muerte. Una de estas fases es una vida espiritual 
libre en el mundo celestial, la otra un encarcelamiento en un cuerpo denso terrestre, que esta virtualmente
 muerto al espíritu, de acuerdo al simbolismo del mito Griego de Castor y Pollux, los mellizos celestiales."
 
"Ha sido explicado ya en varias partes en nuestra literatura, la forma en la que los espíritus libres se sumerjen 
y encapsulan en la materia por la intervención de los espíritus Luciferes, a los que Cristo define como falsas luces.
 Esto fué en la feroz Lemuria, por lo que Lucifer podría entonces llamarse el Genio de la epoca Lemúrica."
 
"El efecto completo de esta guía errada no se hizo enteramente aparente sino hasta la Era de Noé comprendiendo los
 periodos de la antigüa Atlántida y nuestro presente Ariano. El arco iris, que no podría haber existido bajo las
 condiciones atmosféricas de los períodos previos al nuestro, apareció como pintado entre las nubes como una señal
 mistica cuando la raza humana entró en la era de Noé, en la que la ley de los ciclos que se alteran trae flujo
 y reflujo, verano e invierno, nacimiento y muerte. Durante esta época el espíritu no puede escapar en forma 
permanente del cuerpo de muerte generado por la pasión satánica inculcada por Lucifer. Sus repetidos intentos
 de escapar a su hogar celestial son frustrados por la ley de la periodicidad, pués cuando el espíritu se ha 
liberado por medio de la muerte, es impelido a renacer cuando el ciclo ha concluído."
 
"El fraude, el engaño y la ilusión, no pueden perdurar por siempre, así apareció el Redentor para limpiar 
la sangre llena de pasión, para predicar la verdad que nos hará libres de este cuerpo de muerte, para inaugurar
 la inmaculada concepción a lo largo de líneas indicadoras de las ciencias eugénicas, para profesar la nueva era,
 el nuevo cielo y una nueva tierra, de la cuál El, la verdadera Luz, es el Genio, una era en la que prevalecera
 el amor y la rectitud que tan desesperadamente esta buscando el mundo entero". 
 
"Todo esto y el modo de obtenerlo están simbolizados en la rosa cruz ante nosotros." "La rosa, en la que la
 savia de la vida duerme en invierno y se activa en verano, ilustra claramente el efecto de la ley de ciclos
 alternativos. El color de la flor, su órgano regenerativo, se asemeja a nuestra sangre, aunque la savia que 
contiene la flor es pura y su semilla se genera en una manera inmaculada, libre de toda pasión."
 
"Cuando nos atengamos a la pureza de vida simbolizada aquí, nos habremos liberado de la cruz de la materia, 
y las etéreas condiciones del milienio habrán llegado. Es el propósito de La Fraternidad Rosacruz el de apurar
 ese tan dichoso día en el que la pena, el dolor, el pecado y la muerte habrán cesado y habremos sido redimidos
 de las ilusorias e intricadas ataduras de la materia, despertando a la suprema verdad de la realidad del espíritu.
 Que Dios apure y haga prósperos nuestros esfuerzos."
 
El clima era ideal como usualmente lo es en el sur de California y luego de los servicios, los cinco hombres 
y las cuatro mujeres volvieron a la pequeña granja en Oceanside, a lo que era la residencia de los Sr. y Sra.
 Heindel, con las dos señoras que ayudaron durante la construcción del primer edificio. Aquí se sirvió luego
 un frugal almuerzo tras lo cual los visitantes retornaron a sus respectivos hogares dejando a las cuatro
 cansadas pero esperanzadas almas, libradas a un descanso nocturno y a una batalla contra los mosquitos y ratones.
 
En la mañana siguiente, brillante y muy temprano, Max Heindel reunió a los carpinteros y pidió al hombre 
baqueano que lo llevara a las tierras, distante una milla y media, en donde el trabajo de la construcción 
debía iniciarse. Al día siguiente apareció el primer miembro de La Fraternidad ofreciendo sus servicios 
en la construcción. Rollo Smith, quién había estado en la lista de curación durante unos meses por un problema 
de pulmones, ahora se ofrecía a ayudar en el trabajo de construcción, y una habitación fué alquilada para él
 en el vecindario. Así Max Heindel y Rollo Smith se mantenian ocupados todo el día en las tierras 
de la Sede Central,
 mientras las tres señoras permanecían en la granja trabajando contra reloj hasta el límite,
 con objeto de responder las muchas cartas y los pedidos de libros.
 
Sumado a la pesada carga, durante este tiempo en particular, los conocimientos de embarque fueron remitidos 
desde Ocean Park donde la primera edición de "Los Misterios Rosacruces" y la segunda edición del 
 "Concepto Rosacruz del Cosmos " habían arrivado; estos libros habían ido hasta Los Angeles y de ahí
 transferidos a Oceanside. Estos libros se habian demorado en la impresión y las órdenes se haban
 estado acumulando durante tres meses; como manejar cuatro mil tomos de libros en camino en una casa 
de tan solo cuatro habitaciones, todas ocupadas por personas, tal era el problema que enfrentaba la Sra. Heindel.
 
Cuando las pesadas cajas de los libros llegaron, fueron guardados en un cobertizo, distante una cuadra
 y al que se accedía a través de un pasillo conectado al jardín de la casa. Así las cajas fueron abiertas
 por las señoras y los libros fueron transportados una cuadra tan rápido como era embalados para enviarse
 por correo.
 Una vez embalados una gran cantidad de libros, era necesario transportarlos a la oficina postal,
 lo que se hacia en uno de esos vehículos antigüos con asiento alto tirados por un caballo. 
 
Un día fueron cargados envíos urgentes y la Sra. Heindel tuvo que acompañar a un hombre mayor (el conductor)
 a la oficina postal, sentada a su lado, en el asiento alto. Una vez que todos los paquetes habian sido 
descargados en la oficina de expresos postales del ferrocarril de Santa Fe, el pobre empleado, que nunca 
antes habia manejado tantos paquetes, se alteró y excitó tanto que la Sra. Heindel tuvo que hacer su trabajo
 registrando los paquetes en el Libro de Expresos, por temor se extraviasen los mismos.
 
Estos libros eran el medio de interesar a los habitantes de Oceanside sobre el trabajo que debía ser 
realizado en su ciudad. Hasta este entonces nadie habia imaginado el tipo de trabajo que estaba comenzando,
 pero cuando, tanto la Oficina Postal como la Oficina de Expresos empezaron a inundarse de correspondencia 
que iba y venia, entonces los más curiosos debían investigar, pués los extranjeros en Oceanside no eran
 muchos y tampoco eran bienvenidos. El pueblo habia crecido alrededor de unas cuantas familias que se 
casaban entre ellas y cuando uno no tenía conección con ellas, ese era el motivo (simplemente) porqué no
 eran bienvenidos en el pueblo. Este espíritu lo expresó un día un comerciante local cuando uno de los 
recién llegados le pregunto: "Bien, no es bueno el que haya extranjeros, que vengan y se establezcan"?
 El comerciante le respondió: "Oh no, no queremos extranjeros en nuestras tierras, era tan hermoso
 cuando todos se conocian, sentíamos que éramos una gran familia". Así, este era el pueblo en el
 que Max y Augusta se encontraban a sí mismos no bienvenidos y forasteros.
 
Las tres señoras continuaron llevando a cabo el trabajo en Oceanside, mientras Max Heindel 
(quién había hecho arreglar, y contaba nuevamente con Bedalia, su viejo automovil) y Rollo Smith, 
con sus almuerzos empacados en una valija, iban hacia los campos a dirigir la construcción de la Sede 
 Central para todo el mundo un puesto de avance de la Antigüa Hermandad Rosacruz. 
 

 
 
 
 
 
 
 
 


 
 


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